sabato, 26 settembre 2009
Ieri, ho scoperto che non sono una persona per bene. L'ho saputo da  Informazione Corretta che, commentando la restituzione  di Piergiorgio Odifreddi del premio Peano 2002 in polemica con l'attribuzione del  premio quest'anno a Giorgio Israel, tacciato da Odifreddi di oltranzismo sionista, ribatte: "certamente un sionista, come lo sono tutte le persone per bene, per cui ci stupiremmo lo fosse Odifreddi."

Ne consegue che, non essendo sionista, neanch'io  appartengo di diritto alla categoria delle persone per bene. Pazienza.

La polemica di Odifreddi è una di quelle tante che nascono intorno ai premi scientifici o letterari che non sono mai immuni dal vento politico del momento e dalla volontà dei comitati scientifici di premiare un paese, un uomo, un simbolo, polemiche alimentate talvolta da antipatie personali, rivalse, gruppi di appartenenza.  E' una di quelle polemiche in cui sarebbe sempre meglio non infilarsi perché il rischio del ridicolo è dietro l'angolo, spesso chi fa il gran rifiuto attribuisce un'eccessiva importanza alla propria persona e un eccessivo credito alla propria influenza, un po' alla stregua di quelli che "se X vince le elezioni, me ne vado dall' Italia", tanto si sa che poi "non se ne va" anche perché vive già la metà dell'anno all'estero e quindi nessuno si accorgerebbe della differenza. Ma sembra bello dichiararlo.  Quindi consiglierei agli uomini di scienza e di cultura di evitare le proteste plateali a meno che non sentano di possedere il carisma di  Marlon Brando del lontano 1972.



Detto questo, vale la pena di dire due parole su Informazione Corretta, sito che sferza violentemente chiunque dichiari di non condividere le mosse del governo israeliano e che sta conducendo negli ultimi tempi una dura e insistente campagna contro Barak Obama volta a delegittimarne le scelte di politica internazionale.  Qualche esempio: 



" Gli mancava la tunica  e la papalina bianca in testa e Barak Obama era il Papa. Siamo ancora sconvolti dal suo discorso del tutto  va bene, del israeliani e arabi sullo stesso piano, dell'Islam buono e tollerante, del terrorismo inesistente, del fondamentalismo quasi innocente ,del basta insediamenti  Israele! , dei palestinesi come i negri schiavi d'America...Francamente, da donna occidentale, mi sento offesa dalle parole dette e non dette del Presidente americano che ormai sara' il caso di chiamare Hussein, gli si addice di piu...Mi sento offesa come ebrea e israeliana...Adesso l'America e' con i barbudos che nelle moschee predicano la morte. Non ci piace tutto questo  e ancora devo dirle , Presidente, con molto rispetto, No, You can't." (
Deborah Fait, 08/06/09)

"Povero 11 settembre 2001: con un presidente che vuol far credere che la mutua statalizzata è più importante della guerra c’è solo da pregare. (
cit.da Libero,Glauco Maggi,11/09/09). 

" Ogni giorno si scopre una sorpresa su Obama tanto che non sappiamo piu´ da dove sia spuntato un cosi´ prodigioso astro, forse dalle isole Hawaii o forse dal Kenia, tanto che ormai gabbati come siamo nulla piu´ ci sorprende...Ma alla fine, volete proprio mettere a confronto Berlusconi con Obama? Ci dispiace ma e´ centomila volte meglio il nostro Berlusconi che almeno e´ autentico, come un buon bicchiere di vino italiano o un espresso, o un maritozzo con la panna! Sorbitevelo voi un Obama perfetto che non beve, non fuma e non va a donne, e non ha il senso dell´umorismo, insomma senza difetti come superman, no no, noi non ci caschiamo, magari facciamo uno scambio, Obama a voi e Berlusconi a noi! " (
Piera Priester 15/09/09)

" Obama, per la grande maggioranza degli europei, è santo subito e parlarne male proprio non si deve. Del resto anche Chamberlain era popolarissimo in Gran Bretagna prima dello scoppio della guerra In generale l'approvazione di Obama è oltre al 90% in Europa Occidentale...Prima delle ultime mosse di Obama come la rinuncia agli antimissile in Polonia e Cecoslovacchia, era scesa al intorno al 65%, una differenza di buon trenta punti percentuali rispetto all'Ovest... Oggi senza dubbio il risultato sarebbe ben peggiore. Sapete infine quanti israeliani pensano che la politica della presidenza americana sia amichevole verso Israele? Il 4 per cento. Nonostante quella che gli americani hanno pensato come una massiccia campagna di relazioni pubbliche, il dato a settembre è sceso ancora rispetto al già tremendo 6% di luglio. Notate infine che il tasso di approvazione di Obama è sceso sotto il 50 per cento negli Stati Uniti."  (
Ugo Volli, 19/09/09)

" L’inesperienza di Obama brilla ancora di più se paragonata alle buone intenzioni di Bush e Clinton, che saranno state solo tali e non avranno prodotto risultati, ma almeno consideravano Israele un paese amico oltre che alleato. Questa considerazione è finita con l’arrivo di Obama, che applica allo Stato ebraico lo stesso trattamento che riserva ai governi democratici, anche loro fedeli alleati, dell’Europa orientale o alle repubbliche ex sovietiche liberatesi dal giogo comunista...Fra queste acque mobili, Bibi si sta muovendo con abilità, il suo approccio è di apertura, due passi avanti e uno indietro, sa troppo bene quanto l’alleato americano sia importante per Israele, e poi Obama non è eterno, in Israele il suo consenso è sotto al 3 %, e pure in casa i sondaggi lo danno in forte calo." (
Angelo Pezzana, cit. da Libero, 22/09/09

" Ma com'è intelligente, ma com'è brillante, ma come parla bene signora mia... Che personalità, che stile, che sex appeal... Pensate che vorrebbe abolire le armi atomiche, non è meraviglioso? E tutti sono d'accordo con lui, hanno anche votato una mozione... non c'erano a votare Iran, Corea del Nord e neanche la Siria il Venezuela e tutti gli altri che si stanno armando con la Bomba, tanto per essere sicuri, ma non importa, nello spirito erano d'accordo, no? " (
Ugo Volli, 26/09/09)

Allo stesso modo in cui la redazione di Informazione Corretta è preoccupata che le critiche rivolte a Giorgio Israel possano armare la mano di qualche imbecille in Italia, io lo sono che la continua  delegittimazione dell'attuale presidente degli Stati Uniti, reo soltanto di essere più equidistante nel conflitto mediorientale dei suoi predecessori, possa armare la mano di qualche imbecille d'oltreatlantico.  Mi dispiacerebbe, perché io, senza alcuna esitazione, preferisco chi privilegia la "mutua statalizzata" alla guerra.
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categoria:israel, odifreddi, obama
martedì, 15 settembre 2009
CIRCOLO GUIDO CALOGERO E ALDO CAPITINI

Cultura politica e Diritti dei Cittadini

Vico Sant’Antonio 5/3a

16126 GENOVA

www.circolocalogerocapitini.it

e mail: luigi@fasce.it

tel. 0108312946/cell.3391904417

 

 

IL XX SETTEMBRE: EVENTO STORICO PER L ‘ITALIA LAICA

( 1870-2009 I rapporti Stato-Chiesa nell’ Italia contemporanea)

 

 

Giovedi 17 Settembre, ore 17.00

Sala Consiglio Provinciale

Largo Eros Lanfranco, 1- Genova

 

PROGRAMMA

 

Presentazione                        

Alberto Corradi  (Consigliere provinciale)

 

Introduzione

Giorgio Devoto  (Assessore Provinciale alla Cultura)

 

 

Relazioni:

 

°      Breve storia del pensiero laico (Luigi Fasce e lettura lezione magistrale di Carlo Augusto Viano da parte di  Giorgio Boratto)

°        La Chiesa di fronte all' Unità d' Italia (Paolida Carli)

°      Il pensiero liberale e il Concordato (Luigi De Marchi)

°     Superamento del Concordato o denuncia del Trattato ? (di Stefano Mossino legge memoria scritta Marta Palazzi)

°     I diritti alle libertà individuali (Silvio Viale)

°        L’ora di religione nel curriculum scolastico (Silvana Ronco)

 

Segue dibattito

I lavori si concluderanno entro le ore 20.00

 

Nella Sala sarà allestita, a scopo divulgativo, una piccola esposizione di libri, riviste e materiali d’epoca curata dalla Libreria Antiquaria Borgolungo.

 

Aderiscono:

Radicali Italiani

Associazione Luca Coscioni (cellula di Genova)

Associazione radicale GRAF (Gruppo Radicale Adele Faccio)

Associazione radicale “Libertà è Partecipazione”

Associazione radicale “Mario Tarantino”

Associazione 31 Ottobre (per una scuola laica e pluralista promossa dagli evangelici italiani)
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categoria:vaticano, genova, laicità, concordato, 20 settembre
lunedì, 14 settembre 2009

Ampia raccolta di articoli sulla celebrazione del  Ramadan, tra tradizione e modernità, ortodossia e laicità, nei vari paesi africani e presso le comunità islamiche in Europa sulla rivista www.afrik.com


In Marocco, in Algeria, in Francia, alla Réunion, ecc. (in francese)

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categoria:europa, africa, ramadan
venerdì, 11 settembre 2009
Spioni, spiati e Informazione libera



post di Antonio Bertinelli 10-09-2009  su Dirittoalla rete.ning



F. Cossiga ebbe a dire: "Il Sisde è composto da un terzo di ladri, da un terzo di protettori di ladri e da un terzo di persone per bene messe da parte". Non abbiamo giudizi altrettanto trancianti dell'illustre decano sul Sismi (attuale Aise) ma, data la sua riconosciuta vicinanza all’Arma dei Carabinieri, è probabile che su questo Servizio abbia opinioni più sfumate. Dopo l’ennesima riforma del 2007 sono cambiate le sigle del sistema di informazione e sicurezza ma non sembrano cambiati i metodi operativi. Tutti si spiano a vicenda e pochi vogliono trovare il bandolo della matassa per poter fare un po’ di chiarezza in nome della dignità di questo Paese. Gli Apparati Segreti hanno disarticolato, ricattato, depistato, disinformato e ostacolato per evitare che venisse a galla tutta la feccia italica. Hanno creato cortine fumogene per coprire inconfessabili responsabilità e continuano a schedare chiunque nella prospettiva di poter sfruttare adeguatamente il relativo fascicolo quando se ne presenterà l’occasione. Non esiste mistero italiano che non lasci intravedere l’uso distorto e a volte criminogeno di qualche Servizio. Con il pretesto del terrorismo internazionale, si sta sempre di più rafforzando un diritto speciale dell’Intelligence, un potere nascosto, non eletto, compartimentato, e dunque non adeguatamente controllato, che oltrepassa tutti i confini della legalità e schiaccia ogni elementare forma di autonomia democratica. Si cristallizza l’esercizio di poteri occulti che approfittano dell’indebolimento progressivo della res publica per affondarvi gli artigli e renderla sempre più res privata. Sembra esistere un antico patto di non belligeranza tra rappresentanze politiche e invisibili pupari per cui la Storia d’Italia è costellata di impreviste cadute e di trionfali scalate, di improvvise paure e di inconfessabili complicità, di massacri e di silenzi. Ogni stagione politica è stata accompagnata da una sorta di gangsterismo di Stato, arrivato indenne fino ai nostri giorni sia grazie alla reticenza di chi ne è stato “bersaglio” o di chi vi è rimasto coinvolto più o meno consapevolmente. Esiste da decenni un grande albero che ha così tanti rami da non lasciare intravedere il pozzo nero dove affondano le sue radici. E’ pleonastico affermare che i Servizi Segreti debbano operare con riservatezza e meritino rispetto se il loro scopo è quello di proteggere gli interessi nazionali, ma chi verifica che questo avvenga? Con quali strumenti? Abbiamo visto applicare la strategia degli opposti estremismi, abbiamo visto aiutare golpisti, terroristi e massoni, abbiamo visto bloccare le indagini della Magistratura, abbiamo visto azioni destabilizzanti che hanno distrutto i vecchi partiti per poi dilatarsi e prendere forza dagli azionisti dell’antipolitica. Nell’estate del 1993, quella degli attentati mafiosi di Roma, Milano e Firenze, l’allora Presidente del Consiglio C.A. Ciampi, ebbe problemi con le comunicazioni telefoniche e trovò manomesso il telefono di Palazzo Chigi. In tempi successivi R. Prodi fu sottoposto ad uno screening ripetitivo, trasversale e meticoloso. S. Berlusconi venne controllato nello stesso periodo per due o tre volte. Nessuno ha mai voluto bonificare il pozzo nero con il rischio di affondarvi fino al collo. Anche G. Napolitano, quando divenne Ministro degli Interni, si guardò bene dall’autorizzare l’apertura di certi archivi. L’Italia è una Repubblica fondata sul dossieraggio e sul ricatto. Sarà mai fatto un regolare e disinteressato censimento dell’infinita mole di dati sensibili accumulati nel corso dei decenni? Il panorama odierno si delinea con un peggioramento generale dovuto all’esplosione della tecnologia e al moltiplicarsi delle agenzie di spionaggio private per la sorveglianza occulta degli Italiani ormai organizzata su scala industriale. C’era un tempo in cui alcuni 007 aspettavano l’uscita del Manifesto per poi relazionare doviziosamente e così giustificare l’esistenza del loro ufficio, oggi anche G.Tavaroli e soci fanno parte di uno spionaggio superato. Grazie ai satelliti siamo immersi in una miriade di segnali elettronici che alcuni centri militari “fantasma”, come quello di Cerveteri, si peritano di intercettare schedandoci capillarmente, alcuni un pò di più ed in maniera più dettagliata di altri. L’Italia che vorremmo è ben diversa da quella che è. “Andate a vedere là, al Castello Utveggio, quella è roba vostra” ha detto recentemente Totò Riina parlando per la prima volta con i magistrati e accreditando l’ipotesi (già ventilata da G. Genchi) che nella morte di P. Borsellino ci sia la mano dei Servizi Segreti. Spesso qualcuno ha suggerito di bonificarne gli archivi e fissare una scadenza al segreto di Stato, consentendo maggiore trasparenza sulle raccolte di notizie. In fondo in fondo, è così tanto lo sterco tra cui rimestare che, quasi nessun politico lo vuole effettivamente. La prima Repubblica è passata lasciandosi alle spalle una complessa geografia elettorale, la seconda è nata sul sangue delle stragi di Capaci e di via D’Amelio.



La Federazione della Stampa ha indetto una manifestazione per Il 19 settembre, eppure una grande quantità di giornalisti ha sempre ignorato tutto quello che ha reso progressivamente l’Italia del tutto invivibile per la gente comune. Predati dalla politica, predati nei servizi pubblici, predati nei diritti minimi, i cittadini sono stati sempre più disinformati, sempre più sfruttati e, in aggiunta, spiati oltre ogni misura. Molti di quelli che oggi inneggiano alla libertà d’informazione hanno dimenticato che, durante il Governo Prodi, alla fine del 2007, con il benestare dell’Ordine dei Giornalisti, venne redatto un ddl bipartisan che prevedeva, per i blogs, gli obblighi di avere una casa editrice e dei giornalisti professionisti come direttori responsabili. In Italia il giornalismo d’inchiesta è agonizzante. Chi fa questo mestiere seleziona in maniera più o meno consapevole quello che deve scrivere, che è comunque influenzato dalla linea editoriale, da altri mass media e dall’autocensura. Più che informare, se non disturba la categoria degli intoccabili, mette in scena la sua visione della notizia. L’informazione libera non si concilia con l’asservimento ad un gruppo editoriale, richiede obiettività, dedizione, tempo e coraggio. Le notizie dell’Ansa, un pizzico di padronanza linguistica, le capacità proprie dei pappagalli ed un po’ di malafede garantiscono lo stipendio ma non certo la qualità dei contenuti. Lo scoop pilotato, se non intacca il bubbone del malaffare fattosi Stato e se non è al servizio dell’interesse comune, diventa solo chiacchiericcio senza costrutto. Non vi sono dubbi che gli apparati d’Intelligence siano stati potenziati oltre ogni immaginazione. Non è dato sapere quanti di quelli che vi lavorano sono fedeli alle Istituzioni e quanti contribuiscono ad inculcare nei cittadini l’idea che da questo Stato a sovranità limitata è meglio guardarsi. Ci sono agenti che avviano imprese con soldi pubblici, ci sono agenti presenti sul web, nei tribunali, nelle redazioni dei giornali, dietro le utenze telefoniche, nelle associazioni, nelle onlus, ai convegni presenziati da intellettuali, durante la presentazione di nuovi libri, insomma ovunque ci sia la possibilità di schedare e/o la pretesa necessità di controllare. Verità, sospetti e menzogne confluiscono nei relativi fascicoli personali, dalle convinzioni religiose a quelle politiche, dall’attività occupazionale agli hobbies. Non ci appassiona conoscere le tariffe delle accompagnatrici di alto bordo, il cursus honorum di qualche pupo o le competenze “tecniche” di qualche ministro, ma sarebbe quanto mai utile, nell’interesse generale, indagare in merito al numero esatto delle spie in organico, a quelle fuori organico, alle catene di comando e, più ampliamente, al budget assegnato annualmente per l’espletamento di compiti istituzionali (?) su cui, dati i trascorsi, è lecito nutrire più di un dubbio. Ci auguriamo che qualche giornalista dallo spirito libero della Fnsi, anziché fare ammuina, omologarsi o, peggio, diventare connivente, raccolga il guanto della sfida e provi almeno ad indagare sugli esorbitanti costi dell’Intelligence che gravano sul bilancio pubblico.



Antonio Bertinelli 10/9/2009
venerdì, 11 settembre 2009

"L'ora di religione patrimonio necessario per tutti"  ... anche per chi non la vuole, anche per chi professa un'altra religione, perché la Chiesa non parla di religione in senso lato, ma della religione cattolica che non deve essere messa a confronto nella scuola con nessun altro credo o nessun'altra visione del mondo. Si direbbe che temano il confronto.


Bagnasco: "Il cattolicesimo fa parte della storia italiana"  afferma il cardinale, per rivendicare lo status privilegiato della Chiesa, ,  mentre riscuote i contributi della Regione Liguria per gli oratori e richiama all'ordine i politici che vorrebbero rispettare il dettato costituzionale secondo cui il cattolicesimo non è più religione di stato."L'ora di religione non è un’ora di catechismo ma è un’ora di approfondimento dei contenuti e dei valori della religione cattolica». «Io credo - ha proseguito la Gelmini - che non sia corretto farla diventare un’ora in cui si insegnano in maniera paritetica le altre religioni - ha sottolineato la ministra - non succede nei paesi musulmani e non capisco perchè dovremmo rinunciare noi a quello che, non è solo una religione, ma è un qualcosa che ha condizionato fortemente la nostra cultura, la nostra tradizione e la nostra storia» (La Stampa)  Prendiamo atto che sul piano della democrazia e dei diritti civili il metro di paragone del nostro ministro della Pubblica istruzione sono "i paesi musulmani". Siamo d'accordo con lei, anche in Italia, infatti,  esiste una sorta di sharia cattolica che impedisce al Parlamento di deliberare liberamente.


Chi non fa religione inguaia le scuole  secondo l'alato pensiero di molti dirigenti scolastici. Così scopriamo che i tagli alle scuole voluti dalla Gelmini penalizzano i bambini che devono rinunciare alle attività integrative perché i pochi soldi rimasti vanno a coprire l'assistenza dei bambini che, mannaggia a loro,  non frequentano l'ora di religione cattolica.  Nessuno fa una piega, invece, per il fatto che gli insegnanti di religione abbiano classi con un numero ridotto di allievi (anche meno della metà della classe, nelle superiori), non svolgano un programma valutabile sul piano dell'apprendimento, non  abbiano compiti da correggere e verifiche da svolgere, non partecipino alle commissioni d'esame, che in pratica il loro lavoro consista solo nel partecipare agli scrutini e nel riscuotere lo stipendio, che è anche maggiore di quello di tutti gli altri insegnanti, perché per loro gli scatti di anzianità di servizio sono maggiori.


Nella libertà di religione, spiega il Vaticano, rientra anche "la libertà di ricevere, nei centri scolastici, un insegnamento religioso confessionale che integri la propria tradizione religiosa nella formazione culturale e accademica propria della scuola". Invece, "la natura e il ruolo dell’insegnamento della religione nella scuola è divenuto oggetto di dibattito e in alcuni casi di nuove regolamentazioni civili, che tendono a sostituirlo con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa, anche in contrasto con le scelte e l’indirizzo educativo che i genitori e la Chiesa intendono dare alle nuove generazioni". (Il GiornaleLibertà uguale insegnamento religioso confessionale? E per di più di una sola ed esclusiva confessione ? Se non fosse una tragedia sarebbe una farsa, sarà per questo che gli studenti italiani non appaiono dotati di grandi capacità critiche se paragonati ai loro coetanei dei paesi dove la Chiesa cattolica non spadroneggia come in Italia ?

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categoria:vaticano, scuola, gelmini, concordato, bagnasco, oradireligione
mercoledì, 09 settembre 2009

Il fuoco in collina e una crisi che attraversa la provincia da ponente a levante. Non saranno molte le imprese che chiuderanno i battenti quest' autunno a Genova, perché la crisi è iniziata molto prima e ha già chiuso in città migliaia di negozi e di piccole attività. Restano i progetti faraonici (sulla carta) e un servizio pubblico sempre più carente, si tratti di scuole, di trasporti o di assistenza agli anziani (problema che secondo il candidato alla segreteria del PD Bersani sarebbe risolvibile attraverso il massiccio impiego delle badanti). Ieri erano i dipendenti della ATP (Azienda dei trasporti provinciali) a protestare davanti al Palazzo della Provincia. I loro tamburi hanno rullato per quasi tutta la mattina e hanno fatto da sfondo ai precari della scuola che, qualche centinaio di metri a monte, da lunedì presidiano l'Ufficio scolastico provinciale.IMGP0744


Secondo i dati diffusi a giugno dal Ministero per lo Sviluppo Economico il tasso di povertà relativa che nel Nord Italia si colloca intorno al 5,5%, in Liguria raggiunge l' 11,1%, valore prossimo al tasso nazionale. Anche il numero delle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà in Liguria tocca il 10,5%, percentuale molto vicina all'indice nazionale (12,8%), che in cifre significa 170.000 liguri che vivono in condizioni d'indigenza. In assoluto l'indice più alto di tutto il Nord e il Centro Italia. I tagli agli organici dei servizi pubblici colpiscono una regione in cui i dipendenti pubblici rappresentano il 21% degli occupati (a fronte del 12% delle regioni del Nord Italia) e dove vi sono 50 pensionati ogni 100 abitanti.


Difficile pensare, come sembra credere l'amministrazione locale, che per sconfiggere la crisi basteranno le notti bianche e la periodica trasformazione della città in un enorme suk di merci a basso costo.

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categoria:liguria, genova, povertà
lunedì, 07 settembre 2009
I precari liguri della scuola da lunedì 7 alle ore 10 si trovano in presidio permanente

Vogliamo in questo modo richiamare l'attenzione sulla situazione drammatica dei precari della scuola (docenti e personale ATA) che subiscono le conseguenze dei tagli voluti dal governo Berlusconi e dal governo precedente.

 IMGP0741I numeri sono da capogiro. Solo per quest'anno:

-circa 800 cattedre in meno in Liguria

-circa 42mila posti in meno tra i docenti a livello nazionale

-circa 15mila posti in meno tra il personale ATA della scuola (bidelli, assistenti)

-entro il 2012 i posti di lavoro perduti saranno almeno 150mila.

Risibile e offensiva verso l'intera categoria dei docenti risulta anche la ventilata proposta del Ministro Gelmini di "contratti di disponibilità" che già esistono e si chiamano indennità di disoccupazione. Tra l' altro queste misure coprono solou una parte minima dello stipendio ed escludono totalmente il personale non docente.

La prima vittima di questa situazione sono i lavoratori precari ma gli effetti ricadranno pesantemente sugli studenti, sulle famiglie e sul personale di ruolo (minori servizi, classi più numerose, peggiore qualità dell' insegnamento). Invitiamo tuitti i lavoratori, i genitori e gli studenti a manifestare la loro solidarietà sostenendo la lotta dei precari liguri. Intendiamo con questo collegarci alle lortte che in questi giorni altri lavoratori precari in tutta Italia stanno portando avanti contro i tagli e la distruzione della scuola pubblica.

Più soldi per la scuola pubblica

Blocco dei finanziamenti per la scuola proivata

Immissione in ruolo dei docenti precari

Blocco della riforma Gelmini-Tremonti


Assemblea Precari Liguri davanti all' USP (ex Provveditorato)
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categoria:gelmini, precari
giovedì, 03 settembre 2009
Dopo la sentenza del Tar  che ha dichiarato illegittime le disposizioni del ministro Fioroni in merito al concorso dell'ora di religione cattolica nella formazione del credito scolastico, il ministro Gelmini e i cattolici del Ministero della P.Istruzione alzano il tiro.  L'escamotage per far rientrare dalla finestra quello che la sentenza ha fatto uscire dalla porta è il progetto di trasformare il giudizio degli insegnanti di religione in un voto decimale, che farebbe media con i voti delle altre materie. Secondo il giornale dei vescovi  L' Avvenire sarebbe il DPR 122/09  del 22  giungo ad aprire le porte all'eventualità di una trasformazione del giudizio espresso dagli insegnati di religione in un voto in decimi.

Scrive Gianni Santamaria sull' Avvenire del 21 agosto: " Sono state ben 19 le bozze che hanno portato al Dpr pubblicato ieri. Il quale conferma il giudizio e non il voto numerico per religione. Con una formula aperta, però, a cambiamenti. I docenti di religione li vorrebbero proprio per tornare al voto numerico e chiedono per settembre un Dpr apposito. In sostanza, che si faccia lo stesso di quanto accaduto per l’educazione fisica. «Tra le norme inserite in una delle bozze c’era anche l’articolo 304 del testo unico, il quale prevede che questa materia non faccia media. C’è stato un putiferio», ricorda Incampo. Il Governo ha chiesto un parere al Consiglio di Stato e questo ha dato parere positivo ai voti in ginnastica. «L’unica disciplina a non mettere i voti è la religione. Ma con questo precedente, chiediamo che lo stesso ok venga dato anche a noi». 

La questione è stata ripresa con il titolo "E se arrivasse il voto di religione e facesse media ?" dalla rivista Tuttoscuola il 31 agosto. Per la rivista  
"Questa soluzione è più di un'ipotesi di studio, tanto che , come riportato da "Avvenire", è stato già richiesto un parere al Consiglio di Stato sulla sua percorribilità. Non può sfuggire il peso che potrebbe avere una decisione del genere, specie in una fase così burrascosa dei rapporti tra le due sponde del Tevere, che potrebbe quindi essere utilizzata dal governo per ricucire i rapporti con le gerarchie cattoliche."

L'attuale situazione politica, la timidezza dell'opposizione nel rivendicare la laicità delle istituzioni, la debolezza del corpo insegnante, l'inconsapevolezza degli studenti e delle famiglie rendono la scuola il terreno privilegiato attraverso il quale la Chiesa cattolica cerca di condizionare le scelte educative e culturali del paese. Non sottovalutiamo la cosa, perché se queste sono le intenzioni del Governo, la battaglia per contrastare questo progetto sarà durissima e non è detto che la vinciamo.

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categoria:vaticano, scuola, laicità, oradireligione, tar lazio, dpr 122/09