martedì, 23 giugno 2009
Internet, 16 giugno 2009



Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari Senato della Repubblica ROMA



Egregio Presidente, il ddl 1415A approvato alla Camera dei Deputati l’11 giugno u.s. ha, da più parti, sollevato numerosi dubbi e perplessità in ordine alla sua legittimità costituzionale e, più in generale, all’opportunità degli interventi normativi che, attraverso esso, si intendono realizzare. Vi è, tuttavia, un profilo, sin qui, rimasto nell’ombra e poco approfondito nei dibattiti di questi giorni: si tratta del contenuto del comma 28 dell’art. 1, la cui infelice formulazione – ammesso anche che tale non fosse l’effettiva volontà del suo estensore – rischia di determinare un’inammissibile limitazione della libertà di manifestazione del pensiero in Rete che spingerebbe, rapidamente, l’Italia in una posizione ancor più arretrata di quella che attualmente occupa (è quarantaquattresima) nelle classifiche internazionali sulla libertà di informazione. La citata previsione, infatti, sembrerebbe assoggettare il responsabile di qualsiasi “sito informatico” allo stesso obbligo di rettifica che la Legge sulla stampa (n. 47 dell’8 febbraio 1948) pone a carico del direttore responsabile delle testate giornalistiche. L’omesso adempimento a detto obbligo entro 48 ore – esattamente come accade nel caso di una testata giornalistica – comporterebbe per il responsabile del sito informatico la condanna ad una sanzione pecuniaria fino a 25 milioni di vecchie lire. Come comprenderà, tuttavia, non si può esigere da chi fa informazione on-line in modo non professionistico l’adempimento ad un obbligo tanto stringente quale quello di provvedere alla rettifica di ogni inesattezza eventualmente pubblicata sul proprio sito informatico e, egualmente, non si può pretendere che a ciò provvedano i responsabili di siti informatici che ospitano contenuti pubblicati da soggetti terzi. Difficoltà facilmente intuibili di ordine tecnico, organizzativo ed economico, infatti, ostano al puntuale adempimento ad un simile obbligo ed esporrebbero, pertanto, in modo pressoché automatico, i responsabili dei “siti informatici” al rischio di vedersi irrogare sanzioni pecuniarie che, nella più parte dei casi, appaiono idonee a determinare l’immediata cessazione di ogni attività di informazione on-line. La Rete costituisce il primo mezzo di comunicazione di massa nella storia dell’uomo capace di dare concreta attuazione alla libertà di manifestazione del pensiero e la possibilità di utilizzarla è stata di recente definita dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Costituzionale francese – sebbene sotto profili diversi - un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino. A quanto precede deve essere aggiunto che l’istituto della rettifica – già anacronistico ed inefficace nel mondo dei media tradizionali – risulta privo di ogni utilità nel contesto telematico nell’ambito dei quale ciascuno è – salvo casi eccezionali – sempre libero di contrapporre ad un’informazione, un’altra informazione di segno opposto ed idonea, come tale, a rettificare quella originaria senza l’esigenza di alcuna collaborazione da parte dell’autore di quest’ultima. Alla luce delle brevi considerazioni che precedono, pertanto, Le chiediamo di presentare e votare – non appena il ddl 1415A approderà al Senato – un emendamento idoneo a chiarire che l’obbligo di rettifica di cui al comma 28 dell’art. 1 del DDL c.d. Intercettazioni deve applicarsi esclusivamente ai siti informatici di testate telematiche soggette all’obbligo di registrazione alla stregua di quanto disposto dalla Legge n. 47 dell’8 febbraio 1948 ovvero ai soli siti internet attraverso i quali vengono diffuse informazioni prodotte nell’ambito di un processo professionale realizzato nell’ambito di una struttura imprenditoriale e redazionale. In assenza di tale intervento, il Senato della Repubblica, si assumerà la responsabilità – da condividere con il Governo e con quanti alla Camera dei Deputati hanno votato a favore del ddl in questione – di aver contribuito a scrivere una delle pagine più buie della storia moderna di un Paese che, come il nostro, ambisce a considerarsi democratico: quella attraverso cui si saranno privati i cittadini italiani dell’utilizzo di uno strumento che avrebbe, invece, loro potuto restituire l’esercizio effettivo di quella libertà di manifestazione del pensiero che la nostra Corte Costituzionale ha già definito “pietra miliare di ogni ordinamento democratico”. Augurandoci che vorrà sottrarre il Senato della Repubblica a tale responsabilità e che pertanto darà seguito alla nostra richiesta, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti,

Istituto per le Politiche dell’Innovazione




Sign for No alla rettifica per tutti i "siti informatici"


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categoria:ddl 1415a, comma 28 art1
venerdì, 19 giugno 2009

Conquistano non solo Berlino, ma anche Colonia, Bonn, Francoforte, Wurzburg, Ulm e Monaco e nelle città universitarie, come Heidelberg, Darmastadt e Friburgo diventano la prima forza politica. Anche a Stoccarda conquistano il governo della città  e a Ehrenfeld, sobborgo di Colonia, dove un abitante su 4 è di origine straniera, i verdi hanno ottenuto il 40 % delle preferenze nelle elezioni europee, più dei voti messi insieme da CDU e SPD. Secondo alcune analisi 650.000 voti che nelle elezioni del 2005 avevano premiato la SPD sono oggi andati a beneficare i Verdi e , mentre gli elettori socialdemocratici hanno disertato le urne, i supporter del partito verde, che rappresentano una fascia più istruita e ricca dei sostenitori del partito socialdemocratico, si sono fortemente mobilitati nel giorno delle elezioni. Secondo il parlamentare europeo del partito verde Michael Cramer i socialdemocratici si sono dimostrati "incapaci di gestire l'economia, non hanno  optato per una politica ambientalista e hanno dismesso ogni programma di assistenza sociale e di lotta per l'uguaglianza". In qualche modo i verdi hanno intercettato i voti della sinistra intellettuale e dei nuovi ceti affluenti che avevano costituito la base del movimento che portò Gerhard Schroeder alla Cancelleria nel 1998. I verdi sono divenuti quindi il partito di riferimento di chi ha un reddito alto, del mondo accademico, dei funzionari pubblici e degli impiegati, gruppi che hanno perduto la fiducia nella politica dell' SPD che, in un momento di grave crisi finanziaria, sembra rivolta soprattutto a preservare gli interessi delle grandi compagnie. ( leggi l'intero articolo su Der Spiegel International )




Leggendo l'articolo viene naturale fare il paragone con l' Italia dove il partito verde non è mai decollato davvero. Ma facendo il confronto ci rendiamo subito conto che il tentativo di importare in Italia l'esperienza tedesca urta contro dei nodi storici mai risolti: da un lato il basso livello d'istruzione della popolazione italiana, il familismo e la cultura della cooptazione e dall'altro un mondo imprenditoriale cresciuto all'ombra delle sovvenzioni pubbliche e dell'evasione fiscale. In Italia per ora la strada "naturale" è ancora quella che porta gli elettori al PLD o al PD. L'ambientalismo, la cultura della cittadinanza sembrano ancora dei corpi estranei alla società italiana, importati e malamente digeriti dai più, una specie di "rivoluzione passiva" che non preclude il ritorno alla reazione e talvolta ci convive.


 

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categoria:germania, partito verde
mercoledì, 17 giugno 2009

« Se i tedeschi avessero gettato bombe atomiche sulle città al posto nostro, avremmo definito lo sgancio di bombe atomiche sulle città come un crimine di guerra, e avremmo condannato a morte i tedeschi colpevoli di questo crimine a Norimberga e li avremmo impiccati. » (Leo Szilard fondatore del progetto Manhattan e uno degli scienziati che si opposero all'idea del lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki)


Il Salone del Libro di Torino ha, tra gli altri, il merito di farti scoprire libri che altrimenti sfuggirebbero alla tua attenzione. Il libro in questione s'intitola " Note su Hiroshima " dello scrittore giapponese Kenzaburo Oe, Premio Nobel 1994 per la Letteratura. Il libro, tradotto e pubblicato dalla casa editrice Alet nel 2008, raccoglie alcuni saggi scritti nel periodo 1963-1965 in occasione di tre visite dello scrittore alla città di Hiroshima. I saggi affrontano, a vent'anni di distanza, il dramma degli hibakusha, cioè di coloro che sopravvissuti all'esplosione cominciarono a morire nei mesi e negli anni successivi a causa delle radiazioni assorbite, nell'abbandono e nel silenzio quasi generale, perché nel Giappone, sottoposto all'occupazione americana, l'esercito statunitense aveva già nell'autunno del 1945 annunciato che " tutti i cittadini destinati a morire a causa dell'esplosione atomica e della ricaduta radioattiva erano già  deceduti, e che si potevano inoltre escludere casi futuri di anomalie fisiologiche dovute agli effetti postumi delle radiazioni." La censura operata nei confronti delle morti causate dalla bomba, spinse un giornalista americano addirittura a dichiarare "infelice" la scelta come ultimo tedoforo delle olimpiadi del 1964, di un giovane di Hiroshima, perchè questa scelta avrebbe ricordato agli americani la tragedia della bomba.  Solo dopo vent'anni dall'esplosione,  in Giappone si realizzarono le condizioni perché potesse nascere un movimento antinucleare ed essere scritto e pubblicato un libro bianco sulle conseguenze delle radiazioni e potessero essere raccolte e pubblicate le testimonianze degli hibakusha ancora in vita.


Giovanni De Luna su La Stampa ci racconta nell'articolo intitolato " L'orrore riemerso di Hiroshima" la storia di Yosuke Yamahata, fotografo professionista arrivato a Hiroshima quattro giorni dopo lo scoppio,  che riuscì a scattare 10 foto, "si prese il cancro e pagò con la vita."



 

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categoria:hiroshima, bomba atomica, kenzaburo oe, hibakusha
venerdì, 12 giugno 2009

Le seguenti proteste sono state inviate alla Dirigente scolastica dell' Istituto ( via email  issfirpobuonar@libero.it   e/o via fax  010873315 ) :



Gentilissimi Docenti e gentilissimo/a Preside

da cittadina ho la netta consapevolezza di quanto vitale ed indispensabile sia il Vostro compito, istruire i ragazzi è compito grande, per il progresso civile e culturale della Repubblica; Repubblica, che come Voi sapete è laica ed aconfessionale.

di questi tempi, però,  proprio quella base laica, quella laicità che è il cuore delle liberal-democrazie viene sovente irrisa come valore di scarso peso,

quella laicità che è garanzia per tutti e per tutte le fedi viene spacciata come inutile, se non dannosa, già tale irrisione è grave, ma mi sembra ancora più grave che essa sia compiuta proprio all'interno di uno Istituto Pubblico   che si presta a celebrare messa alla fine dell'Anno Scolastico, facendo, così, doppio torto a se stesso:

violare, nei fatti, se non nella forma, il cuore ancora vivo e pulsante della Carta Costituzionale, della Legge, prestarsi a dare la pessima impressione ai ragazzi che la legge non sia eguale per tutti, ma che, anzi,  alcuni ed alcune confessioni siano "più uguali" di altri e di altre religioni, dimenticando che nelle Scuole Pubbliche l'unica e sola religione ammessa deve essere la religione del sapere, l'unica fede deve essere quella nella trasmissione del sapere, compito ripeto davvero vitale 

per la Nazione per cui i cittadini non possono che esserVi grati. 

Cordiali saluti 

Anna Spina 

--

Anna Spina

3489369436

Corso Nazionale

La Spezia

http://www.direfarepensare.it

http://www.liberelaiche.it



                    §§§§§§§

                                                                                         


Alla Dirigente Scolastica


Dott.GIUSEPPINA MANILDO

ISSS E:FIRPO-M:BUONARRO

Via Canevari, 51    16137 Genova

 


Gentile Dirigente,

 

è pervenuta alla nostra Associazione una comunicazione relativa alla celebrazione di una Messa nei locali dell’Istituto da Lei diretto nella giornata di domani 11 giugno .

Si tratterebbe di una celebrazione al di fuori dell’orario scolastico, tuttavia, la notizia comunicata soltanto ieri in data 9 giugno alle classi, ha sollevato la protesta di alcuni docenti, genitori, studenti che hanno a cuore la difesa della laicità della scuola e sono al corrente della normativa vigente. 

La nostra Associazione, nata per contribuire all’attuazione dei principi costituzionali nella Scuola, si permette infatti di farLe presente che la sentenza n.250 del 1993 del TAR dell’Emilia Romagna non solo esclude la celebrazione di atti di culto nei locali scolastici, ma non ammette tra competenze del Consiglio di Istituto quella di deliberare in materia di riti religiosi non trattandosi nella fattispecie di attività extra-para-interscolastiche. La esortiamo pertanto, in osservanza di questo provvedimento normativo,

valido su tutto il territorio nazionale in quanto mai impugnato dalle autorità scolastiche, a non consentire la celebrazione nei locali della scuola di un atto di culto illegittimamente deliberato dal Consiglio d’ Istituto.

Certi della Sua comprensione, Le porgiamo distinti saluti

dott. Antonia Sani

p.l’assoc.naz. “Per la Scuola della Repubblica”

“Per la Scuola della Repubblica”

tel.06.3337437- telefax 06.3723742





 

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categoria:scuola, genova, laicità, riatti di culto
martedì, 09 giugno 2009

Anche quest'anno all' I.S.S.S. "E.Firpo- M. Buonarroti", istituto tecnico di Genova, verrà celebrata una messa. A differenza dell'analoga vicenda dell'anno scorso, che aveva sollevato le proteste di alcuni docenti, della Uaar e della Chiesa valdese,  la messa sarà celebrata dopo la fine delle lezioni, ma sempre all' interno dell'istituto e prima dello svolgimento degli scrutini di fine anno. Secondo una prassi consolidata nell' Istituto, della delibera del Consiglio d' Istituto si è avuto notizia solo a due giorni dall'evento in quanto, nonostante le reiterate richieste di affissione, tali verbali  non sono mai affissi all' Albo preposto nei tempi e nei modi di legge.

Si è appreso pertanto di questa delibera  tramite la circolare n.280 del 9 giugno 2009

Se le proteste dell'anno scorso hanno reso il Consiglio d' Istituto più esitante nel consentire la celebrazione della funzione religiosa in orario scolastico, come era prassi nell' Istituto, tuttavia non si può non osservare il messaggio implicito contenuto in questa iniziativa da parte di una scuola statale  che non dovrebbe privilegiare, su base religiosa, alcuna componente degli studenti.

 Si spera che anche in questa occasione giungano all' Istituto lettere e messaggi di protesta da parte di tutti coloro che credono nella laicità della scuola pubblica.


 

ISSS E.FIRPO- M.BUONARROTI

Via Canevari n 51  16137 Italia

tel 010 8317103 - 010873315 (fax)


 

segue testo della circolare :

 

" A tutti i docenti e a tutti gli studenti

 

Giovedì 11 p.v., come da delibera del Consiglio di Istituto del 19 maggio u.s., e su richiesta dei docenti di religione, si terrà nell'auditorium di questa scuola, alle ore 12,15, dopo la fine delle lezioni per quanti desiderino parteciparvi, una S.Messa di fine anno

Il Dirigente scolastico

Giuseppina Manildo "

 

 


 

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categoria:scuola, genova, laicità, atti di culto
domenica, 07 giugno 2009

Repubblica.it è entrata in possesso del documento con il quale il dirigente dell' Ufficio scolastico provinciale di Forlì-Cesena ha contestato al prof Alberto Marani gli addebiti per i quali ha chiesto 6 mesi di sospensione dal servizio, come ha osservato Piero Bernocchi dei Cobas " neppure a insegnanti condannati per atti di pedofilia a scuola sono stati comminati sei mesi di sospensione dal servizio " . Le contestazioni, infatti, sembrano riguardare episodi talmente insignificanti che diventa davvero arduo credere che quelle mancanze, i registri compilati male, un compito non corretto celermente abbiano provocato la richiesta di misure così draconiane e non siano, invece, la conseguenza della volontà di spaventare e far tacere quei docenti che contestano il crescente confessionalismo che sta dilagando nella scuola pubblica italiana ("Colpirne uno per dissuadere tutti i collegi dei docenti italiani dal discutere qualsiasi questione che riguardi l'ora di Religione"  come sostiene Bernocchi). Il caso è talmente paradossale che alla fine anche la FL Cgil ha dovuto prendere in qualche modo posizione. Tra pochi giorni le scuole chiuderanno e la vicenda di Marani sarà dimenticata da tutti o quasi, eppure si tratta di una vicenda significativa, perché mette in risalto due cose: la paura che aleggia su tutta la classe insegnante che tra Brunetta e Gelmini si vede spinta in un angolo e sembra, giorno dopo giorno, rinchiudersi sempre più in una dimensione strettamente individuale che nega ogni solidarietà di categoria e che rinuncia persino al rispetto dei propri elementari diritti di cittadini e lavoratori e il peso crescente nella scuola degli insegnanti di religione e dell'associazionismo cattolico che vanno di pari passo col processo di privatizzazione dell' istruzione pubblica. Questa storia ha dimostrato da un lato la debolezza sindacale e culturale  degli insegnanti come categoria, che a Cesena come in Italia, una volta appresa la notizia, non hanno preso posizione né hanno saputo reagire in alcun modo, dall'altro la fitta rete attraverso la quale organizzazioni come Comunione e Liberazione e la Società delle Opere, sua diretta emanazione, stanno permeando la società italiana e le istituzioni. Non c'è da stare allegri.

mercoledì, 03 giugno 2009

Scrive una lettrice su Fai Notizia, il blog di Radio Radicale, a proposito del Liceo Righi di Cesena, dopo aver ricordato il gemellaggio del Liceo con il Siena Catholic College di Brisbane (Australia), scuola cattolica ultraconfessionale gestita direttamente dall' Arcidiocesi:


" Liceo Scientifico Righi di Cesena: Scuola pubblica o scuola della Diocesi?...Dopo i tragici fatti dell'11 settembre 2001 vennero interrotte le lezioni per consentire agli studenti di andare a una iniziativa di riflessione gestita totalmente da insegnanti di religione e studenti di CL (Comunione e Liberazione) come momento religioso. Numerosi studenti protestarono e abbandonarono la sala.


Dirigente, Vicario del Dirigente e il 50% del Consiglio d'Istituto (componente docenti) è di CL, anche se la presenza di CL fra i professori è esigua (5-6%) e fra gli alunni scarsissima.


Regolarmente CL e le sue emanazioni (GS, La Comitiva, ecc) tengono riunioni dentro l'istituto nel pomeriggio con la partecipazione dei docenti di religione (tutti di CL). Casa e bottega.


Ogni anno, sebbene i docenti disapprovino, la dirigente accorcia le lezioni in concomitanza della messa diocesana per gli studenti (propagandata dentro l'istituto con 6-7 grandi manifesti (una propaganda simile non si vede neppure in occasione di scioperi della scuola).


In diverse classi campeggiano per mesi manifesti con brani di Don Giussani e Giovanni Paolo II o Benedetto XVI (non ci sono invece manifesti di altro genere).


In occasione dell'acceso dibattito nazionale sulla questione Eluana Englaro, la Dirigente ha concesso l'aula magna del liceo alla fine delle lezioni per un momento di preghiere per Eluana organizzato da CL, che l'ha propagandato dentro l'istituto con contenuti meramente politici, come si può vedere dai volantini distribuiti...


Un' altra testimonianza, sempre da Fai Notizia:


" E' davvero vergognoso. CL ha il monopolio delle cattedre di religione nei licei romagnoli. E soprattutto nei licei. Se ne vantava gia' il prete del mio Liceo classico a Forli' negli anni novanta. CL si accaparra inoltre adesso le parrocchie dei preti anziani messi in pensione. L' infiltrazione sistematica di CL nei gangli del potere in Emilia Romagna e' da tempo alla luce del sole e nessuno ha mai fatto niente. Col benestare della cosiddetta sinistra che sin dall'inizio degli anni ottanta ha iniziato a dare un calcio alle forze laiche e allearsi con gli allora-ancora democristiani. Al cosiddetto "non profit" (che di profit ne crea molto, per se') e' stato demandato progressivamente un gran numero di servizi pubblici, rafforzando il sistema di coesione del clan ciellino. Ma pensate anche al giro di soldi attorno al Meeting di Rimini, dove tutti i politici fanno a gara per andare a inginocchiarsi.... "


Dal Documento sulla vicenda del Prof. Marani  a firma del sindacato Cobas, di cui Marani è un rappresentante:


" Evidente che l’attacco al prof Marani e al sindacato COBAS ha una duplice matrice:




-         Un attacco alla laicità nella scuola condotto congiuntamente da settori cattolici integralisti, essenzialmente Comunione e Liberazione, che cerca di estendere il più possibile il controllo gestionale delle scuole, anche occupando sempre più posti-chiave, con oltre il 60% dei nuovi dirigenti scolastici nella provincia di Forlì-Cesena aderenti a CL.



-         Un attacco ai lavoratori della scuola e ai docenti in particolare, volto a intimidirli affermando lo strapotere dei Dirigenti, la loro totale impunità rispetto ai tanti abusi commessi.



-         Un attacco ai COBAS e ai sindacati di base, per imporre quel sindacalismo compiacente verso i dirigenti che CGIL CISL UIL SNALS in questi anni hanno assicurato tramite il controllo di gran parte delle RSU, ridotte a istituzioni soporifere.




 -     La battaglia condotta dai COBAS di Cesena ha persino attirato l’attenzione di Gian Antonio Stella del Corriere della Sera



 -     Si veda l’allucinante lettera della DS Paola Pezzi nella carica di Presidente  dell' Associazione Scuole Autonome Fo-Ce inviata agli uffici scolastici superiori e ai sindacati



  
"

martedì, 02 giugno 2009

La notizia, pubblicata oggi sull'edizione cartacea di La Repubblica, è una di quelle atte a celebrare realisticamente  la ricorrenza del 2 giugno e a chiarire, a chi ancora nutrisse dei dubbi, il rapporto di sudditanza al Vaticano che ha contrassegnato dalle sue origini la nascita della Repubblica italiana :  CESENA - Un professore del liceo Righi di Cesena, Alberto Marani, rappresentante Cobas, è stato sospeso due mesi per una serie di contestazioni, compresa l'iniziativa  di avere diffuso tra i suoi studenti un questionario sull'ora di religione. "L'ottanta per cento ha risposto che, se ci fossero altre opzioni, come etica o storia delle religioni, le preferirebbe".  Dopo secoli di servaggio politico, culturale ed economico, ancora oggi ai cittadini italiani viene negata la possibilità di vivere in un paese in cui le istituzioni siano autenticamente laiche e non sottoposte ai diktat vaticani. L'influenza  del Vaticano nelle  scelte politiche del paese e nel favorire o sfavorire le carriere individuali di politici ed imprenditori ha azzittito nel tempo ogni opposizione tra le fila della sinistra istituzionale e dei sindacati confederali. Non aspettiamoci quindi da essi alcuna denuncia forte dell'accaduto, alcuna reale volontà di contrastare il potere della Chiesa cattolica nell'ordinario esercizio delle libertà costituzionali e nel quotidiano funzionamento delle istituzioni. Per ascoltare qualche voce di protesta bisogna, ormai,  cercarla tra gli outsider, tra chi è fuori, in un modo o nell'altro, per ragioni dottrinali o personali dalla Chiesa cattolica, vale a dire secondo i nostri governanti "dalla società italiana".


Sul caso di Alberto Marani segnalo la presa di posizione del sito : http://sacerdotisposati.splinder.com/post/20660688/Docente+sospeso%3A+aveva+osato+c



"Un docente del Liceo Scientifico Righi di Cesena, il professore Alberto Marani è stato sospeso dalle sue funzioni e dal suo stipendio per due mesi (si tratta della massima sanzione per un dipendente pubblico) per avere osato l'inosabile: mettere in dubbio l'indispensabilità dell'insegnamento di religione cattolica. Infatti, dato che la scuola era inadempiente da molti anni, perchè non aveva mai creato, come prescrive la legge, degli insegnamenti alternativi per l'ora di religione, il professor Marani ha fatto una sorta di referendum all'interno della scuola, se i 1300 alunni volevano fare religione cattolica, Storia delle religioni o Diritti Umani. Alla fine è risultato che l11% voleva fare religione, il 24% Storia delle Religioni e il 65% Diritti Umani.

Apriti cielo! Gli insegnanti di religione (che ricordiamolo, sono professori nominati dal Vaticano senza alcun merito, ma solo per la loro fedeltà alle gerarchie ecclesiastiche, anche se poi sono pagate con i soldi dei ciittadini italiani) si sono ribellati e hanno scritto all'Ufficio Scolastico Regionale chiedendo l'adozione di adeguate sanzioni. L'Ufficio ha adottato il provvedimento di sospensione, diffidando addirittura il professore da far sapere agli alunni che nessuno di loro o quasi vuole fare religione. La segnalazione dell'accaduto arriva dall'UAAR.

Se qualcuno aveva ancora dubbi sull'oscurantismo sociale e politico che stiamo imboccando, è servito. In un Paese normale, avremmo che domani mattina il governo presenta una proposta di legge che toglie la religione cattolica dalle scuole, in modo da rispettare la Costituzione; Ma non siamo da parecchio un Paese normale. (di Antonio Rispoli - julienews)"