venerdì, 09 novembre 2007

Benedetto XVI e Re Abdullah d’Arabia, due Re un unico nemico: la laicità

Scritto da Miriam Bolaffi

venerdì 09 novembre 2007


Nei giorni scorsi Papa Benedetto XVI ha incontrato Re Abdullah d’Arabia ed è stata un’altra occasione persa, un’altra occasione per ribadire solo i diritti (sacrosanti) dei cristiani in Arabia Saudita ma non i diritti umani, i diritti delle donne, per parlare delle carceri saudite e delle leggi che violano pesantemente i diritti umani.



Si è parlato dei diritti dei cristiani, pesantemente limitati tanto da dover pregare in luoghi chiusi e non pubblici, tanto da non poter portare o indossare alcun simbolo religioso cristiano. Il Papa ha chiesto a Re Abdullah, di allentare la morsa sui cristiani.



Si è parlato poi di Medio Oriente, di come sarebbe meglio se le comunità, arabo, cristiana ed ebraica, collaborassero tra loro per trovare una soluzione al conflitto in Medio Oriente tra Israele e Palestinesi. Cose ovvie, persino per dei simboli quali sono il Papa e il Re Saudita. Ed è forse il significato simbolico quello più evidente di questo incontro, perché altro non c’è.



Non è stato toccato il problema delle migliaia di detenuti di opinione, arbitrariamente incarcerati in Arabia Saudita, non si è parlato della condizione delle donne, trattate poco al di sopra di semplici cammelli, anzi, alcune volte addirittura peggio, non si è parlato nemmeno della libertà di espressione in Arabia Saudita, un vero eufemismo.



Prendiamo quindi questo “storico incontro” per quello che è veramente, un fatto simbolico e niente altro. Le posizioni rimangono quelle che erano ieri: il disprezzo per tutto ciò che è laico, forse veramente l’unica cosa che unisce il Vaticano allo Stato Arabo per eccellenza. La laicità e sinonimo di diritto, due teocrazie non possono certo permettere che un così grave pericolo per il loro potere possa avanzare. E andiamo avanti….



Miriam Bolaffi



postato da: Bus18 alle ore 17:50 | Permalink | commenti
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