domenica, 22 luglio 2007
Corpi alla prova di una seconda nascita

Oscar Pistorius è un diciottenne sudafricano che corre i 100 metri in poco più di undici secondi, tempo che si avvicina a quelli di qualificazione per le Olimpiadi 2008. Niente di così strano se non fosse che a Oscar mancano le gambe. Ora la Federazione internazionale di atletica, le varie commissioni tecniche, l'intero mondo dello sport si interrogano se sia possibile ammetterlo tra le competizioni riservate ai normodotati. Già, perché nonostante la conformità dei tempi, il forte senso di sportività, la trasparenza con cui lui affronta la competizione, la diversità di Pistorius inquieta.

Potremmo pensare che la questione Pistorius resti confinata all'atletica, cioè che in fondo non vada a mettere in discussione le coordinate di «normalità» e «purezza» che sono a fondamento della nostra cultura. L'atleta sudafricano però getta scompiglio su non pochi precetti dell'occidente umanista. Attraverso un rito di contaminazione egli rigetta ogni pretesa purificatrice, ci mostra come la condizione umana significhi prima di tutto costruire predicati ibridi.

Sono due mondi che inevitabilmente stanno entrando in rotta di collisione. Da una parte sta l'iperumanistica pretesa di celebrare un corpo puro e giovanile, definito attraverso parametri molto rigidi, come gli standard di razza nella cinofilia, in nome di una dimensione umana svincolata da ogni connessione e incontaminata proprio grazie alla trasformazione strumentale del non-umano. Questa cultura, che ha costruito il suo fulcro antropocentrico intorno al concetto di misura e di purezza dell'uomo, non è in grado di capire, ancor prima che tollerare, la natura ibrida del farsi umano, perciò non può che offendersi di fronte al caso Pistorius e per diversi motivi.

Prima di tutto perché il nostro atleta non nasconde le sue protesi ma le fa diventare protagoniste nel proscenio della competizione. Poi perché rivoluziona il concetto emendativo affidato dalla tradizione alle protesi per renderle, al contrario, partner capaci di ripensare il corpo ossia un modo per accedere a una dimensione altra del vivere e non semplicemente per supplire a una carenza. Infine perché Pistorius porta in superficie il nostro essere meticciati, il grossolano errore prospettico che ci fa credere di aderire a una normalità che oggi viceversa si fa sempre più elusiva.

L'iperumanismo si fonda sull'idea che l'uomo sia un'entità definita che utilizza il mondo per portare a compimento il suo destino di dominatore. È ovvio in questo paradigma il bisogno di definire una concezione prototipica di uomo che non ammetta sfumature, con l'inevitabile conseguenza di leggere la diversità come minorità. In questa temperie Pistorius viene accusato di hybris, anche se attraverso i cavilli dei regolamenti sportivi o di chissà quale altra scusa.

Fortunatamente non è questa l'unica prospettiva di interpretazione. Dall'altra parte c'è infatti una cultura emergente, dai tratti a volte incerti, che potremmo tuttavia indicare nel suo complesso come postumanista, proprio perché tesa a superare l'idea di uomo-prototipo, misurato e misura del mondo. Non è solo la sperimentazione artistica di performer come Orlan o Matthew Barney a trasformare il corpo in un palcoscenico per drammatizzazioni ibridative, ma sono le stese mode giovanili a fornirci consuetudini inusitate. Oggi sempre di più le protesi vengono mostrate con orgoglio e non nascoste come supporti di cui ci si deve vergognare. Il corpo - un corpo coniugato, ospitale, un corpo in divenire, cantiere aperto per sperimentazioni ontologiche - sta vivendo una seconda rinascita.

È una cultura che sente in modo coerente tutto il peso del mito della purezza e le nefandezze che ha prodotto, che rifiuta il canone essenzialista in nome della pluralità e della transitorietà dell'essere, che va oltre il bisogno delle identità forti basate sulla disgiunzione e sull'opposizione, che legge la tecnosfera non come potenziamento dell'uomo ma come dimensione dell'umano. Anche in questo senso Pistorius sta correndo per tutti noi.



postato da: Bus18 alle ore 10:40 | Permalink | commenti
categoria:corpo, pistorius, ibridazione