"Si c'est un juif. Réflexions sur la mort d' Ilan Halimi" di Adrien Barrot è un saggio che a partire dal sequestro e dalla morte di Ilan Halimi si interroga sul valore della parola "cittadinanza" nella Francia contemporanea e sulla diffusione dell'antisemitismo. Il processo, conclusosi in questi giorni, alla banda (la gang des barbares come si era autodefinita) che, nel 2006, ha sequestrato Ilan Halimi per ottenerne il riscatto, lo ha tenuto prigioniero per tre settimane, torturandolo e infine uccidendolo, ha lasciato aperte diverse questioni. La prima questione riguarda lo scenario in cui la vicenda si è svolta, il comune di Bagneux, poco meno di 8 chilometri dal centro di Parigi, dove viveva Halimi, un ragazzo di 23 anni che lavorava come commesso in un negozio di telefonia e dove abitavano i suoi sequestratori, quasi tutti appartenenti alla seconda o terza generazione di immigrati dall' Africa. La famiglia di Halimi non è ricca, ma è di origine ebraica e per questo Yussouf Fofana, il capo della banda, ritiene che la comunità ebraica parteciperà alla raccolta del denaro necessario a pagare il riscatto. La seconda questione riguarda l' ampia rete di omertà, quando non di complicità, di cui la banda ha goduto durante il sequestro, visto che la vittima è stata tenuta segregata in un condominio HLM (Habitation à Loyer Moderé) dove era praticamente impossibile che i vicini non si accorgessero di quello che stava succedendo, tenuto conto anche delle urla del prigioniero che fu per tre settimane sottoposto ad ogni tipo di sevizia. La terza questione riguarda la polizia, accusata dalla famiglia Halimi di aver sottovalutato il fattore dell'antisemitismo e di negligenza nella conduzione delle indagini. Quarta ed ultima questione la decisione di celebrare il processo contro i 27 accusati a porte chiuse, secondo il tribunale per tutelare due imputati all'epoca dei fatti minorenni, per non urtare la sensibilità della comunità musulmana secondo la famiglia Halimi e le diverse organizzazioni ebraiche che, domani, scenderanno in piazza per chiedere un altro processo questa volta a porte aperte. Il quotidiano Le Monde, ha riportato le critiche alla sentenza (che ha comminato l'ergastolo con regime di detenzione speciale per Fofana per 22 anni e pene dai 6 mesi ai 18 anni agli altri 26 imputati, tra cui due assolti) e i commenti dei lettori , molto utili per capire quale sia stata la percezione del caso a livello di opinione pubblica francese.
La marcia silenziosa di 1500 cittadini di Bagneux in memoria di Ilan Halimi ,23 febbraio 2006 (foto tratta dal sito www.Bagneux92.fr) 
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