lunedì, 31 agosto 2009
La vicenda sarebbe di scarso interesse se non cadesse proprio nel mese che precede le primarie del PD e il prospettato aggravarsi della crisi sociale nel prossimo autunno alle porte.  Boffo è stato condannato per molestie (nessuno può pensare che Feltri sia stato così scemo da inventarsi una condanna che non esiste) quanto alla sua presunta omosessualità sono fatti suoi, anche se, dicono, che Boffo sia stato nel suo ruolo di direttore dell' Avvenire uno dei più strenui oppositori di qualunque progetto di legge che segnasse un' apertura nei confronti del mondo omosessuale da parte delle istituzioni, il che farebbe suonare la "rivelazione", se vera, come una sorta di contrappasso dantesco. La vicenda Boffo segue quella dei barconi degli immigrati e delle perplessità manifestate dai portavoce vaticani sulla nuova legge sull' immigrazione, così come alcune critiche mosse da alcuni ambienti cattolici ai comportamenti privati del capo del governo. Dopo aver direttamente o indirettamente sollecitato la condanna morale della Chiesa per delegittimare Berlusconi , la tentazione di un nuovo embrassons-nous tra Chiesa e uomini del centrosinistra è forte, anche se sullo sfondo restano le questioni irrisolte del testamento biologico, del riconoscimento delle unioni di fatto, eterosessuali e omosessuali, della Ru486, dei finanziamenti alla scuola cattolica e chi più ne ha più ne metta.  L'ala teodem del PD gongola e quella di marca DS tace, temendo di perdere quella fetta di elettorato che si è stufato di votare un partito che sembra non poter fare a meno per legiferare dell'approvazione dei vescovi, ma non osando nello stesso tempo porsi chiaramente in contrasto con la Chiesa e guardando con interesse alla prospettiva di un'allleanza politica con l' UDC. A entrambe le correnti del PD non utilizzare l' attuale circostanza per dare una spallata definitiva al governo Berlusconi sembra però gettare al vento un'occasione che potrebbe non ripresentarsi più qualora Vaticano e PDL superassero le attuali difficoltà per  stringere un patto d'acciaio ancora più forte.

Sullo sfondo la questione libertà di stampa, che capitanata da La Repubblica fa un po' ridere, visto la scarsa indipendenza dal potere politico che il quotidiano ha dimostrato negli ultimi anni e il suo perseguire interessi trasversali che spesso andavano in direzioni non troppo diverse, nella sostanza, da quelle del centrodestra, fermo restando i diversi attori. La sensazione è quella di assistere ad una guerra per bande e resta da chiedersi se valga la pena di appoggiarne una delle due.



Sul cosiddetto Mistero Boffo leggi  Mario Adinolfi su Dagospia

Sulla situazione politica l'analisi di Luigi De Magistris sull' Unità



venerdì, 28 agosto 2009
Primo congresso di Agorà Digitale a Salerno il 6 settembre per una rete libera e democratica.

Rilanciare la lotta per una Rete radicalmente libera e democratica e allo stesso tempo avvalersi di Internet per costruire un'alternativa nella società, rinnovando organizzazioni e partiti ma anche la comunicazione verso i cittadini. Queste le sfide per cui nasce l'associazione radicale Agorà Digitale che il 6 settembre dalle ore 9 a Salerno e in contemporanea su Internet al sito www.agoradigitale.org terrà il suo primo congresso, portando a termine il processo costituente iniziato a Chianciano il 26 e 27 giugno scorsi.

Puoi preannunciare fin da subito la tua presenza e iscriverti al congresso collegandoti alla pagina www.agoradigitale.org/congresso.
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categoria:salerno, 6 settembre, agorà digitale
giovedì, 27 agosto 2009

Claudio Burlando attuale Presidente della regione Liguria (non lo chiamo governatore, perché la dizione somiglia tanto a quei cappelli da cowboy che i moldavi, dopo l'indipendenza dall' Urss, avevano messo sulle teste delle proprie forze dell'ordine) e futuro candidato alla stessa carica nelle prossime elezioni regionali del 2010, sarà presente venerdì nei locali di Radio Babboleo per registrare le risposte alle domande che gli ascoltatori gli avranno inviato all' indirizzo claudioburlandorisponde@babboleo.it


Da parte mia gli ho inviato queste due osservazioni:

" Nonostante tutti gli annunci e gli impegni a trasformare la Regione Liguria in una regione al passo con i tempi (annunci e dichiarazioni pubbliche che ho raccolto, a futura memoria e per tenere traccia delle cifre e delle gare di appalto, in un
dossier su FaiNotizia di Radio Radicale) nel pieno centro di Genova (via Caffaro per l'esattezza, ma non solo qui) si marcia ancora con il modem a 56K e ogni verifica con Telecom dà negli anni lo stesso risultato "Siamo spiacenti, ma il numero telefonico inserito non è in una zona in cui il servizio Adsl è disponibile". Sono convinta che alla base di questo disservizio vi sia una precisa responsabilità politica di un'Amministrazione locale che non ha voluto/saputo intervenire correttamente sul territorio. Stessa analisi la riservo alla vergognosa vicenda del Volabus che , dimezzando le corse, ha privato i cittadini genovesi e liguri della possibilità di usufruire di un servizio pubblico per raggiungere l'aeroporto cittadino, caso unico in Italia che fa la gioia dei tassisti, ma pone Genova e la Liguria in una situazione da vero e proprio terzo mondo, altro che nuovo polo tecnologico ! Mi stupisco pertanto di vedere che la stessa classe politica che si è dimostrata incapace di gestire anche queste modeste situazioni pensi di proporsi ancora all'elettorato genovese e ligure."

Se qualcuno vuole rincarare la dose...


 

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mercoledì, 26 agosto 2009
In questo periodo in cui tutta la classe politica, da Napolitano a La Russa, si straccia le vesti per lo scarso sentimento di appartenenza nazionale degli italiani, è nato un nuovo sport  che sembra preludere ad una nuova stagione di "unità nazionale".  Si chiama "caccia al gay" e quest'estate si è conquistato numerosi adepti al nord, al centro e al sud del Paese. Come ogni sport che si rispetti, prevede diversi livelli, quello degli insulti,  praticabile da tutti e per il quale non è richiesta una preparazione atletica, ma è sufficiente una buona dose di ignoranza e la condivisione dei più consueti e banali pregiudizi di marca psicologica, sociologica o religiosa. Il livello intermedio, quello delle botte, e già qui è necessaria una certa prestanza fisica ed abitudine a menare le mani, sebbene non sia trascurabile l'effetto sorpresa con cui l'atleta può guadagnarsi una quasi certa vittoria sul suo incauto avversario che non sapeva di essere tale. A livello professionistico vi è poi l' omicidio, praticabile tramite  l'accoppiata pugni&calci più coltello, spranga, fuoco e, più raramente, pistola. In un crescendo di popolarità, quest' anno la caccia al gay, secondo La Repubblica di ieri, ha più seguaci in Lazio (13 episodi), in Lombardia (7), in Emila Romagna (6) in Veneto (4), in Campania, Liguria e Marche il numero decresce a 3, in Piemonte e Toscana a 2 mentre Sicilia e Calabria, come al solito occupano gli ultimi posti della classifica con 1 sola aggressione dichiarata. Una questione di omertà o un ulteriore segnale di arretratezza e incapacità a sintonizzarsi sul nuovo ? Sebbene nel nuovo sport sia Roma a farla da padrona e ad aggiudicarsi, anche oggi, con l'incendio a una discoteca gay, un nuovo punto alla classifica che la vede in testa, gli ascoltatori di Radio Padana Libera, non restano indietro, come scopriamo da un filo diretto segnalato da Daniele Sensi sul suo blog , in cui un ascoltatore dichiara " Accoltellarli è troppo, però ai gay due calci nelle palle li darei anch'io" (per ascoltare il filo diretto cliccare qui). Sempre da sondaggi pubblicati sui principali quotidiani apprendiamo che i favorevoli alle unioni gay sono in  Italia decisamente al di sotto della media europea, con uno scarto di circa il 10 %. Dietro di noi solo la Grecia, il Portogallo e i nuovi membri dell'ex Europa orientale. Si direbbe che lo stesso rapporto che esiste in ambito economico tra l' Italia e i paesi forti della Ue si rispecchi in ambito culturale. Non ne dubitavamo. Finché agli italiani verrà voglia di menare le mani di fronte a un bacio gay, finché la "schifezza" sarà l'omosessualità e non l'evasione fiscale istituzionalizzata e l'assenza dei diritti,  la possibilità che menino le mani per liberarsi di una classe politica corrotta che li ha resi quello che sono è del tutto aleatoria.
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domenica, 16 agosto 2009
L' Ansa ieri ha diffuso la notizia dell' elezione di Uri Davis, professore di Sociologia all'Università di Qods, nel direttivo di Al Fatah. Nato a Gerusalemme da genitori ebrei quando la Palestina era ancora sotto mandato britannico, Uri Davis è stato uno dei primi obiettori di coscienza in Israele. Sia l' Ansa che le testate giornalistiche che hanno ripreso la notizia sottolineano che è la prima volta che un palestinese di origine ebraica entra nella direzione dell'organizzazione. I prossimi mesi ci diranno quale significato politico attrib uire a questa elezione che è avvenuta proprio nei giorni degli scontri nella striscia di Gaza tra Hamas e il gruppo salafita Jund Ansar Allah.

Un breve profilo biografico di
Uri Davis con la bibliografia delle sue più importanti pubblicazioni e link ai suoi più famosi articoli, uno dei quali data addirittura 1972, su en.wikipedia.org/wiki/Uri_Davis

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categoria:palestina, israele, al fatah, uri davis
mercoledì, 12 agosto 2009
TAR Lazio: illegittimi i crediti scolastici per l’ora di religione.



Con sentenza n. 7076 del 17 luglio 2009 il Tar del Lazio ha accolto due ricorsi proposti per l'annullamento delle Ordinanze ministeriali emanate dall'allora Ministro P.I. Fioroni per gli esami di Stato del 2007 e 2008 che prevedevano la valutazione della frequenza dell'insegnamento della religione cattolica ai fini della determinazione del credito scolastico, e la partecipazione “a pieno titolo” agli scrutini da parte degli insegnanti di religione cattolica.



Il TAR ha affermato che “l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica”.
Motiva ancora la sentenza che l’interpretazione data dal Ministero dell’Istruzione “ha portato all’adozione di una disciplina annuale delle modalità organizzative degli scrutini d’esame, che appare aver generato una violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del pensiero; nonché di libera determinazione degli studenti relativamente all’insegnamento della religione cattolica”.



I ricorsi sono stati promossi a partire dal 2007 da alcuni studenti e studentesse con numerose associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche (elenco completo a fine comunicato) coordinate dalla Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni e dall’
Associazione “per la Scuola della Repubblica” ed assistite dagli Avvocati prof. Massimo Luciani, Fausto Buccellato e Massimo Togna. Ad esse il TAR ha riconosciuto la richiesta “di tutela di valori di carattere morale, spirituale e/o confessionale che […] sono tutelati direttamente dalla Costituzione e che quindi come tali non possono restare estranei all'alveo della tutela del giudice amministrativo"



La sentenza 7076/2009 del TAR del Lazio è importante perché dà una concreta applicazione al principio supremo della laicità dello Stato nei termini in cui era stato affermato dalla Corte Costituzionale nella nota sentenza n.203/1989.



Il TAR, dopo aver ricordato il principio della laicità dello Stato, enunciato dalla Corte Costituzionale come "garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale (C. Cost. n.203/89), ha precisato che “sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico", la scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica deve essere assolutamente libera e in nessun modo condizionata. "In una società democratica" ha affermato il TAR, "certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell'insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un'implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali".




A tal proposito, ha precisato ancora la sentenza che “lo Stato, dopo aver sancito il postulato costituzionale dell’assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto “noto”, non può conferire ad una determinata confessione una posizione “dominante” - e quindi una indiscriminata tutela ed un’evidentissima netta poziorità – violando il pluralismo ideologico e religioso che caratterizza indefettibilmente ogni ordinamento democratico moderno”, infatti "qualsiasi religione- per sua natura - non è né un'attività culturale, né artistica, né ludica, né un'attività sportiva né un'attività lavorativa, ma attiene all'essere più profondo della spiritualità dell'uomo ed a tale stregua va considerata a tutti gli effetti”.




La sentenza è illuminante su quali siano oggi i confini posti dalla legge all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche. Le associazioni e le confessioni promotrici dei ricorsi continueranno ad operare per garantire il rispetto di tali limiti ed auspicano che il Ministero dell’Istruzione prenda atto dell’illegittimità delle ordinanze e non le riproponga negli anni a venire.




11 agosto 2009




per ulteriori informazioni è possibile contattare
Antonia Sani tel. 3497865685




LE ASSOCIAZIONI e CONFESSIONI RELIGIOSE PROMOTRICI  DEI RICORSI




Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni




Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia




Comitato Insegnanti Evangelici Italiani  (CIEI)




Comitato torinese per la Laicità della scuola




Tavola Valdese




Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno




Associazione Democrazia Laica




CRIDES- Centro Romano di Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola




FNISM – Federazione Nazionale degli Insegnanti




Associazione “XXXI ottobre per una scuola laica e pluralista (promossa dagli evangelici italiani)”




Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”




UAAR- Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti




Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni




Alleanza Evangelica Italiana




Associazione “per la Scuola della Repubblica”




Coordinamento Genitori Democratici




Comitato Bolognese Scuola e Costituzione




C.I.D.I. “Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti”




Associazione Scuola Università e Ricerca “As.SUR”




Chiesa Evangelica Luterana in Italia




Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia




Movimento di Cooperazione Educativa




UCEI – Unione  delle Comunità Ebraiche Italiane




Federazione delle Chiese Pentecostali




Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
  - Sede: Via delle Carrozze, 19  00187  Roma   Tel. 06 679601 - romalaica@gmail.com    http://romalaica.blogspot.com
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categoria:scuola, fioroni, laicità, oradireligione
lunedì, 10 agosto 2009
Per chi vuole commentare c'è , in questi giorni, solo l'imbarazzo della scelta tra le cattive notizie che riempono le pagine dei giornali e le cronache televisive. Il Papa imperversa sostenendo che alla radice del nazismo c'è la  libertà individuale e il libero pensiero (niente di nuovo, lo aveva già fatto Pio IX con il Sillabo nel 1864, solo che Pio IX vedeva nel liberalismo l'origine del socialismo, Ratzinger del nazismo, ma credo che anche per lui il socialismo continui ad essere in pole position). La Cei attacca il presidente della Camera perché ha osato dire che non spetta al Parlamento entrare nel merito del dibattito tecnico sulla Ru486 e il solito Cossiga non perde l'occasione di intervenire e dare ragione ai vescovi.  Vi è poi l'entrata in vigore del cosiddetto decreto sicurezza che ha fatto della condizione di clandestinità l'emblema del male assoluto da cui dipende la salvezza della nazione, tutto il resto (incompetenza, corruzione, criminalità organizzata, servizi istituzionalmente deviati, storni di fondi pubblici con i quali si farebbero dieci finanziarie) passa in secondo piano rispetto al "bisogno di sicurezza manifestato dal cittadino". Il discorso ovviamente non vale per le badanti, assunte da tanti elettori di centrodestra ben contenti che la condizione di clandestinità consentisse loro di sottopagare le donne  e non versare i contributi e che nessuno chiedesse loro in base a quali redditi, visto che al fisco risultano quasi nullatenenti,  si potevano permettere tre badanti e una colf. Ovunque imperversa il cemento e le nuove normative preannunciano una nuova ondata di cementificazione, perché in un paese culturalmente povero come l' Italia, ma fornito di qualche mezzo,  un nuovo impulso economico non si possiamo certo aspettarcelo dall'innovazione tecnologica, bensì dall' apertura di una nuova  stagione di speculazione edilizia. D'altronde anche la fortuna dell'attuale capo di governo viene da lì.

Le gabbie salariali. Tutti , o quasi, sanno che le discriminazioni salariali serviranno ad abbassare i salari al Sud senza che per questo vengano alzati al Nord. E' una vecchia richiesta di Confindustria che trova finalmente accoglienza nelle stanze di governo. E' dovuta cadere la prima repubblica, si è dovuto impiantare un nuovo sistema elettorale che permetta quegli accorpamenti politici utili a massimizzare i profitti politici e non, si è dovuto scardinare l'organizzazione sindacale, delocalizzare, ma finalmente Confindustria ha avuto ragione di quarant'anni di diritto del lavoro. Gli ottimisti parlano di smig (salario minimo garantito) sul modello francese, senza dire però a quanto ammonterebbe lo smig italiano, visto che il disoccupato francese guadagna col sussidio che gli è riconosciuto molto più di tanti lavoratori italiani a basso reddito. Se il costo della vita al Sud è inferiore di quello al Nord, i costi però che i cittadini del Sud devono affrontare per sopperire alla latitanza delle istituzioni pubbliche e alla carenza di servizi sociali può rendere la vita, per paradosso, più costosa che al Nord. Voglio vedere poi ottenere un aumento salariale,nello stesso Nord, in un ' economia che risulta perennemente in deficit quando si tratta di redistribuire la ricchezza prodotta, mentre  i profitti imprenditoriali privati non sembrano conoscere alcuna gabbia o limite.

"Tira le pietre, non tirare la cinghia"  gli anarchici hanno scritto sui muri di Ivrea. Difficile dare loro torto.
martedì, 04 agosto 2009
Breaking the silence è un' organizzazione di veterani dell' esercito israeliano decisi a rompere appunto il silenzio sulle verità ufficiali che riguardano le operazioni militari condotte dall'esercito israeliano nei territori occupati. Come altre organizzazioni pacifiste israeliane di cui questo blog si è occupato (basta cliccare sulla voce Israele nella lista Categorie per trovare i diversi post dedicati alle diverse associazioni)  Breaking the silence persegue l'obiettivo di rendere la società israeliana consapevole di ciò che accade davvero durante le operazioni militari, dei giochi di potere, degli abusi, della corruzione che talvolta si celano dietro alcune discusse scelte strategiche.

L'organizzazione ha raccolto più di 650 testimonianze di ex soldati dal 2004 ad oggi. 54 di queste testimonianze riguardano il bombardamento di Gaza del 2009 , che fece più di 1100 morti tra i palestinesi a fronte di 13 morti israeliani, e l'utilizzo durante l'operazione di bombe al fosforo bianco, arma non ammessa dal diritto internazionale di guerra. Dopo averlo negato per mesi,il Ministero degli Esteri israeliano , in un rapporto pubblicato il 30 luglio, ne ammette l'uso, negando però che sia stato utilizzato contro la popolazione civile ma solo a scopo di "illuminazione" del teatro di guerra. Ne dà notizia Le Figaro del 31 luglio e l'informazione è stata ripresa in Italia da qualche rara agenzia di stampa.

Ci saremmo aspettati che il tagliente Ugo Volli, così attento a fare perennemente le pulci  a tutto e a tutti o la viscerale Deborah Fait, così propensa all'insulto come personale marca giornalistica, dalle colonne di Informazione corretta ci illuminassero sulle ragioni di questa ammissione dopo mesi e mesi di pervicaci negazioni e di sarcasmo nei confronti di chi mostrava le tracce del fosforo sui cadaveri, ma anche da quelle parti tutto tace e si preferisce continuare a parlare di Eurabia ( che barba ! ) e, soprattutto, a sputare sulla sinistra, quella israeliana accusata perché non sufficientemente "patriottica" e quella italiana ed europea perché non sufficientemente filoisraeliana, c'è da stupirsi poi che i referenti privilegiati della testata diventino i peggiori arnesi di destra ?

Se Israele ha oggi una ragione di esistere è nell' aver saputo fondare coscienze civili come quelle che hanno dato vita a 
Breaking the silence, non certo in questi suoi tristi difensori.
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categoria:israele, gaza, breaking the silence, bombeal fosforo bianco