domenica, 30 novembre 2008

bombayC'è un cartello stradale tra la Madam Cama Rd e Marina Drive, tra il centro vittoriano e lo skyline di Bombay, che vieta il transito tra le 9 e le 12 e tra le 17 e le 20.30 ad autocarri, calessi, carri trainati da buoi, ciclisti con carichi ingombranti. Nelle ore di punta, fino a non moltissimi anni fa, folle smisurate si accalcavano sui marciapiedi di fronte agli attraversamenti, frenate solo da una catena d'acciaio che un agente apriva quando il semaforo si accendeva sul verde. In questa babele di gente, di cui solo a tener conto dei residenti ufficiali si arriva a 17 milioni, di cognomi che dai Patel del Gujarat  ai De Souza di Goa, ai Bosa del Bengala e ai Mehta della comunità parsi vengono da tutte le parti del continente e del mondo, di lingue  che danno origine al famoso acronimo inventato da Salman Rushdie Hug-Me (Hindi Urdu Gujarati Marathi English), di grattacieli a specchio e di omini che vendono agli angoli delle strade succo di canna, di portieri gallonati  e di mendicanti che nessun bastone riuscirebbe a scacciare neppure dalle arcate ultrasorvegliate del Taj Mahal, come avrebbero potuto dare nell'occhio un gruppo di giovani, uguali a tanti altri che ogni giorno arrivano a Bombay per affari, turismo o in cerca di lavoro ? E poi quel giorno tutti erano distratti dalla partita di cricket  India-Inghilterra e già questa passione totale per il cricket, gioco introdotto dai vecchi dominatori, ci parla di un India che ha saputo guardare al suo passato di paese colonizzato con la distanza e la tranquillità di chi in più di cento anni di colonizzazione non ha mai perduto la consapevolezza della propria identità e cultura e che fa, ancora oggi, dell'inglese la sua lingua franca nell'impossibilità, talvolta, di far comunicare tra loro più di 20 lingue nazionali. Ebbene, non è la prima volta che questo paese subisce attentati, dai sikh del Punjab ai musulmani di Ayodhia e dell' Azad Kashmir alla guerriglia naxalita dell' Orissa e a quella dell' Assam e al Tamil Nadu che costò la vita a Rajiv Gandhi tutta la storia dell' India è costellata da sanguinarie lotte centrifughe. In passato le bombe erano messe nelle stazioni degli autobus dove si ammassavano le persone in attesa della partenza per destinazioni lontane 1000 o 2000 chilometri, perchè da quelle parti le distanze sono queste, o lasciate sulle corriere perché esplodessero lungo il viaggio con il loro lascito di morti e mutilati. Decine di persone morivano ogni volta e non erano percepite diversamente da quelle che morivano negli incidenti stradali a causa di corriere troppo cariche di uomini e di merci per le dissestate strade indiane e di quelle che morivano di denutrizione e di malattia nelle regioni più profonde del paese. La convivenza di vita e morte in India è tale, forse perchè inevitabile, da lasciar di stucco tutti gli osservatori occidentali in cerca di facile esotismo. Forse per questo i morti appaiono lontani, come i 180 morti sulla Western Railway di Bombay del luglio 2006 o i 66 passeggeri del Samihauta Express nel febbraio 2007 mentre l'attenzione dei media internazionali si accende quando ad essere colpiti sono gli obiettivi frequentati da turisti e uomini d'affari come gli Hotel Taj Mahal e Oberoi. Si cerca un capro espiatorio, una falla nel sistema di intelligence per dimostrare che gli attacchi erano prevedibili e dunque evitabili nell'illusione, smentita dai fatti,  che quanto accaduto a Bombay non possa accadere nelle nostre metropoli, per non dire che anche le nostre città sono indifendibili da un terrorismo che ha deciso di immolarsi per raggiungere l'obiettivo.  Si scomoda il Naipaul di India e di Beyond Belief , che questa volta ci si guarda bene dall'accusare di eccessivo occidentalismo, ci si spinge a strumentalizzare l'anniversario di Levi Strauss per rilanciare la visione nazionale securitaria come se ciò che viene imputato dottrinariamente all'islam non fosse altrettanto imputabile al cristianesimo, si rilegge il Suketu Mehta di Maximum City  per capire Bombay, quando basterebbe guardare alla storia passata e recente dell' India per ritrovare il senso di un terrorismo che affonda in ragioni nazionali e internazionali e che, per questo, ci riguarda più di quanto si potrebbe immaginare a leggere i nostri quotidiani che si dilungano sulla fortuna di possedere quel prezioso salvacondotto che sembra mettere al riparo da ogni pericolo che si chiama "passaporto italiano" invece che chiedersi se la sostituzione in Pakistan di Musharraf col marito di Benazir Bhutto sia stata davvero qualla grande trovata politica che ha affascinato per un certo tempo la stampa occidentale.




Per approfondire:  vedi materiali sul sito della Rand Corporation, dell ' ICG, di India Today





postato da: Bus18 alle ore 17:56 | Permalink | commenti
categoria:india, attentati, bombay, 26 novembre
martedì, 25 novembre 2008

A dare credito ai sondaggi sembrerebbe che gli italiani stiano maturando un crescente malumore di fronte alle prese di posizione del Vaticano. Forse la sovraesposizione di cui Ratzinger &C. godono su stampa e televisione rischia di annoiare il pubblico e di rivelarsi un'arma a doppio taglio. Mi hanno raccontato che Riotta e redazione del TG1 sono stati messi alla gogna dai fondamentalisti di entrambi gli schieramenti parlamentari per aver mandato in onda i risultati di un sondaggio da cui emergeva che circa l'80 % degli spettatori approvavano la sentenza della Cassazione sul caso Englaro. C'est drole, direbbero i francesi, prima si commissiona un sondaggio, poi se i risultati non sono quelli previsti ci si arrabbia con chi comunica i dati ! Insomma, un po' di buon senso, sembrano suggerire lor signori, davanti a questi risultati solo uno scemo li manderebbe in onda così come sono ! Ma veniamo al Corriere della Sera che in questo mese ha offerto ai suoi lettori la possibilità di esprimersi in merito a ben tre sondaggi che riguardano direttamente il rapporto Stato-Chiesa. 


Il primo, in data 11 novembre poneva il seguente questito: "Il Vaticano frena Obama sulle staminali. Intervento giusto ?" Votano 9.263 lettori e di questi il 79,9 % risponde NO e solo il 20,1% si dichiara d'accordo con le parole del Papa.


In data 13 novembre il quotidiano effettua un secondo sondaggio: "La Cassazione su Eluana: si può sospendere l'alimentazione. Giusto ? Risponde SI il 62,8% dei 15.780 votanti, NO il 37,2 %.


Infine, il 23 novembre  il Corriere  della Sera domanda: "Via i crocifissi dalle scuole. Siete d'accordo ?" i votanti sono questa volta 90.021 e dopo un giorno in cui le percentuali dei favorevoli e dei contrari sembrano equilibrarsi, il SI raggiunge quota 73,5% contro il NO che si attesta al 26,5%.


I casi sono due o tutti i laici italiani sono corsi a votare i sondaggi del Corriere e nel frattempo tutti i cattolici si sono distratti o qualcosa sta avvenendo all'interno del target  tutto sommato conservatore del Corriere della Sera. La scelta di proporre ai lettori questi tre sondaggi, mentre in prima pagina si continua a riservare uno spazio fisso allo Stato Pontificio anche a scapito di altre notizie di maggiore importanza, è una brillante scelta giornalistica per vivacizzare il sito o è una scelta politica di chi sta al governo reale del paese per sondare l'opinione pubblica di riferimento ? Si cerca di conquistare sul piano dei "diritti civili" quel consenso che si sta perdendo su quello dell'economia ? O saranno gli italiani a rivelarsi più avanti dei politici, come dichiara, oggi, Arcigay esultando per la vittoria di Vladimir Luxuria all' "Isola dei famosi"  e dimenticando che quando vince la dimensione del circo a vincere non può essere che quello che appare il più pagliaccio di tutti. Alla faccia di tutti i trans che non hanno i mezzi per andare in televisione o per darsi alla politica, ma che vorrebbero una dignitosa e tranquilla vita lontano dalle telecamere !




 

lunedì, 24 novembre 2008

Il testo integrale della sentenza  (in spagnolo)


I commenti dei lettori di El Pais (in spagnolo)


Valladolid (Spagna) : il giudice ordina la rimozione dei crocifissi dalle aule di un istituto scolastico. I minori non devono avere la sensazione che lo Stato privilegi una religione rispetto alle altre. Articolo su Il Corriere della Sera


Sondaggio del Corriere della Sera: Via i crocefissi dalle scuole. Siete d'accordo ?  SI 52,2% NO 47,8%

postato da: Bus18 alle ore 01:25 | Permalink | commenti (1)
categoria:crocifisso, laicità, scuola pubblica, valladolid
martedì, 11 novembre 2008

LE MAESTRE NON PORTANO I BAMBINI ALLA MESSA DEL 4 NOVEMBRE. E AN INSORGE: “LICENZIATELE!”


VILLAFRANCA (PD)-ADISTA. Fossimo stati ai tempi della prima guerra mondiale, forse gli esponenti di Alleanza Nazionale – in testa il ministro della Difesa Ignazio La Russa – avrebbero accusato di disfattismo e di diserzione la dirigente scolastica e gli insegnanti dell’Istituto comprensivo di Villafranca padovana che non hanno accettato di far partecipare tutti gli alunni della scuola alle celebrazioni religiose e civili del 4 novembre, anniversario della fine della “grande guerra”. Li hanno però aggrediti pubblicamente: il ministro si è recato in visita a Villafranca per portare “solidarietà” al sindaco e redarguire la dirigente disobbediente Maria Grazia Bollettin e i più solerti colonnelli di An hanno chiesto alla titolare della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, di “allontanare dall’insegnamento” i maestri e i professori poco patriottici dell’istituto padovano e dell’Italia tutta. Ma i docenti di Villafranca respingono le accuse e si difendono, spiegando quello che la legge prescrive: la partecipazione ad “atti di culto” in orario scolastico – come la messa per il 4 novembre – deve essere deliberata dal Consiglio di Istituto (l’organo collegiale formato dal dirigente, dai rappresentanti dei docenti, dei genitori e del personale non docente, ndr), che però ha scelto di non farlo.



Il sindaco di Villafranca, Beatrice Piovesan (Udc), aveva infatti invitato il dirigente scolastico della scuola a far partecipare tutti gli alunni e i docenti alle celebrazioni organizzate dal Comune e dall’Associazione combattenti e reduci per il 4 novembre: alzabandiera, messa per i caduti della prima guerra mondiale e per i militari italiani deceduti durante l’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003, testimonianza di alcuni reduci e deposizione di una corona di fiori al monumento per i caduti. Il Consiglio di Istituto non ha deliberato l’interruzione delle attività didattiche per far partecipare tutta la scuola alle celebrazioni (non ritenendo neppure opportuno imporre un rito religioso cattolico agli studenti non cattolici della scuola), ma è stata lasciata libertà di scelta, tanto che sette – quattro terze medie e tre quinte elementari – hanno comunque deciso di prendere parte alle iniziative... continua sul sito dell'  Associazione31Ottobre

sabato, 08 novembre 2008
Leggi La Repubblica : I consigli di Cossiga alla Polizia : "Prima una vittima, poi mano dura"

un estratto : " Cossiga: "Per il consenso serve la paura". Il ragionamento dell'ex presidente è affidato a una lettera aperta: "Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti". Per Cossiga, che pensa alle tensioni che hanno segnato le manifestazioni degli studenti di questi giorni, è stato "un grave errore strategico" reagire con "cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante".

La "tattica cossighiana". In pratica si tratta di disporre "che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo punto, continua Cossiga, "l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita

"La gente deve odiare i manifestanti". Una situazione che farebbe crescere fra la gente "la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge". Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga si augura che possano accadere alla sede dell'arcivecovo di Milano o a qualche sede della Caritas o di Pax Christi.

I tempi dell'intervento. "Io aspetterei ancora un po' - continua Cossiga - e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti".



Dopo le dichiarazioni di fine ottobre, a poco più di una settimana di distanza, Cossiga reitera le sue minacce in codice a chi sa, a chi deve capire, a chi certamente capirà. C'è però chi si ribella a questo gioco del gatto col topo e in tutta semplicità fa quello che avrebbe dovuto fare da tempo un parlamento dimentico della sua funzione e dei suoi più elementari doveri.

Ascolta le parole di Luca Assirelli nei due video rilasciati su YouTube:

http://it.youtube.com/watch?v=06d-9gCS1gI&watch_response

http://it.youtube.com/user/luke14477



postato da: Bus18 alle ore 21:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:manifestazioni, polizia, cossiga, infiltrati, luca assirelli
mercoledì, 05 novembre 2008
Oggi, lunedì 3 novembre 2008, nell´aula magna dell´ I.S.S.S. Firpo -

Buonarroti di Genova si è svolta un´assemblea autoconvocata di

insegnanti e personale ATA delle scuole superiori genovesi.

Erano presenti oltre 70 tra insegnanti e ATA in rappresentanza di 19

istituti superiori e precisamente:

1) L.c. D´Oria

2) L.c. Colombo

3) L.s.s. Cassini

4) L.s.s. L. da Vinci

5) L.s.s. M.L. King

6) L.s.s. Lanfranconi

7) I.M. Gobetti

8) I.M. Pertini

9) L.A. Klee

10) I.P. Agrario Marsano

11) I.P. Alberghiero M. Polo

12) I.P. Industriale Odero

13) I.P. Industriale Calvino

14) I.S. Tecn. Comm. Abba

15) I.S. Tecn. Comm. Montale

16) I.Tecn. Comm. Ind. Majorana

17) I.S. Tecn Turist. Geom. Firpo-Buonarroti

18) I.S. Tecn. Comm. Primo Levi

19) I. P. Tecn. Ind. De Ambrosis-Natta



Al termine dell´assemblea è stato votato all´unanimità un documento che

chiede il ritiro dell´ art. 64 della Legge 133/2008 e della Legge

Gelmini.

L´assemblea ha anche deciso di aderire al Coordinamento SOS Scuola

Genova e di sostenere tutte le forme di protesta che verrano deciso

all´interno di esso.

Inoltre, come forma di mobilitazione l´assemblea rivolge a tutte le

scuole superiori genovesi e a tutti gli insegnanti l´invito a:

1) bloccare i viaggi di istruzione e le uscite didattiche per

l´a.s. in corso;

2) bloccare le nuove adozioni dei libri di testo;

3) agli insegnanti a tempo indeterminato a non svolgere corsi di

recupero per fare in modo che tale incarico vada ai docenti precari.



A seguire inviamo il testo completo del documento votato

dall´assemblea.



Documento dell´assemblea del personale docente ed ATA delle scuole

superiori genovesi.

L´attuale governo, in linea con i precedenti, con il Decreto Legge n.

112/2008 e con la sua Legge di conversione n. 133/2008, il Decreto

Legge n. 137/2008 appena approvato e il disegno di legge Aprea (DL

953/2008) prosegue una drastica politica di tagli e privatizzazione

che, se attuata nella misura prevista, assesterà un colpo durssimo e

definitivo alla scuola pubblica italiana così come la conosciamo (con

tutti i suoi problemi) e come è definita dalla Costituzione.

La strategia del governo segue diversi binari: da un lato, l´odiosa

delegittimazione di docenti ed ATA (e di tutto il Pubblico Impiego in

genere) presentati come una massa "di fannulloni perdipiù anche troppo

pagati" e provvedimenti di facciata ( grembiule, voto in condotta,

etc.), sul cui merito si può essere d´accordo o meno, ma che certamente

non risolvono affatto i veri problemi e servno soltanto a creare una

fittizia facciata di serietà e ad avere una facile presa su un'opinione

pubblica confua e passiva; dall'altra una politica di tali

indiscriminati che risponde alla volontà dei ministri Tremonti e

Brunetta e non certo alle ver necessità del nostro sistema

dell'istruzione.

L´art. 64 della Legge n. 133/2008 "Disposizioni in materia di

organizzazione scolastica" prevede:

- il taglio di 87.000 cattedre nel triennio 2009/2011

attraverso:

a) a partire dall´a.s. 2009/2010 l´incremento di 1 punto del rapporto

alunni/docenti (classi di 34-35 alunni);

b) la razionalizzazione e l´accorpamento delle classi di concorso;

c) la ridefinizione di curricoli, piani di studio e relativi quadri

orario:

- orario massimo di 30 ore nei licei classici, scientifici e delle

scienze umane;

- orario massimo di 32 ore nei licei artistici;

- orario massimo di 32 ore (comprensive dei laboratori) negli

istituti tecnici e professionali;

- la riduzione degli indirizzi e riduzione del 30% delle

compresenze degli ITP e revisione delle mansioni di ITP e Assistenti

Tecnici;

- la sospensione di tutte le sperimentazioni dal 2009/2010;

- la revisione dei criteri e dei parametri degli organici ATA

per giungere nel triennio 2009/2011 ad una riduzione complessiva del

17% dell´attuale organico (oltre 40.000 unità di personale in meno);

Particolarmente pesante è poi la prevista riorganizzazione della rete

scolastica: per mantenere o acquisire l´autonomia tutte le scuole

dovranno avere una popolazione scolastica compresa tra 500 e 900 alunni

nell´ultimo quinquennio. Questi parametri potranno essere superati

nelle aree ad alta densità demografica, specie per quegli istituti

secondari che oerichiedono beni strutturali, laboratori e officine di

alto valore artistico o tecnolgico. Nelle piccole isole e nei comuni

montani, invece, l'indice minimo è ridotto fino a 300 alunni m solo se

si tratta di istituti comprensivi (scuola dell'infanzia, primaria e

media) o IISS (istituti di istruzione secondaria superiore) con corsi o

sezioni di diverso ordine e tipo. In pratica, verranno chiuse parecchie

centinia di scuole. ( alcune stime sono nell'ordine di 2000 scuole).

Insomma, tutta una serie di provvedimenti la cui unica ragione di

essere è risparmiare ( cioè tagliare) ben 8 miliardi di euro in tre

anni e tagliare oltre 80.000 cattedre e 40.000 posti ATA.

Non dimentichiamo, poi, l´incostituzionale ed odioso Decreto Brunetta

che trasforma la malattia in una colpa da sanzionare riducendo i già

miseri stipendi di docenti e ATA.

Le prospettive sono, quindi, cupe: sovrannumerarietà per molti docenti

e ATA di ruolo, perdita del posto di lavoro e impossibilità di

stabilizzazione per moltissimi precari, classi sempre più numerose ed

ingestibili, fine delle sperimentazioni,...

Che fare? Il 17 ed il 30 ottobre ci sono stati due riuscitissimi

scioperi della scuola e in tutta Italia si sono moltiplicate le

proteste ma ora bisogna continuare la lotta, che non sarà di breve

durata, "inventandosi" anche altre forme di mobilitazione. Soprattutto,

ci sembra che la storia insegni che la protesta ottiene risultati se e

quando va a colpire interessi ben definiti in modo da fare diventare

(come in effetti è) quello della scuola un problema di tutti e non

soltanto di chi ci lavora.

Bisogna contribuire a creare una unica grande opposizione a queste

leggi che unisca nella lotta insegnanti ed ATA di tutti gli ordini di

scuole (dalla materna all´università), studenti , famiglie e cittadini

tutti, consapevoli che una miope difesa del proprio orticello è già in

partenza perdente.

Bisogna poi fare un grande sforzo di informazione rivolto a spiegare

alle famiglie e a tutti gli studenti quanto sta accadendo , proprio con

l´obbiettivo di coinvolgerli nella difesa della scuola pubblica che è

la scuola di tutti.

In questo senso, ci sembra che l´esperienza del Coordinamento SOS

Scuola Genova (che vede uniti docenti ed ATA, sindacati, genitori,

associazioni, studenti universitari, etc.), sorto negli ultimi mesi

nella nostra città, rappresenti lo strumento in questo momento migliore

per continuare, coordinare ed allargare la protesta.

Tutti sappiamo che intorno alla tanto bistrattata scuola pubblica

italiana girano interessi economici miliardari, dai libri di testo al

turismo scolastico. Forse è giunto il momento di mettere da parte ogni

altra considerazione è cercare di andare a colpire questi interessi,

per esempio bloccando i viaggi di istruzione e tutte le uscite

didattiche.

Questa proposta nasce da quanto sopra ma anche dalla convinzione che la

nostra professionalità (che esiste e non è poca) si esplica soprattutto

nell´ordinaria attività didattica, nel confronto quotidiano in quanto

educatori con i nostri alunni e nel faticoso lavoro sommerso che

accompagna tutto ciò ( preparazione delle lezioni, elaborazione e

correzione delle verifiche, aggiornamento professionale e culturale),

mai riconosciuto né economicamente né professionalmente.

Pertanto, in qualità di insegnanti delle scuole superiori genovesi,

chiediamo:

a) l´abrogazione dell´art. 64 Legge 133/2008;

b) l´abrogazione del DL. 137/2008;

e decidiamo:

1) di aderire, partecipare e sostenere le iniziative di

mobilitazione organizzate dal Coordinamento SOS Scuola di Genova;

2) di bloccare i viaggi di istruzione e le uscite didattiche;

3) di bloccare le nuove adozioni di libri di testo.



Invitiamo tutti i colleghi e tutte le scuole ad unirsi alla nostra

protesta.



Genova, 3 novembre 2008

 
domenica, 02 novembre 2008

IL TAGLIO DEL VICINO E' SEMPRE PIU' VERDE. ANCHE PER LA CHIESA


di Francesco Daveri e Fausto Panunzi 31.10.2008


Nel mezzo delle manifestazioni di piazza e delle tensioni sollevate dall’approvazione del cosiddetto decreto Gelmini, la Chiesa italiana ha deciso di dire la sua. Con l’autorevolezza della sua carica, sul Corriere della Sera del 28 ottobre monsignor Diego Coletti, vescovo di Como e responsabile scuola della Conferenza episcopale italiana, ha riconosciuto con tono grave che “Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile”. L’alto prelato ha poi continuato dicendo che è “inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze”. continua su http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000719.html