sabato, 31 ottobre 2009
Negli ultimi tempi in Italia è cresciuto il numero e il ruolo dei sergenti, visto che non tutti possono diventare generali. Se in Tv e sui giornali impazza quella macchietta di Brunetta, figuriamoci se non trova subito degli imitatori che nel loro piccolo cercano di emularlo per convenienza o anche solo per soddisfazione personale. E' così nato un intero esercito di capiufficio, di funzionari di qualche livello, di responsabili di qualcosa, di dirigenti scolastici a cui è stato regalato un cappello di cartone e uno scettro di latta con i quali tenere a bada i lavoratori per scongiurare il pericolo che richiedano un aumento salariale o che rifiutino carichi di lavoro aggiuntivo senza un corrispondente tornaconto economico, perché si sa che pensare al  proprio tornaconto è immorale se non si è perlomeno sergenti.  E, come prima mossa, i sergenti si sono immediatamente contornati, a loro volta, di un esercito di caporali che sperano, in questo modo, di prendere un po' meno botte.

Nella scuola sergenti e caporali si spartiscono, per progetti inutili e spesso fittizi,  quei quattro soldi che la "riforma" Gelmini non ha tagliato e che non può tagliare perchè sono il prezzo che la società disciplinare deve pagare ai suoi cani da guardia e ai suoi servi, così come nella fabbrica dei tempi di  Valletta si poteva tagliare tutto tranne il personale di per sé più improduttivo e cioè quello il cui unico compito era vigilare sul lavoro degli altri, controllando i cartellini, i discorsi, le pause, le amicizie. 

I generali li riconosci subito perché  sono coloro che "sanno", una sorta di "vuolsi colà dove si puote ciò che si vuole" e forte di questa consapevolezza  La Russa ammette di non sapere nulla di quello che è successo al povero Stefano Cucchi, ma nel contempo con altrettanta forza di sapere che i carabinieri che lo hanno arrestato non sono colpevoli di averlo picchiato fino a provocarne la morte; Brunetta da parte sua, di fronte alla contraddizione di effettuare trattenute sullo stipendio ai dipendenti ammalati di influenza che il personale medico invita a non presentarsi sul luogo di lavoro per limitare il contagio, dichiara che " non c'è nessuna pandemia",  parola di ministro della Funzione Pubblica. E le 48 mila dosi di vaccino annunciate dal ministro Sacconi ?  C'è chi ha calcolato che, a livello mondiale, entreranno più di dieci miliardi nelle tasche di Big Pharma (più di 7 miliard di euro) per questa "pandemia che non c'è"  senza parlare dei farmaci antivirali come Tamiflu non passati dal servizio sanitario nazionale, tutto per niente ?

Il Generalisssimo, El Jefe, ha poi perso ogni ritegno, irrompe sulla scena mediatica, cambia le leggi quando non sono di suo gradimento, dichiara "Non mi dimetterò neppure in caso di condanna" adesso vuole costringere i cittadini italiani a subirsi obbligatoriamente  per cinque mesi la pubblicità via telefono o cellulare, vuole dichiarare decadute le norme stabilite a tutela della privacy e chissà quale altra diavoleria gli verrà in mente prima che la natura ponga fine al suo corso. A maggio si creerà un registro dove ci sarà la lista di chi non vuole ricevere pubblicità via telefono. Fino a quel momento subire e tacere a noi , sorvegliare e punire a loro.

postato da: Bus18 alle ore 19:05 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    02 Novembre 2009 - 17:45
 
le derive autoritarie in tutti i sensi e di tutte le dimensioni: locali, nazionali, europee, ed internazionali.
tempi cupi a venire, uh, ma peggio di così?
imparando da frankestein jr.: può sempre piovere.
utente anonimo

#2    02 Novembre 2009 - 17:47
 
il commento di sopra non é del tutto anonimo, é degli 'mbuti

uno o più 'mbuti
utente anonimo

Commenti

categoria:pandemia, la russa, brunetta, sacconi, el jefe, el jefe