Perché il PRIMO MAGGIO?
Festeggiare il 1° maggio è una contraddizione: lo riconosciamo come un giorno di festa ma non ricordiamo perché. Da giorno di solidarietà internazionale per il conseguimento delle 8 ore di lavoro diventa giorno di scampagnata collettiva, quando non subisce una vera e propria usurpazione di significato, vedi san Giuseppe lavoratore.
Era il 1886 e le lotte dei lavoratori in America, anche grazie all'immigrazione europea, erano l'avanguardia del movimento operaio internazionale. A Chicago per le otto ore svariate manifestazioni erano state attaccate e represse da polizia e pinkerton, una polizia privata di cui si servivano i capitalisti.
Ad Haymarket Square si era indetta una manifestazione di solidarietà ai lavoratori duramente repressi nei giorni precedenti. Sindaco e capi della polizia presenti abbandonano la manifestazione, senza che vi fossero stati incidenti. Poco dopo una bomba scoppia tra i poliziotti, che iniziano a sparare sulla folla, uccidendo molti manifestanti. La paternità della bomba viene da subito attribuita a lavoratori che militavano in area anarchica ed anarcosindacalista. Otto verranno arrestati e processati.
In seguito verranno tutti dichiarati innocenti, peccato che 4 fossero già stati impiccati, uno si suicidò e 3 tornarono liberi solo dopo parecchi anni di carcere. Dal 1893 il 1° maggio è la festa internazionale del lavoro e del riconoscimento della giornata lavorativa di 8 ore. Lucy Parson, moglie di uno dei condannati a morte, assieme ai compagni di lotta riuscì a far conoscere la verità in tutto il mondo e proprio da questa determinazione ed unione di intenti si poterono ottenere le agognate 8 ore giornaliere.
Oggi, nel 2008, sulla carta le 8 ore le abbiamo. Sapere da dove vengono è senz'altro importante, ma dobbiamo tenere ben presente che oggi quello che ci viene invece chiesto è di lavorare e produrre sempre di più per poter sopravvivere sempre meno dignitosamente, (la detassazione dello straordinario va in quella direzione); noi non dovremmo limitarci a chiedere stipendi base equi e dignitosi lavorando solo le insanguinate 8 ore e NON DI PIU', dovremmo capire e far capire CHE NON INTENDIAMO PIU' DELEGARE NULLA A NESSUNO, CHE VOGLIAMO, UN PASSO DOPO L’ALTRO, RIPRENDERCI IN MANO LA NOSTRA VITA, LIBERARCI DALLE CATENE DEL LAVORO E LIBERARE IL LAVORO E OGNI ATTIVITA’ UMANA DALLA SCHIAVITU' DEL PROFITTO!
Collettivo Libertario Arti e Mestieri
U.S.I. Genova