Qualche giorno fa, l' 11 maggio, La Repubblica, edizione genovese, informava che, causa la visita del Papa, durante i giorni 16, 17, 18 maggio sarebbero stati sospesi negli ospedali genovesi i ricoveri ordinari e annullati gli interventi programmati. All' Ospedale Galliera (di cui è presidente il cardinale Bagnasco e salito alle cronache per l'impossibilità di praticare al suo interno l'interruzione di gravidanza, sebbene ospedale finanziato dal servizio sanitario pubblico) il Vaticano ha chiesto la disponibilità di camere e sale operatorie riservate al Papa e al suo staff, ma poiché al Galliera non sono presenti tutte le specialità, ecco che il direttore sanitario dell'Ospedale San Martino (il più grande ospedale cittadino e qualcuno dice d'Europa) non si limita ad annullare i ricoveri ma "ordina" ai primari di "essere tempestivi" nel dimettere nei prossimi giorni i pazienti già ricoverati e trasforma la reperibilità dei medici in presenza attiva nei reparti; misure analoghe sono prese dall' Ospedale Villa Scassi, mentre si precettano, come misura cautelativa, i primari sia negli ospedali genovesi che in quelli savonesi.
Dato lo stato in cui versa la sanità pubblica e il tempo medio di attesa a cui sono sottoposti i sudditi liguri (chiamarli cittadini, come testimonia anche questa vicenda, sarebbe un eufemismo del tutto fuori luogo) si può facilmente immaginare la gioia dei pazienti che dopo liste d'attesa di mesi e mesi vedono slittare ulteriormente l'intervento chirurgico già programmato o la visita specialistica lungamente attesa, perché ben tre strutture ospedaliere cittadine devono restare completamente a disposizione di Sua Santità e del suo seguito, i quali evidentemente non amano mescolarsi troppo con "il gregge del Signore".
C'è da meravigliarsi che in questi giorni anche i cattolici più convinti comincino a dare segno di stanchezza ?
Dato lo stato in cui versa la sanità pubblica e il tempo medio di attesa a cui sono sottoposti i sudditi liguri (chiamarli cittadini, come testimonia anche questa vicenda, sarebbe un eufemismo del tutto fuori luogo) si può facilmente immaginare la gioia dei pazienti che dopo liste d'attesa di mesi e mesi vedono slittare ulteriormente l'intervento chirurgico già programmato o la visita specialistica lungamente attesa, perché ben tre strutture ospedaliere cittadine devono restare completamente a disposizione di Sua Santità e del suo seguito, i quali evidentemente non amano mescolarsi troppo con "il gregge del Signore".
C'è da meravigliarsi che in questi giorni anche i cattolici più convinti comincino a dare segno di stanchezza ?
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categoria:genova, papa, ospedali, interruzione di pubblico servizi
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