sabato, 04 aprile 2009

E da qui...e da qui...qui non arrivano "gli ordini"  a insegnarti la strada buona...a qui...e da qui  non arrivano gli angeli !                    


Vasco Rossi  parteciperà  al concerto di Piazza San Giovanni del 1 maggio  e lo ha annunciato con la consueta sobrietà di chi  non è uso a strumentalizzare i temi forti per farsi pubblicità. Poche parole scabre e sentite sulle morti sul lavoro e sull'emarginazione sociale.  Sostenitore da sempre delle campagne radicali e di varie associazioni come la Coscioni o Nessuno tocchi Caino , del suo impegno se n'è avuto notizia sempre in sordina e mai da lui, perché una volta al giornalista che lo intervistava sulle sue simpatie politiche, rispose che naturalmente aveva, come tutti, le sue idee, ma che non si sentiva particolarmente titolato per divenirne una bandiera. Insomma anni luce dai Bono nostrani che cantano furbescamente "Che Guevara e Madre Teresa".  Chissà se qualcuno ricorda quando, sotto il pontificato Woityla, il Vaticano dopo aver sparato a zero per mesi e mesi  contro il rock, definito musica del demonio, organizzò, per ingraziarsi le masse giovanili, un megaconcerto in una piazza romana (forse la stessa Piazza San Giovanni) invitando tutti i più famosi cantautori e nomi della musica italiana. Vi andarono tutti, da quelli "di sinistra" a quelli "di destra", dagli "arrabbiati" agli "intimisti", dalle "glorie consolidate" ai "giovani emergenti", tutti tranne uno: Vasco Rossi, che rimandò l'invito al mittente dichiarando che se il rock era la musica del demonio, non si capiva perché lo avessero invitato. Facile capire, quindi, perché dopo tanti anni Vasco Rossi non abbia bisogno di sponsor per riuscire  a parlare con ironia e un po' di malinconia alle vecchie e alle nuove generazioni di coloro che sanno che non saranno vincenti, ma preferiscono restare se stessi.


Le interviste, i materiali, gli editoriali scritti da Vasco Rossi su:  http://vascorossi.cmp.it                                      

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categoria:vaticano, vasco rossi, 1 maggio
giovedì, 01 maggio 2008
0501_0005
postato da: Bus18 alle ore 23:15 | Permalink | commenti
categoria:1 maggio, montaretto
mercoledì, 30 aprile 2008
 

Perché il PRIMO MAGGIO?

                                                        

Festeggiare il 1° maggio è una contraddizione: lo riconosciamo come un giorno di festa ma non ricordiamo perché. Da giorno di solidarietà internazionale per il conseguimento delle 8 ore di lavoro diventa giorno di scampagnata collettiva, quando non subisce una vera e propria usurpazione di significato, vedi san Giuseppe lavoratore.

                                                        

Era il 1886 e le lotte dei lavoratori in America, anche grazie all'immigrazione europea, erano l'avanguardia del movimento operaio internazionale. A Chicago per le otto ore svariate manifestazioni erano state attaccate e represse da polizia e pinkerton, una polizia privata di cui si servivano i capitalisti.

 

Ad Haymarket Square si era indetta una manifestazione di solidarietà ai lavoratori duramente repressi nei giorni precedenti. Sindaco e capi della polizia presenti abbandonano la manifestazione, senza che vi fossero stati incidenti. Poco dopo una bomba scoppia tra i poliziotti, che iniziano a sparare sulla folla, uccidendo molti manifestanti. La paternità della bomba viene da subito attribuita a lavoratori che militavano in area anarchica ed anarcosindacalista. Otto verranno arrestati e processati.

 

In seguito verranno tutti dichiarati innocenti, peccato che 4 fossero già stati impiccati, uno si suicidò e 3 tornarono liberi solo dopo parecchi anni di carcere. Dal 1893 il 1° maggio è la festa internazionale del lavoro e del riconoscimento della giornata lavorativa di 8 ore. Lucy Parson, moglie di uno dei condannati a morte, assieme ai compagni di lotta riuscì a far conoscere la verità in tutto il mondo e proprio da questa determinazione ed unione di intenti si poterono ottenere le agognate 8 ore giornaliere.

 

Oggi, nel 2008, sulla carta le 8 ore le abbiamo. Sapere da dove vengono è senz'altro importante, ma dobbiamo tenere ben presente che oggi quello che ci viene invece chiesto è di lavorare e produrre sempre di più per poter sopravvivere sempre meno dignitosamente, (la detassazione dello straordinario va in quella direzione); noi non dovremmo limitarci a chiedere stipendi base equi e dignitosi lavorando solo le insanguinate 8 ore e NON DI PIU', dovremmo capire e far capire CHE NON INTENDIAMO PIU' DELEGARE NULLA A NESSUNO, CHE VOGLIAMO, UN PASSO DOPO L’ALTRO, RIPRENDERCI IN MANO LA NOSTRA VITA, LIBERARCI DALLE CATENE DEL LAVORO E LIBERARE IL LAVORO E OGNI ATTIVITA’ UMANA DALLA SCHIAVITU' DEL PROFITTO!

 

Collettivo Libertario Arti e Mestieri

U.S.I. Genova

VOLANTINO..
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categoria:1 maggio