LE MAESTRE NON PORTANO I BAMBINI ALLA MESSA DEL 4 NOVEMBRE. E AN INSORGE: “LICENZIATELE!”
VILLAFRANCA (PD)-ADISTA. Fossimo stati ai tempi della prima guerra mondiale, forse gli esponenti di Alleanza Nazionale – in testa il ministro della Difesa Ignazio La Russa – avrebbero accusato di disfattismo e di diserzione la dirigente scolastica e gli insegnanti dell’Istituto comprensivo di Villafranca padovana che non hanno accettato di far partecipare tutti gli alunni della scuola alle celebrazioni religiose e civili del 4 novembre, anniversario della fine della “grande guerra”. Li hanno però aggrediti pubblicamente: il ministro si è recato in visita a Villafranca per portare “solidarietà” al sindaco e redarguire la dirigente disobbediente Maria Grazia Bollettin e i più solerti colonnelli di An hanno chiesto alla titolare della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, di “allontanare dall’insegnamento” i maestri e i professori poco patriottici dell’istituto padovano e dell’Italia tutta. Ma i docenti di Villafranca respingono le accuse e si difendono, spiegando quello che la legge prescrive: la partecipazione ad “atti di culto” in orario scolastico – come la messa per il 4 novembre – deve essere deliberata dal Consiglio di Istituto (l’organo collegiale formato dal dirigente, dai rappresentanti dei docenti, dei genitori e del personale non docente, ndr), che però ha scelto di non farlo.
Il sindaco di Villafranca, Beatrice Piovesan (Udc), aveva infatti invitato il dirigente scolastico della scuola a far partecipare tutti gli alunni e i docenti alle celebrazioni organizzate dal Comune e dall’Associazione combattenti e reduci per il 4 novembre: alzabandiera, messa per i caduti della prima guerra mondiale e per i militari italiani deceduti durante l’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003, testimonianza di alcuni reduci e deposizione di una corona di fiori al monumento per i caduti. Il Consiglio di Istituto non ha deliberato l’interruzione delle attività didattiche per far partecipare tutta la scuola alle celebrazioni (non ritenendo neppure opportuno imporre un rito religioso cattolico agli studenti non cattolici della scuola), ma è stata lasciata libertà di scelta, tanto che sette – quattro terze medie e tre quinte elementari – hanno comunque deciso di prendere parte alle iniziative... continua sul sito dell' Associazione31Ottobre
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