ABORTO: DOPO I FATTI DI NAPOLI DOMANI LE DONNE IN PIAZZA
Per rispondere agli attacchi violenti contro libertà ed autodeterminazione,domani le donne saranno dinuovo in piazza.
A Roma l'appuntamento è per
le 17 davanti al Ministero della Salute (Lungotevere Ripa 1).
A Bologna
sit-in sempre alle 17 al Policlinico Sant'Orsola (Via Massarenti 9).
A Napoli presidio dalle 17 in Piazza Vanvittelli.
A Milano sit-in alle 18
alla Clinica Mangiagalli.
A Venezia, presidio dalle 15.30 all'ex
ospedale G.B. Giustinian (Dorsoduro 1454, fondamenta Ognissanti).
COMUNICATO DELL'ASSEMBLEA ROMANA
L'Assemblea delle femminste e delle
lesbiche romane che si è tenuta oggi 13 febbraio presso la Casa
internazionale delle donne, ha visto la partecipazione di numerose
donne di tutte le età che si sono espresse in modo fermo e determinato
contro l'azione violenta e ingiustificata perpetrata ieri 12 febbraio
presso il Policlinico Federico II di Napoli.
Le donne presenti
ritengono che quanto avvenuto è una vera e propria dichiarazione di
guerra. Una violenza contro il corpo delle donne, istigata dalla
crociata per la moratoria sull'aborto. Una dichiarazione di guerra
annunciata, preparata, provocata e istituzionale, da quando lo Stato e
la politica hanno abdicato allaloro responsabilità e alla scelta di
laicità.
Il tema dell'autodeterminazione delle donne è una scelta di
ogni singola donna. A Napoli una donna ha subito violenza, è stata
violata la sua privacy, è stato impedito e ostacolato il suo diritto
alle cure necessarie (peril tempo occorso ad interrogarla), è stata
umiliata e le è stato imposto di "dare conto" ad estranei in divisa,
della sua personalissima scelta.
Un magistrato e sette poliziotti hanno
violato la legge agendo in abuso di poteri ai danni di una donna e di
tutte le donne.
Giovedì 7 febbraio è stata approvata dal Consiglio comunale di Chioggia la mozione sulla moratoria dell' aborto proposta dal cinico guerrafondaio mai stato cattolico Giuliano Ferrara. Sollecitata dai fascisti di Azione Giovani e rilanciata da alcuni consiglieri di Forza Italia, non è che il primo atto di un teatro degli orrori che vede imputate le donne e la loro libert¨¤ di autodeterminarsi. In Veneto, una regione che conta l' 85% di obiettori medici in tema d' aborto, dal 2004 le donne lottano contro la proposta di legge regionale avanzata dal Movimento per la Vita che prevede la libera scorribanda medioevale degli antiabortisti nei consultori pubblici. Nonostante sia passato due volte al vaglio delle commissioni e sia stato fatto "sparire" grazie alla grande mobilitazione femminista che ha visto migliaia di donne a Venezia nell' ottobre 2006, Udc Lega e AN ci riprovano, senza alcun effetto, ogni volta che qualche provocatore maschio riaccende il cerino della legge194.Come se non bastasse, è giunta la terribile notizia del blitz della polizia al Policlinico di Napoli dovuto, dicono, alla segnalazione anonima di un infanticidio in flagranza (Art. 578 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale), risoltosi nell' ammissione di un normale e legale aborto terapeutico, dopo lunghi e illegittimi interrogatori e sequestro del materiale biologico espulso (previo riconoscimento della "vittima" da parte della madre). Chi ci dice che la telefonata sia mai arrivata? Chi può garantire che non vi fosse tra le corsie un poliziotto in borghese in attesa di poter punire quei medici che non obiettano all' IVG? Viviamo sui nostri corpi un accanimento disumano e rabbioso contro la nostra libertà di scelta, sempre più violento e sempre più ingiurioso. Dalle parole di un personaggio come Ferrara siamo passati alla polizia, finiamo arrestate perché esercitiamo la nostra libera scelta, perché non proviamo vergogna nel gridare i nostri bisogni e desideri, perché siamo femministe e non ci pentiamo, perché siamo lesbiche e lo diciamo forte, perché siamo trans e ne andiamo fiere, perché ci battiamo contro l' imposizione dell' istituzione eterosessuale e dei doveri di moglie e madre che già il fascismo ci costrinse a subire. Non abbiamo paura, né della polizia né dei giochi politici che ancora una volta, per l' ennesima tornata elettorale così come per l' ennesimo scambio di favori istituzionali, vengono condotti sopra e contro i nostri corpi. E' chiaro che la proposta di moratoria sull'aborto ha avuto echi straordinari tra gli integralisti che siedono e siederanno nel nostro Parlamento. E' chiaro il servilismo del nostro ceto politico ai diktat vaticani così come pare chiaro che non possiamo accettare una campagna elettorale tutta incentrata su come stigmatizzare i nostri corpi e come limitare la nostra libertà di autodeterminazione.Le compagne napoletane saranno giovedì 14/02/2008 alle 17.00 in presidio in Piazza Vanvitelli. Le donne stanno organizzando ovunque presidi in concomitanza con quello napoletano.A Venezia chiamiamo tutte le donne e tutte le realtà lgbtq a partecipare alle 15.30 al PRESIDIO davanti all' ex ospedale G. B. Giustinian, Dorsoduro 1454 (Fondamenta Ognissanti) sede attuale del consultorio.
Collettivo femminista VengoPrima!








