sabato, 10 gennaio 2009

Anarchist Against the Wall è un gruppo di azione diretta nato in Israele nel 2003 in risposta alla costruzione del muro che lo stato di Israele stava edificando nei territori occupati della West Bank. Il gruppo opera congiuntamente con i civili palestinesi in una lotta non violenta contro l'occupazione. Dalla sua formazione, il gruppo ha dato vita a centinaia di manifestazioni e azioni dirette in tutta la West Bank contro il muro in particolare e l'occupazione in generale. Tutte le iniziative di AATW sono corordinate da comitati popolari locali nati nei villaggi e sono dirette nella maggior parte dei casi da palestinesi. Gli attivisti di AATW ritengono che sia dovere dei cittadini israeliani resistere alle azioni immorali commesse in  loro nome e che sia possibile fare di più in Israele che scendere in piazza o partecipare a collette di solidarietà. Ritengono che l'apartheid e l'occupazione israeliane non finiranno da sole ma solo quando diverranno ingovernabili ed ingestibili e che sia tempo di opporsi fisicamente ai bulldozer, all'esercito e all'occupazione.                                                                                design2_logoUna breve storia. Nell'aprile 2003, a tre anni dalla nascita della seconda Intifada, un piccolo gruppo di attivisti israeliani, in maggioranza anarchici, già impegnati politicamente nei Territori Occupati hanno dato vita ad Anarchist Against the Wall. Il gruppo si costituì intorno ad un campo di protesta nel villaggio di Mas'ha dove sarebbe stato inalzato il muro che avrebbe lasciato il 96% della terra del villaggio dalla parte israeliana. Il campo, a cui parteciparono attivisti israeliani, palestinesi e di altri paesi era formato da due tende montate sul terreno del villaggio di cui era prevista la confisca. Palestinesi, Israeliani e militanti provenienti da tutto il mondo occuparono il terreno per quattro mesi, durante i quali il campo divenne un centro di informazione  e un luogo per esperienze di democrazia diretta. Nel campo furono pianificate azioni dirette contro il muro come quella del 28 luglio 2003 nel villaggio di Anin. In quell'occasione gli attivisti palestinesi, israeliani e internazionali riuscirono ad aprire un varco nel muro a dispetto degli attacchi dell'esercito (su tale episodio si possono leggere gli articoli apparsi all'epoca su Haaretz). A fine agosto 2003, con la costruzione del muro quasi ultimata, il campo fu spostato nel cortile di una casa di cui era prevista la demolizione. Dopo due giorni di blocco dei bulldozer e di arresti di massa, la casa fu demolita e il campo smantellato, ma rimase lo spirito di resistenza che quell'esperienza aveva permesso di maturare. Nel 2004 il villaggio di Budrus cominciò la sua lotta contro la costruzione del muro e AATW si unì quotidianamente alle dimostrazioni che ebbero luogo. Con la mobilitazione ad oltranza e attraverso  forme di resistenza popolare il villaggio di Budrus riuscì a conseguire vittorie significative. Senza ricorrere ai tribunali israeliani e facendo appello esclusivamente ad azioni di resistenza popolare, il villaggio ottenne di spostare il tracciato del muro quasi completamente al di fuori del proprio territorio. L'esempio di Budrus spinse molti altri villaggi ad organizzare forme di resistenza, che ebbero in alcuni casi risultati forse anche maggiori. Per buona parte dell'anno quasi ogni villaggio,  che avrebbe dovuto essere attraversato dal muro, si ribellò contro la sua costruzione. AATW si unì alla lotta di ogni villaggio che richiese solidarietà. Seguì la lotta intorno al villaggio di Bil'in, a nord-ovest di Ramallah, dove la terra agricola del villaggio stava per essere confiscata per la costruzione del muro e di nuovi insediamenti.


Qual è il ruolo di AATW nella lotta ? La semplice presenza di israeliani nelle azioni condotte dai civili palestinesi offre qualche protezione dalle violenze dell'esercito. Il codice di condotta dell'esercito differisce significativamente quando tra i manifestanti sono presenti cittadini israeliani e il grado di violenza, sebbene sempre presente,  si abbassa. Nonostante molti attivisti israeliani siano stati feriti durante le manifestazioni, alcuni anche seriamente, sono stati i palestinesi ad aver pagato il prezzo più alto. Al momento 10 palestinesi sono stati uccisi durante le dimostrazioni contro il muro e migliaia sono stati feriti. L'esercito e il governo israeliano cercano con tutti i mezzi di porre fine alla resistenza popolare palestinese attraverso la repressione e di impedire agli attivisti isrealiani di unirsi alla lotta. Sotto le leggi dell'occupazione è possibile, infatti,  incriminare una persona per la semplice partecipazione ad una manifestazione. Negli ultimi anni  gli attivisti di AATW sono stati arrestati centinaia di volte e sono stati imputati per dozzine di reati. La repressione in ambito legale è solo un altro fronte aperto dalle autorità israeliane per tentare di spezzare la resistenza. Al fine di salvare i propri attivisti dalla prigione e continuare la lotta AATW ha affrontato entro la fine del 2007 spese legali che vanno oltre i 60.000$. (testo originale , in inglese, su http://www.shalif.com/anarchy/Anarchist_Against_the_Wall.html). Per saperne di più vai sul sito di AATW cliccando qui 


Questo testo risale alla fine del 2007. In questi giorni 21 membri di AATW sono stati arrestati per aver manifestato contro i bombardamenti di Gaza, inscenando la propria morte davanti ad una base dell' Israel Air Force per denunciare l'eccidio di civili. Secondo le parole di un attivista, riportate da Israel Indymedia, l'azione aveva lo scopo di dimostrare ai piloti israeliani i risultati delle loro azioni a Gaza, perché non possono ignorare o dimenticare che quando si trovano ad un'altezza di migliaia di piedi e mirano verso un obiettivo e premono un pulsante, in quel momento uccidono persone innocenti.

postato da: Bus18 alle ore 02:55 | Permalink | commenti (4)
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