Ciao a tutti,
Dopo la segnalazione di ieri (che riallego a fondo pagina) mi sono giunti tanti messaggi con considerazioni e domande. Le domande riguardavano: la natura dell'iniziativa e le reazioni. Dopo avere girato sul sito di questo sindacato Coisp (che non avevo mai sentito nominare) mi sembra di capire che sia un gruppo abbastanza ristretto; è probabile che abbiano lanciato questa iniziativa come una provocazione (notare la data del comunicato: è lo stesso giorno in cui De Gennaro veniva interrogato al tribunale di Genova per induzione a falsa testimonianza sul processo Diaz). Insomma: un segnale agli appartenenti alle forze dell'ordine meno contenti dei pur vaghi segnali di ricerca della verità che stanno arrivando in queste settimane proprio dalle vicende del G8. Una campagna di iscrizione in piena regola, con tanto di manifesto politico; il sito del Coisp sembra aggiornato e agguerrito: c'è da aspettarsi che si facciano ancora sentire prima della fine della settimana, e certamente in futuro.
Non sono aggiornato sulle reazioni dei media e delle istituzioni. Scrivendoci con qualcuno di voi siamo giunti alla conclusione che quasi certamente la Questura non concederà lo spazio; un po' perchè è già occupato dalle iniziative del Comitato Carlo Giuliani, un po' per ovvii motivi di ordine pubblico. Ma è proprio questa consapevolezza, che dovevano anche avere i promotori dell'iniziativa, che lascia in bocca uno sgradevole senso di provocazione al limite dell'eversione.
Reazioni: oltre alle reazioni "istituzionali" c'è da aspettarsi dell'altro. E' evidente che una simile iniziativa non può che aumentare la tensione per giornate che si vorrebbero di ricordo e riflessione, ma che qualcuno vuole già dipingere come una potenziale riedizione del luglio di 6 anni fa. Che lo faccia An, chiedendo "la caparra sui danni", non mi sorprende. Mi sorprende, questo si, la tiepidezza con la quale si risponde a queste provocazioni. Mi soprende che Vincenzi richiami all'ordine i manifestanti ricordando che le violenze non saranno tollerate.
Ma caro sindaco, lei che nel luglio del 2001 denunciò pubblicamente la presenza del blocco nero in una scuola di Quarto e che denunciò, a posteriori, la totale assenza di riscontro da parte delle forze dell'ordine... proprio lei ora presta il fianco a queste bordate da destra?
In uno stato di diritto le violenze non sono mai tollerate, e non c'è bisogno che prenda posizione il sindaco. In uno stato di diritto ai violenti viene impedito di nuocere, vengono fermati, vengono giudicati ed eventualmente condannati. In uno stato di diritto non si pestano gli innocenti con la scusa che dieci metri più in là i violenti spaccano le vetrine. In uno stato di diritto non è il lupo che mangia l'agnello perchè beveva a valle, tanto per capirci. Ma lei, caro sindaco, che pure sembrava avere capito quanto successe in quei giorni, se lo è già dimenticato? Qualcuno penserà che sia un'esagerazione, che in fondo un richiamo al buon senso è sempre legittimo e salutare. Ma chi era in piazza in quei giorni sa che non è sempre così, perchè ogni parola pesa per quello che è e per come sarà letta, non per quello che vorremmo fosse. Quelle parole sono un atto di accusa preventiva e a posteriori su quanto potrebbe accadere e soprattutto su quanto accadde a Genova nel luglio del 2001.
Si respira un brutto clima, in questo Paese (e questa è un'altra costante dei messaggi che mi sono arrivati). E la storia ci insegna che la reazione non arriva solo da destra, ma anche da quella frangia (sempre più ampia, in Italia, da un po' di tempo a questa parte) che in nome del consociativismo, delle alleanze che sfumano dal rosso al nero nel giro di pochi partiti e della necessità di garantirsi l'appoggio di gruppi di potere (anche minuscoli, perchè nella rincorsa all'ultimo voto non si guarda in faccia nessuno) si chiudono gli occhi e si fa finta di non capire.
Se Genova deve ancora essere scenario di questi teatrini, facciamo la nostra parte. Per conto mio, la vicenda G8 diventa ancora più discriminante nella scelta al momento del voto e del dibattito politico.
Nel programma dell'Unione c'era la richiesta della Commissione parlamentare d'inchiesta. Per il momento, siete riusciti solo a mettere Scajola a capo del Copaco (cioè della commissione sui servizi segreti) e a nominare De Gennaro capo di Gabinetto di Amato.
Avete perso ogni credibilità, e come cittadino non passerà occasione che ve lo rinfacci. Spero e credo che non sarò l'unico.
Saluti a tutti
Nur
Sindacato Polizia COISP - Manifestazione e dibattito in Piazza Alimonda a Genova: "L'ESTINTORE COME STRUMENTO DI PACE !!!!
Comunicato stampa 210/07
del 14 luglio 2007
Oggetto: Manifestazione e dibattito in piazza Alimonda a Genova: “L’estintore come strumento di pace” !!
In occasione delle manifestazioni a ricordo dei fatti del G8 di Genova, il COISP ha comunicato alle Autorità competenti di voler promuovere e realizzare, a Genova, in piazza Alimonda, con inizio alle ore 16.00 di venerdì 20 c.m., una manifestazione ed un dibattito sul tema “L’estintore come strumento di pace”, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni, dei movimenti politici, delle categorie economiche, delle associazioni di cittadini del capoluogo ligure.
Credo sia urgente ed eticamente corretto - ha detto il Segretario Generale del Coisp, Franco Maccari - dibattere insieme alla città ed alle sue rappresentanze più significative, quanto è accaduto nei giorni del G8. Un momento di incontro, come necessaria situazione democratica di confronto. Parlando di democrazia, è evidente come non siano invitati e graditi al dibattito ex terroristi, terroristi, sinistra radicale, black-block, ecc.”
“Stiamo predisponendo - ha continuato Maccari - una forte convergenza a Genova degli iscritti al Coisp, ma anche dei poliziotti simpatizzanti ed aderenti comunque all’iniziativa, a partire dai cittadini; per tale motivo verrà inoltrata alle Ferrovie la richiesta della “scontistica d’uso e vigente” per le manifestazioni. Tengo a precisare che tutto ciò non vuole configurarsi come “provocazione” nei confronti delle manifestazioni annunciate a Genova negli stessi giorni, ma semplicemente di un diritto di presenza, opinione, confronto democratico e differenziazione fra due insiemi sociali: cittadini, amministratori, istituzioni, categorie economiche locali da una parte; rei di resistenza, di lesioni, di devastazione e di saccheggio dall’altra.”
“Alla tavola rotonda in piazza Alimonda - ha concluso Maccari – verrà invitato il già carabiniere Mario Placanica ed Ermete Bogetti, procuratore generale della Corte dei Conti del Piemonte, il quale sosterrà un confronto con il giornalista ed esperto di comunicazione Tullio Cardona sul tema “l’immagine mediatica dello Stato”.
Responsabile Ufficio Stampa: Dott. Tullio Cardona








