"Bioetica e diritti" è stato il titolo che ha dato il via, ieri sera, alla Settimana dei Diritti promossa dal Comune di Genova. Questione centrale quella del testamento biologico. Tema portante la legge che il Governo vuole fare approvare di corsa per ricucire lo strappo mediatico con il Vaticano (strappo che non vi è mai stato, in realtà, ma poiché il PD si ostina a chiedere che il Papa delegittimi Berlusconi, questi si dà da fare per dimostrare all' elettorato cattolico che vi è perfetta consonanza di intenti tra il suo governo e la Santa Sede). Sul palco: Beppino Englaro, don Paolo Farinella e a fare da conduttore Nando Dalla Chiesa (nominato dalla sindaco Vincenzi consulente per la cultura, l'immagine e i grandi eventi della città). Sullo sfondo il tentativo del PD di recuperare l'area laica in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Nella fase conclusiva interventi di Franco Manti, docente di Etica sociale, e di Silvano Vergoli in rappresentanza della Uaar. Il pubblico, abbastanza folto, applaude Englaro, ma plaude soprattutto a don Farinella, che tuona contro il governo e offre della Chiesa un'immagine opposta a quella vaticana, con fortissimi richiami alla coscienza individuale di sapore quasi protestante, con denuncia del Concordato e delle gerarchie ecclesiastiche, perché, dice, la Chiesa è "il corpo dei credenti" e non l'istituzione vaticana. Englaro, pur nella puntuale difesa dei diritti dell' individuo di fronte allo Stato e alla Chiesa, appare in questa sede soprattutto un padre che sostiene di aver trovato le ragioni e la forza della sua battaglia nel ricordo della personalità e della volontà della figlia, pochi sono gli accenni direttamente politici che strappano l'applauso del pubblico, più numerosi quelli umani. Farinella diventa, quindi, il protagonista della serata, colui potenzialmente capace di veicolare il voto dei cattolici dissenzienti e di "rassicurare" la coscienza di chi sente ancora il disagio di operare scelte individuali al di fuori dell'ombrello della Chiesa.
L'effetto della serata è straniante, perché è assente il vero volto della Chiesa, con la sua fitta rete di interessi economici e complicità politiche cittadine (in tema di sanità, edilizia, scuola, associazionismo) che la legano a questa giunta comunale, come d'altra parte a tutte le altre giunte che l' hanno preceduta, perché se la sindaco, in più di un'occasione ha dimostrato una volontà laica, numerosi sono gli amministratori locali, che pur eletti nelle liste del centrosinistra, hanno il loro bacino elettorale nell'associazionismo cattolico quando non direttamente nei corridoi della Curia genovese. Si attendono, adesso, i commenti sulla stampa locale della serata di ieri, da essi emergerà più chiaramente la lettura che si vorrà dare in città di questo incontro e dell'annuncio della volontà di costituire a Genova il registro pubblico dei testamenti biologici.
Nel frattempo, un richiamo alla vicenda Galliera, ospedale cittadino, di proprietà della Curia e centro nevralgico degli interessi economici e politici della città e all'inchiesta ribatezzata "mensopoli"
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