giovedì, 27 agosto 2009

Claudio Burlando attuale Presidente della regione Liguria (non lo chiamo governatore, perché la dizione somiglia tanto a quei cappelli da cowboy che i moldavi, dopo l'indipendenza dall' Urss, avevano messo sulle teste delle proprie forze dell'ordine) e futuro candidato alla stessa carica nelle prossime elezioni regionali del 2010, sarà presente venerdì nei locali di Radio Babboleo per registrare le risposte alle domande che gli ascoltatori gli avranno inviato all' indirizzo claudioburlandorisponde@babboleo.it


Da parte mia gli ho inviato queste due osservazioni:

" Nonostante tutti gli annunci e gli impegni a trasformare la Regione Liguria in una regione al passo con i tempi (annunci e dichiarazioni pubbliche che ho raccolto, a futura memoria e per tenere traccia delle cifre e delle gare di appalto, in un
dossier su FaiNotizia di Radio Radicale) nel pieno centro di Genova (via Caffaro per l'esattezza, ma non solo qui) si marcia ancora con il modem a 56K e ogni verifica con Telecom dà negli anni lo stesso risultato "Siamo spiacenti, ma il numero telefonico inserito non è in una zona in cui il servizio Adsl è disponibile". Sono convinta che alla base di questo disservizio vi sia una precisa responsabilità politica di un'Amministrazione locale che non ha voluto/saputo intervenire correttamente sul territorio. Stessa analisi la riservo alla vergognosa vicenda del Volabus che , dimezzando le corse, ha privato i cittadini genovesi e liguri della possibilità di usufruire di un servizio pubblico per raggiungere l'aeroporto cittadino, caso unico in Italia che fa la gioia dei tassisti, ma pone Genova e la Liguria in una situazione da vero e proprio terzo mondo, altro che nuovo polo tecnologico ! Mi stupisco pertanto di vedere che la stessa classe politica che si è dimostrata incapace di gestire anche queste modeste situazioni pensi di proporsi ancora all'elettorato genovese e ligure."

Se qualcuno vuole rincarare la dose...


 

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categoria:liguria, , burlando, radio babboleo, fainotizia
sabato, 18 luglio 2009
Sarà la tradizione della commedia dell'arte a imporre certi costumi e certi accenti, ma quando si parla di "servizi" in  Italia sembra d'obbligo scivolare subito nella farsa. "Caccia a un  agente sfregiato, è lui il filo dall' Addaura a Borsellino" scrive La Repubblica di ieri a pag 6 e 7. I procuratori di Caltanissetta cercano informazioni sull'uomo  che vari testimoni dichiarano di aver visto sui luoghi dei principali crimini mafiosi degli ultimi vent'anni e che viene definito lo 007 "con la faccia da mostro". Si tratterebbe di un agente dei servizi. Ora , ditemi, quale servizio userebbe in un'azione scoperta un uomo con la faccia deturpata al punto tale da rimanere impresso nella memoria di chi ha assistito al fatto ?  Questi sarebbe, secondo il quotidiano, l'uomo chiave di molti misteri palermitani. Nel  gran calderone dell' " eversione di stato" sono passati dagli anni di Piazza Fontana agli anni più recenti i personaggi più incredibili e inattendibili, saliti all'onore delle cronache, trinceratisi dietro il segreto di stato, assolti, condannati, rilasciati, scomparsi nei meandri del sottobosco politico-securitario di mezzo mondo. Dalla Rosa dei Venti al Golpe Borghese, alla P2 , alla banda della Magliana, episodi mai del tutto chiariti, depistaggi, scandali finanziari, ricatti poltici, sommovimenti ai vertici, ma l' Italia resta quella che era, al di là delle sigle e dei nomi: inamovibili i poteri forti, il partito degli affari, le connivenze clericali, l'evasione fiscale, il progressivo restringimento degli spazi democratici. Le pedine cambiano il Gioco resta lo stesso.
mercoledì, 01 luglio 2009

La diocesi di Albenga-Imperia progetta un nuovo Polo scolastico del valore di 6,5 milioni di euro e chiede al Comune di Albenga l'esenzione degli oneri di urbanizzazione ( 300.000 euro). La Regione Liguria dà parere positivo anche in assenza di un preventivo accordo specifico sulle finalità del Polo scolastico, così, su sollecitazione della Regione Liguria  " il Comune esenterà dunque anche la scuola dal pagamento degli oneri di urbanizzazione, dopo aver già concesso l’esenzione agli uffici parrocchiali" ( vedi articolo su Il Secolo XIX )


Ma chi sono i solerti sostenitori delle ragioni della diocesi di Albenga-Imperia ?


Massimiliano Costa - Vice presidente Regione Liguria (Partito Democratico). Nato a Genova nel 1958. Insegnante*, è stato vicepreside dei due Istituti alberghieri genovesi. Molto attivo nel volontariato, è stato tra l'altro responsabile regionale degli scout dell'Agesci e presidente regionale dell'Uciim (unione cattolica italiana degli insegnanti medi). Attualmente è referente per la Liguria di Area Popolare Democratica, il movimento politico culturale fondata da Padre Sorge. Al terzo mandato di consigliere regionale, è stato eletto la prima volta consigliere regionale nel 1995 nelle liste dei Popolari e riconfermato alle elezioni del 2000. Si è presentato alle elezioni europee del 2004 nella lista Uniti nell'ulivo dove ha ottenuto oltre 30000 preferenze

 * di religione o di educazione fisica ? Le voci sono discordi e lui non precisa...


Avv. Antonello Tabbò -Sindaco di Albenga (Partito Democratico)

Data di Nascita: 10/01/1955 - luogo: Casanova Lerrone (SV)

Data Elezione: 03/04/2005 (nomina: 19/04/2005)

Partito: Centro-Sinistra (Liste Civiche)

Categoria Professione: Avvocati e Procuratori Legali

Titolo di Studio: Laurea


Fabio Broglia - Consigliere Regione Liguria (Gruppo Misto). Vive e opera nel Tigullio genovese dove è avvocato libero professionista. Nell'attuale legislatura ha ricoperto la funzione di vicepresidente della Commissione Cultura, Formazione e Lavoro ed è membro della Giunta per le Elezioni. Nella passata legislatura, presidente della Commissione speciale Sicurezza e Carceri. È stato Consigliere comunale a Sestri Levante ininterrottamente dal 1993 al 2008 e consigliere provinciale di Genova dal 1997 al 2001. Fondatore del Ccd ligure nel gennaio 1994, poi Segretario provinciale per la provincia di Genova dell'Udc e con l'Italia di Mezzo di Marco Follini ha partecipato alla costituzione del Partito Democratico in Liguria dove oggi ricopre l'incarico di membro dell'Assemblea Costituente Nazionale e di componente del Coordinamento Territoriale del Tigullio


Carlo Ruggeri - Assessore alla Pianificazione territoriale (Partito Democratico) Nato a Varazze il 12 aprile del 1950. Sposato con Alessandra, ha un figlio nato nel 1982 e risiede nel centro storico della città. Dopo aver conseguito il diploma di maturità presso il Liceo Artistico "Martini" di Savona, ha frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova, ha conseguito il Diploma di Abilitazione e Idoneità all'insegnamento e, in qualità di Professore Incaricato, ha insegnato nelle Scuole Medie. Funzionario della Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue, ha ricoperto la carica di Presidente del Comitato Provinciale di Savona. Dal 1990 al 1998 è stato membro della Giunta della Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Savona. Ha ricoperto incarichi presso Enti e Società pubbliche e private, fra le quali: Vice Presidente della spa "Aeroporto Villanova di Albenga"; Vice Presidente della Società mista pubblico-privata Ips. Nel maggio del 1998 è stato eletto Sindaco di Savona, ottenendo la maggioranza assoluta dei voti nella prima votazione. Ha ricoperto la carica di membro del Comitato dell'Autorità Portuale di Savona e membro del Consiglio di Amministrazione della Società Autostrada dei Fiori spa. È stato rieletto Sindaco di Savona nelle elezioni del maggio 2002 al primo turno. Nell'aprile 2005 è stato eletto nel Consiglio regionale


 Mario Mauro (Vicepresidente Parlamento Europeo) PDL . Nato a S. Giovanni Rotondo (Fo) nel 1961. È sposato e ha due figli. Laureato in Lettere e filosofia nel 1985 all’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel 1995 è vicepresidente nazionale di Diesse, associazione professionale degli insegnanti della Compagnia delle Opere, di cui diventa vicepresidente dal 1997 al 1999. Dal 1998 al 1999 è presidente della Federazione Compagnia delle Opere Non Profit e membro del Consiglio Nazionale del Forum del Terzo Settore. Entra per la prima volta al Parlamento europeo nel 1999, eletto nelle liste di Forza Italia (circoscrizione nord-ovest). Fa parte del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratico- cristiano) e Democratici Europei. Rieletto nel 2004, diventa vice Presidente del Parlamento Europeo. Dal 2000 al 2006 ricopre la carica di responsabile nazionale del dipartimento Università e ricerca di Forza Italia. Oggi é a capo del dipartimento Università di Forza Italia. Dal 2005 rappresenta il Parlamento europeo nel Consiglio della Fondazione dell'Accademia di DirittoRiconfermato


 Per maggiori informazioni sulla vicenda, in tutti i suoi risvolti locali e nazionali,  leggi Il Ponente

domenica, 07 giugno 2009

Repubblica.it è entrata in possesso del documento con il quale il dirigente dell' Ufficio scolastico provinciale di Forlì-Cesena ha contestato al prof Alberto Marani gli addebiti per i quali ha chiesto 6 mesi di sospensione dal servizio, come ha osservato Piero Bernocchi dei Cobas " neppure a insegnanti condannati per atti di pedofilia a scuola sono stati comminati sei mesi di sospensione dal servizio " . Le contestazioni, infatti, sembrano riguardare episodi talmente insignificanti che diventa davvero arduo credere che quelle mancanze, i registri compilati male, un compito non corretto celermente abbiano provocato la richiesta di misure così draconiane e non siano, invece, la conseguenza della volontà di spaventare e far tacere quei docenti che contestano il crescente confessionalismo che sta dilagando nella scuola pubblica italiana ("Colpirne uno per dissuadere tutti i collegi dei docenti italiani dal discutere qualsiasi questione che riguardi l'ora di Religione"  come sostiene Bernocchi). Il caso è talmente paradossale che alla fine anche la FL Cgil ha dovuto prendere in qualche modo posizione. Tra pochi giorni le scuole chiuderanno e la vicenda di Marani sarà dimenticata da tutti o quasi, eppure si tratta di una vicenda significativa, perché mette in risalto due cose: la paura che aleggia su tutta la classe insegnante che tra Brunetta e Gelmini si vede spinta in un angolo e sembra, giorno dopo giorno, rinchiudersi sempre più in una dimensione strettamente individuale che nega ogni solidarietà di categoria e che rinuncia persino al rispetto dei propri elementari diritti di cittadini e lavoratori e il peso crescente nella scuola degli insegnanti di religione e dell'associazionismo cattolico che vanno di pari passo col processo di privatizzazione dell' istruzione pubblica. Questa storia ha dimostrato da un lato la debolezza sindacale e culturale  degli insegnanti come categoria, che a Cesena come in Italia, una volta appresa la notizia, non hanno preso posizione né hanno saputo reagire in alcun modo, dall'altro la fitta rete attraverso la quale organizzazioni come Comunione e Liberazione e la Società delle Opere, sua diretta emanazione, stanno permeando la società italiana e le istituzioni. Non c'è da stare allegri.

martedì, 02 giugno 2009

La notizia, pubblicata oggi sull'edizione cartacea di La Repubblica, è una di quelle atte a celebrare realisticamente  la ricorrenza del 2 giugno e a chiarire, a chi ancora nutrisse dei dubbi, il rapporto di sudditanza al Vaticano che ha contrassegnato dalle sue origini la nascita della Repubblica italiana :  CESENA - Un professore del liceo Righi di Cesena, Alberto Marani, rappresentante Cobas, è stato sospeso due mesi per una serie di contestazioni, compresa l'iniziativa  di avere diffuso tra i suoi studenti un questionario sull'ora di religione. "L'ottanta per cento ha risposto che, se ci fossero altre opzioni, come etica o storia delle religioni, le preferirebbe".  Dopo secoli di servaggio politico, culturale ed economico, ancora oggi ai cittadini italiani viene negata la possibilità di vivere in un paese in cui le istituzioni siano autenticamente laiche e non sottoposte ai diktat vaticani. L'influenza  del Vaticano nelle  scelte politiche del paese e nel favorire o sfavorire le carriere individuali di politici ed imprenditori ha azzittito nel tempo ogni opposizione tra le fila della sinistra istituzionale e dei sindacati confederali. Non aspettiamoci quindi da essi alcuna denuncia forte dell'accaduto, alcuna reale volontà di contrastare il potere della Chiesa cattolica nell'ordinario esercizio delle libertà costituzionali e nel quotidiano funzionamento delle istituzioni. Per ascoltare qualche voce di protesta bisogna, ormai,  cercarla tra gli outsider, tra chi è fuori, in un modo o nell'altro, per ragioni dottrinali o personali dalla Chiesa cattolica, vale a dire secondo i nostri governanti "dalla società italiana".


Sul caso di Alberto Marani segnalo la presa di posizione del sito : http://sacerdotisposati.splinder.com/post/20660688/Docente+sospeso%3A+aveva+osato+c



"Un docente del Liceo Scientifico Righi di Cesena, il professore Alberto Marani è stato sospeso dalle sue funzioni e dal suo stipendio per due mesi (si tratta della massima sanzione per un dipendente pubblico) per avere osato l'inosabile: mettere in dubbio l'indispensabilità dell'insegnamento di religione cattolica. Infatti, dato che la scuola era inadempiente da molti anni, perchè non aveva mai creato, come prescrive la legge, degli insegnamenti alternativi per l'ora di religione, il professor Marani ha fatto una sorta di referendum all'interno della scuola, se i 1300 alunni volevano fare religione cattolica, Storia delle religioni o Diritti Umani. Alla fine è risultato che l11% voleva fare religione, il 24% Storia delle Religioni e il 65% Diritti Umani.

Apriti cielo! Gli insegnanti di religione (che ricordiamolo, sono professori nominati dal Vaticano senza alcun merito, ma solo per la loro fedeltà alle gerarchie ecclesiastiche, anche se poi sono pagate con i soldi dei ciittadini italiani) si sono ribellati e hanno scritto all'Ufficio Scolastico Regionale chiedendo l'adozione di adeguate sanzioni. L'Ufficio ha adottato il provvedimento di sospensione, diffidando addirittura il professore da far sapere agli alunni che nessuno di loro o quasi vuole fare religione. La segnalazione dell'accaduto arriva dall'UAAR.

Se qualcuno aveva ancora dubbi sull'oscurantismo sociale e politico che stiamo imboccando, è servito. In un Paese normale, avremmo che domani mattina il governo presenta una proposta di legge che toglie la religione cattolica dalle scuole, in modo da rispettare la Costituzione; Ma non siamo da parecchio un Paese normale. (di Antonio Rispoli - julienews)"


mercoledì, 18 marzo 2009

La polizia  impedisce agli studenti di uscire dalla città universitaria della "Sapienza" per manifestare nelle vie di Roma. Cariche di "alleggerimento" per impedire ai manifestanti di violare il "protocollo sulle manifestazioni pubbliche"


Da oggi in Italia si manifesta a comando, nelle vie e nei modi stabiliti da quelli contro cui si manifesta, d'altra parte se i cattolici rappresentano i laici, come si sente spesso dire, perchè i fascisti non dovrebbero rappresentare i democratici, gli scioperanti lavorare gratis, gli operai finanziare con le tasse i loro padroni che le evadono?


La crisi morde e presto non  basteranno più le parole per mandare le persone a casa. Quindi  sindacati e partiti hanno superato d'un colpo contrapposizioni secolari e la  paura dei ceti défavorisés ha messo d'accordo tutti: Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Pdl, Pd, Lega Nord, Prc, Pdci, Idv, Verdi, Sd, Udeur, Udc e La Destra. Qui ci si sta giocando ben altro che qualche poltrona e a quanto pare ne sono tutti "bipartisanamente" consapevoli.

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categoria:roma, , sciopero 18 marzo, protocollo manifestazioni pubbli
domenica, 14 dicembre 2008

Non solo non si pone rimedio all'obbrobrio giuridico che ha determinato persino l'apertura di un dossier sull' Italia da parte della Commissione Europea (vedi a proposito post del 9 ottobre su questo blog)  ma lo si perpetua . Agli insegnanti di religione cattolica verrà infatti ricostruita la carriera sulla base dell'ultima posizione stipendiale  e "degli eventuali retributivi ad personam in godimento nella posizione pre-ruolo"  (vedi http://www.snadir.it/viewDocument.aspx?id=2864I)


In compenso si continua, per ragioni di risparmio, a negare , persino nella scuola dell'obbligo, a molti studenti disabili l'insegnante di sostegno, figura altamente professionale che opera  nella scuola al servizio di tutti e indipendentemente dal credo religioso degli alunni.


 

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categoria: , miur, scuola pubblica, insegnanti di religione
sabato, 13 dicembre 2008

Quasi nessuno ha ricordato, quest'anno,  l'anniversario di questa strage, la prima di una lunga serie di vicende oscure che testimoniano come l' Italia non sia mai stata una democrazia compiuta. Su Piazza Fontana furono subito evidenti le connessioni tra fascisti e uomini dei servizi segreti, più di trent'anni dopo la cultura fascista appare essere ancora diffusa tra segmenti importanti delle forze dell'ordine, come hanno rivelato i comportamenti tenuti da polizia, carabinieri e polizia penitenziaria durante il G8 di Genova e come dimostrano le interviste del documentario, distribuito oggi in edicola, insieme a L'Unità .


Il film di B.Cremagnani, E.Deaglio, M.Portanuova : "G/8 2001 FARE UN GOLPE E FARLA FRANCA"  ricostruisce in maniera esemplare la successione degli accadimenti di Genova e le risultanze processuali. Chi non trovasse il dvd in edicola lo può richiedere tramite il seguente sito: http://lubenproduction.com/wp/?page_id=222

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categoria:piazza fontana, genova, , g8
domenica, 22 giugno 2008
INTERCETTAZIONI E CONCORDATO

di paolida carli


Il fatto è stato passato sotto silenzio da gran parte della stampa nazionale. Una delle poche eccezioni è Il Manifesto
del 14 giugno che, parlando dell'approvazione del ddl Alfano in materia di intercettazioni, scrive "Tra le pieghe del decreto è spuntata una norma ad hoc per le intercettazioni che riguardano vescovi, e abati (poniamo per corruzione nella gestione di ospedali o scuole) il pubblico ministero deve inviare «l'informazione» addirittura «al Cardinale Segretario di Stato» presso la santa Sede. Mentre se si indagano semplici monaci e sacerdoti (per esempio per violenze sessuali ) si deve avvisare il vescovo diocesano."

L' articolo del ddl, battezzato dal Manifesto "norma salva vescovi", è l' art.12 che apporta alcune modifiche a quanto stabilito al comma 2 dell'articolo 129 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n.271 (Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale): Quando l'azione penale e' esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico, l'informazione e' inviata all'ordinario della diocesi a cui appartiene l'imputato.



In realtà il ddl Alfano, per quanto concerne le intercettazioni a carico di ecclesiastici, non fa che recepire le modifiche all' art. 129 già introdotte nell' art. 1 dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri del governo Prodi del 23 novembre 2006 su proposta dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella. Della modifica dell'art.129 si cominciò a parlare nel settembre 1998 con la costituzione di una Commissione Paritetica tra Italia e Santa Sede avente lo scopo di dare attuazione al punto 2, lettera b) del Protocollo Addizionale all'Accordo di modificazioni al Concordato del 1984, che assicurava che l'autorità giudiziaria desse comunicazione all'autorità ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici, ma non specificava né le varie “categorie†di ecclesiastici, né le autorità della Chiesa alle quali concretamente doveva essere inviata l'informazione. Le conclusioni della Commissione Paritetica portarono, dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri del 21 luglio 2006, ad un ' Intesa tecnica interpretativa ed esecutiva tra le parti contraenti dell'accordo del 1984, che trovò nella modifica dell'art.129 comma 2 lo strumento per adeguare le disposizioni di attuazione del codice di procedura penale al contenuto dell'Intesa .



Quindi le radici della "norma salva vescovi" non sono da ricercare semplicemente nel ddl Alfano, come si potrebbe supporre leggendo l'articolo del Manifesto, ma hanno origine nella legge 25 marzo 1985 n.121 (Ratifica ed esecuzione dell'accordo con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede) dove al punto 2, lettera b, si legge: "La Repubblica italiana assicura che l’autorità giudiziaria darà comunicazione all'autorità
ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici" e nella modifica dell'art.129 approvata dal governo Prodi


Ne consegue, dal punto di vista giuridico, che solo la messa in discussione e l'abolizione del Concordato può portare all'annullamento di questa norma che fa degli appartenenti al clero cattolico dei cittadini che rispondono prima alle autorità ecclesiastiche che a quelle civili.
Fare dell'opposizione a questo articolo un semplice strumento di battaglia partitica contingente, sinistra contro destra, significherebbe non aver capito la portata del problema e di conseguenza mancare l'obiettivo, che può essere raggiunto solo se si mette in discussione l'intero impianto dell'Accordo. Si tratta, dunque, di gettare le basi di una lotta politica di ampio respiro, che, pur partendo dall'anomalia giuridica dell'art.12, sia capace di sottolineare l'inutilità di un Concordato Stato-Chiesa in un paese democratico e riaprire la questione dell'art.7 della Costituzione italiana.



Va, implicitamente, in questa direzione, per la sua linearità e limpidezza, la presa di posizione della Tavola valdese. "Notizie Evangeliche" del 18 giugno riporta un durissimo editoriale della moderatora Maria Bonafede in risposta all'offerta del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta di estendere a tutte le confessioni religiose, che abbiano già sottoscritto o che sottoscriveranno in futuro un ' Intesa con lo Stato ai sensi dell'art.8 della Costituzione, i privilegi garantiti dall'art.12 del ddl Alfano alla Chiesa cattolica. Scrive Maria Bonafede: "Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse: e se non possiamo tollerare che lo Stato interferisca nella libera testimonianza della Chiesa o di qualsiasi altra comunità di fede, al tempo stesso non vediamo la ragione per la quale la Chiesa dovrebbe essere coinvolta nell’azione di un organo dello Stato quale la magistratura. Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche."
Con tutti i presunti "laici" che affollano il Parlamento, le Università e le redazioni dei giornali dobbiamo lasciare solo ai valdesi l'onere dell'opposizione ?




domenica, 15 giugno 2008




E’ arrivato Prontoperaio, l’operaio usa e getta!

 



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