I due film sono : Wesh Wesh, qu'est-ce qui se passe ? (2001) e Bled, number one (2006) di un giovane regista di origine algerina, Rabah Ameur Zaimèche, arrivato in Francia quando aveva due anni e cresciuto nelle banlieues parigine. I film non sono distribuiti in Italia, ma possono essere trovati nelle mediateche dell' Alliance Française. Il regista guarda con disincanto ad una generazione di immigrati sospesi tra due paesi, due lingue, due culture, non accettati fino in fondo dal paese che sentono come proprio perché vi sono nati o arrivati bambini, ma anche impossibilitati a riconoscersi in quello d'origine, che non conoscono abbastanza e che guardano con occhi d'europeo.Il film del 2001 è ambientato in Francia e narra la storia di Kamel rientrato in Francia illegalmente dopo esserne stato espulso e la sua vicenda ordinaria di possibilità mancate che si concluderanno con un'altrettanto ordinaria morte in una strada di periferia. Wesh wesh è la traslitterazione di un 'espressione araba con cui i giovani magrebini emigrati in Europa si salutano in un universo fatto di androni, scale di condomini, assenza di prospettive e dove, in fondo, non accade mai nulla. Il bled è, invece, il villaggio d'origine, quello dei nonni e delle tradizioni familiari, è un luogo di affetti e di appartenenza, ma anche oppressivo, immobile nella sua chiusura comunitaria che nega i bisogni dell'individuo e la sua libertà. Nel film del 2006, Kamel, ritornato al bled dopo l'espulsione, in una natura che riesce ad essere bellissima nonostante il degrado edilizio e l'orrore del vecchio e nuovo che si mescolano, cerca disperatamente di adattarsi a riti e rapporti che non sono i suoi, tra violenze domestiche e politiche (quelle dell' integralismo che funesta ancora parte del territorio algerino), ma alla fine non gli resta che cercare di procurarsi un passaporto falso per ripassare la frontiera, mentre la donna, da cui era attratto, troverà solo nell'ospedale psichiatrico in cui verrà ricoverata, quegli spazi di libertà che la sua condizione di donna le avevano fino a quel momento negato. Entrambi i film sono contrassegnati da una notevole sobrietà narrativa da cui emerge ancora più forte il sentimento di un' inevitabilità contro cui non può nulla lo sguardo lucido e razionale del protagonista, interpretato dallo stesso regista, che cerca senza successo una via di scampo.

Algeri (foto mia)

Algeri - quartiere di Kouba (foto mia)

Algeri - quartiere di Bir Mourad Rais (foto mia)
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