lunedì, 04 febbraio 2008

La risposta di uno dei 67 docenti della Spienza di Roma agli attacchi dei media


Sono un "Cattivo Maestro" (me lo dice il Rettore della Sapienza); "un

Cretino" (me lo dice M. Cacciari su Repubblica 17 gennaio), un

liberticida, un oscurantista, un illiberale.. . L'ex ministro

Gasparri chiede la mia espulsione dall'Università . Sono

stigmatizzato pubblicamente dal Presidente della Repubblica

Napolitano, dal Presidente del Consiglio Prodi, dai capi

dell'opposizione Berlusconi, Fini e Casini, dal Ministro

dell'Università Mussi, dal leader del Partito democratico Veltroni,

dai direttori dei maggiori quotidiani italiani di destra, centro

e sinistra, incluso Ezio Mauro (Repubblica, 15 gennaio); da tutti i

Telegiornali, (in maniera particolarmente virulenta da quelli di RAI

1 e RAI 2 del 15 gennaio sera); naturalmente da Giuliano Ferrara..

Perché?

Cosa ho fatto?

SONO UNO DEI 67!!!

Mesi fa (novembre 07) un collega alla Sapienza mi mostra il testo di

una lettera al Rettore di un gruppo di fisici, dove si definisce

inopportuna l'idea di invitare Papa Benedetto XVI a tenere la "Lectio

magistralis" per l'inaugurazione dell'Anno Accademico due mesi dopo.

Firmo la lettera.



Perché la firmo? Non sono credente, ma non sono ateo. Sono in

generale sorpreso che, davanti al grande mistero della nostra

esistenza su questo Pianeta ed in questo Universo, molti siano così

sicuri di avere le risposte, di possedere la verità. Mi sembra sia

questo un segno di grande presunzione intellettuale. Ma, finchè

queste "verità" non sono imposte agli altri, dico, "Let it be!.. come

nella famosa canzone dei Beatles. Non mi sognerei mai quindi di dire

che il Papa non ha il pieno diritto di parlare. Questo diritto mi

sembra lo eserciti di continuo. Talvolta mi trovo anche ad essere

d'accordo con le sue parole: ad esempio, quando recentemente ha

criticato il ruolo dominante dell'economica capitalistica

globalizzata.

Allora, perché ho firmato? Principalmente perché l'idea del Rettore

mi è sembrata fosse indice di un forte conformismo e di una desolante

mancanza di immaginazione. Infatti la voce del Papa la sentiamo di

continuo, la sua presenza ai telegiornali è costante, le sue

esternazioni ed i suoi scritti hanno ampia eco, il suo pensiero è ben

noto. Pensavo che gli studenti e docenti cattolici avrebbero accolto

il Papa festosamente, come Vicario di Cristo e Capo del

Cattolicesimo; ma per questo hanno a Roma infinite occasioni, e

l'inaugurazione dell'Anno Accademico non è la sede più adatta per una

manifestazione religiosa.



Gli altri (i non credenti) avrebbero certo ascoltato il Papa con

rispetto, ma non avrebbero penso sentito grandi novità, vista appunto

la continua e grande risonanza che si da' al pensiero del Papa

(infatti il testo che il Papa ha poi inviato alla Sapienza, al di

fuori di ogni giudizio, non mi pare sveli granché di nuovo sul Suo

pensiero).



Mi è parso insomma che il Rettore volesse invitare il Papa per

trasformare l'inaugurazione dell'anno accademico in un mega-evento

mediatico. Il Papa può certo venire alla Sapienza per dialogare e per

confrontarsi; oppure magari anche per celebrare con i suoi fedeli;

non mi pareva però opportuno venisse ad inaugurare l'anno accademico.

Tutto qui.Dallo scorso novembre fino ad un paio di settimane fa non

ho più sentito nulla sulla famosa lettera: sono stato preso da allora

da altre materie.

Qualche giorno prima dell'inaugurazione ho sentito che il Rettore non

aveva tenuto in nessun conto la lettera. Poi all'improvviso la

lettera, ormai vecchia ed obsoleta, è stata resa pubblica non so da

chi: è scoppiata la bagarre mediatica, con l'orgia di mistificazioni,

retorica, ipocrisie, opportunismi e falsità, che mi hanno lasciato

stupefatto.

Di tutte gli improperi che ci hanno gettato addosso, personalmente mi

sento costretto ad accettarne uno: quello di "CRETINI" affibbiatoci

da Cacciari. L'Italia è il Paese dei furbi, e chi non è furbo è

cretino.



Col senno di poi, vista la conclusione della vicenda, dobbiamo

ammettere che i 67 firmatari sono stati poco furbi. Il Rettore ha

avuto il suo evento mediatico alla grande. Il Papa ha colto la palla

al balzo e, rinunciando all'ultimo momento ad intervenire, ha

conquistato l'alone di martire dell'oscurantismo e dell'intolleranza

di un gruppetto di scienziati della Sapienza. Una mossa magistrale,

un colpo di genio.



Che sia davvero aiutato dall'Alto?



Enrico Bonatti



Il Bonatti è uno scienziato romano, che insegna a Roma, a Bologna,

alla Columbia University, un oceanografo di chiarissima fama, scrive

su "Science" ecc....





Aggiornamento Appello di Solidarietà  dei docenti con i colleghi e gli studenti della Sapienza di Roma


Alle ore 20 del 02/02/08 l'appello risulta sottoscritto da 1478 docenti.


per aderire scrivere a : g.galilei2008@gmail.com






postato da: Bus18 alle ore 14:35 | Permalink | commenti
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