Mah, contenta per l'affluenza, anche se veder sventolare in tv solo le bandiere del PD...faceva un certo effetto a chi, come me, pensa che la vera opposizione all'attuale governo passi altrove. Scrosci di applausi al richiamo veltroniano all'aumento del pane e della pasta ! Ecco a me questo è apparso un passaggio populista e non mi è piaciuto per niente. Come se avesse voluto eludere i passaggi importanti e avesse cercato un facile consenso volendosi mostrare "vicino alla gente" , fingendo di dimenticarsi di essere nel XXI secolo, quando son ben altri i problemi che condizionano la vita di tutti. E quando il PD fa così a me fa paura, perchè vedo dietro l'angolo del "panem et cicenses" l'accordo sottobanco con la controparte, stretto mentre in piazza ti dà ragione per ottenere il voto.
In un momento così grave in cui quello che un tempo si chiamava l'attacco padronale, ed oggi se vogliamo possiamo trovargli pure un altro nome ma il significato è sempre quello lì, si dispiega a 360 gradi, non una parola è stata spesa contro il disegno di legge Sacconi che vuole abolire di fatto il diritto di sciopero per i lavoratori publici, né una parola è stata spesa contro l'infame normativa voluta da Brunetta sulle assenze per malattia nel pubblico impiego. E Veltroni sa, come me e anche molto meglio di me, che Sacconi e Brunetta collaborano ad un progetto di messa fuori gioco dello Statuto dei lavoratori, che solo tatticamente ha per ora come oggetto l'impiego pubblico, ma è destinato ad allargarsi a tutti i lavoratori dipendenti. Veltroni sa anche che l'unica opposizione all'attuale governo può venire dal mondo del lavoro determinato a non lasciarsi spogliare delle conquiste conseguite dal secondo dopoguerra in poi, non certo dai pensionati o dalle "famiglie" intese come categoria sociale scissa da ogni connotazione di classe, così come le dipinge "Famiglia cristiana" da lui non a caso citata durante il comizio. Così come preoccupa la promessa di ripristinare il voto con preferenza nell'assenza di ogni indicazione di battaglia parlamentare e politica contro chi questa preferenza già vuole abolirla anche dalle prossime elezioni europee.
Il successo della manifestazione di Roma ha subito avuto i suoi effetti sulla politica locale genovese, i cui dirigenti hanno immediatamente dichiarato che forti di questo successo, il loro compito, in vista delle prossime elezioni locali, sarà quello di riavvicinarsi al ceto medio e rompere con la "sinistra" . Andiamo bene, sembra proprio che ogni vittoria riportata dal PD sia inesorabilmente all'origine di un nuovo errore .
La CUB Scuola dà inizio ad una campagna di raccolta firme contro l'articolo 71 della legge 133/2008 che prevede, per il pubblico impiego, una trattenuta sulla retribuzione per i primi dieci giorni di malattia e l'estensione della fascia di reperibilità per la visita di controllo da quattro a tredici ore giornaliere.
Occorre inserie in più siti possibile il logo per sottoscrivere la solidarietà all'amico Carlo. Il Dirigente scolastico dell'Ist. Marconi di Pavullo Carlo Prandini ha fatto presente al parroco e agli Assessori comunali che la benedizionen della scuola prevista per il giorno 4 ottobre non era opportuna in quanto lesiva del principio della libertà di religione.
Per questo è stato messo all'indice da molte forze politiche e dalla stampa locale. Inoltre è stato avviato nei suoi confronti un procedimento disciplinare. Ancora oggi l'Amministrazione scolastica di Modena sta operando per benedire ad ogni costo l'edificio scolastico. Sul nostro sito www.scuolaecostituzione.it
potete firmare on line la solidarietà a Carlo.Le informazioni sul caso sono reperibili all'indirizzo
Questa notizia è apparsa, ieri, solo su La Repubblica e, già oggi, non se ne trova più traccia sul sito del giornale tra gli articoli archiviati e leggibili gratuitamente. Sono riuscita a trovarne una copia che linko alla fine dell'abstract:
La Difesa esalta i 90 anni del 4 Novembre nelle piazze d'Italia, ma tra i militari cresce il malumore
Spesa di 6 milioni, il ministro ha chiesto alle aziende fornitrici un "obolo" per le celebrazioni
"Generali nelle scuole, concerti e carrarmati
la Grande Guerra diventa un maxi spot"
...Il ministro della Difesa Ignazio la Russa ha definito con un gruppo di studio una serie di iniziative per "celebrare la Vittoria nella Grande Guerra e risvegliare negli italiani i sentimenti di orgoglio e di unità nazionale". Si inizia da oggi, con lezioni di storia in 200 licei: Mariastella Gelmini ha accettato che ufficiali delle tre forze armate e dei carabinieri vadano nelle scuole a spiegare il significato della Grande Guerra, ma non solo. "Per volontà del ministro La Russa", dice il generale Giancarlo Rossi, portavoce del ministro, "verrà ricordato che il 4 novembre da 90 anni è anche il giorno dell'Unità nazionale e delle forze armate, oltre che quello della Vittoria nella Grande Guerra".
La legislazione italiana sullo sciopero nei servizi pubblici in Italia è già estremamente restrittiva se paragonata a quella in vigore in tutta Europa ed è frutto dei cedimenti dei sindacati confederali e dei partiti della sinistra in una stagione politica in cui ha iniziato a predominare la parola d'ordine della concertazione, figlia del compromesso storico e della gestione della cosa pubblica condivisa tra maggioranza e opposizione. L'attuale proposta del ministro Sacconi va bene al di là di queste norme che già confliggono con il principio costituzionale del diritto di sciopero e che privano il dipendente pubblico dalla possibilità di contrastare concretamente le politiche messe in atto dai diversi governi. Contrariamente a quanto ci si sarebbe potuti attendere non solo Cisl e Uil hanno risposto a Sacconi con un "parliamone", premessa di un prevedibile cedimento, fatte salve alcune disposizioni che salvaguardino il ruolo burocratico e di potere della nomenclatura sindacale nazionale e locale, ma ciò che è ancora più sorprendente è la mancata e immediata reazione dei lavoratori che sembrano non rendersi conto del significato politico di questa misura: la progressiva chiusura di tutti gli spazi legali di protesta e di opposizione e l'isolamento e la programmata distruzione di quelle organizzazioni sindacali che ancora si pongono come garanti dei diritti sanciti dalla Costituzione. I media parlano di tempi lunghi per la discussione del disegno di legge Sacconi, al contrario i tempi sono brevissimi se il governo che ha già dato il suo assenso vuole varare la legge entro 1 anno. E' assolutamente necessario diffondere informazione sulla proposta di legge, indicarne le concrete conseguenze non solo sindacali ma politiche ed iniziare una campagna volta alla restituzione delle tessere sindacali delle organizzazioni disposte a patteggiare con il governo il diritto di sciopero.
Ma che bel governo di raddrizzatori e di fustigatori di costumi altrui ! L'una che va ad abilitarsi alla professione a Catanzaro e l' altro che sale in cattedra grazie ad una sanatoria !
Il modello vorrebbe essere quello del "tappo di champagne": occupare il palcoscenico e tenere la scena non grazie alla prestanza fisica o al carisma, ma all'effervescenza intellettuale, alla provocazione, alla battuta politicamente scorretta che spiazza l'ascoltatore. Quello che, solitamente, fa appunto Chiambretti, ma le analogie finiscono qui, primo perché l'uno fa appunto l'attore, il comico, l'intrattenitore ed è, per natura e cultura , personaggio non facilmente omologabile alle consuete categorie destra-sinistra , mentre l'altro fa il ministro ( anche se nessuno lo ha eletto, ma è stato cooptato dall' alto come tutti i suoi colleghi) e da un ministro gli elettori si aspettano che sappia trovare soluzioni ai problemi di cui si occupa il suo dicastero non che sappia regalare dieci minuti di buonumore. Ordinario all' Università di Roma Tor Vergata (non è Oxford, ma, insomma, mica è colpa sua se non abbiamo università più prestigiose sul piano internazionale, lui dice che è colpa dei professori e , pensando a lui, noi siamo d'accordo), dicono che si vanti spesso di essere figlio di un venditore ambulante, dimostrazione concreta, se ne deduce, della possibilità di fare carriera anche nell' Italia delle clientele e del nepotismo, purché si posseggano le qualità necessarie. E il nostro evidentemente le possiede e, soprattutto, ama dimostrare di possederle al pubblico televisivo e non, che ascolta estatico le sue tirate e che lui blandisce sparando a zero ora sugli uni ora sugli altri e chissà forse quest'abilità l'ha ereditata proprio dal papà, per mestiere abituato ad attirare l'attenzione della gente nelle piazze e a conquistarsi la simpatia dei clienti con la battuta e lo scroscio della risata che la segue. La tentazione di stare sul palcoscenico è talmente forte da far dimenticare al nostro che non tutte le piazze sono uguali e che ve ne sono alcune in cui certe performance vengono subito archiviate sotto la voce "Histoire d'un drole de pays" (insieme al mandolino, alle barzellette raccontate durante i forum internazionali, alle corna fatte davanti al letto dei colerosi), pronte ad essere tirate fuori al momento in cui si pretende una sedia tra i paesi che contano o si fa gli offesi per non essere presi sul serio da chi conta davvero.
Salvatore Coppola, docente del Liceo Italiano di Madrid, ci dà la prova, in una lettera pubblicata su La Repubblica di mercoledì 8 ottobre, di come l'abitudine all'ossequio servile dei media italiani, abbia impedito al nostro ministro della Funzione Pubblica di valutare l'opportunità di deliziare con le sue rodomontate una platea internazionale:
Scrive Coppola, di cui segnaliamo il coraggio civile, dati i tempi, di questa denuncia:
" Il ministro Renato Brunetta, parlando all' Hotel Ritz di Madrid, davanti ad una qualificatissima platea di politici, diplomatici ed imprenditori, ha fornito una rappresentazione a dir poco caricaturale della scuola. Avendogli posto il problema degli stipendi dei docenti italiani (tra i più bassi d' Europa), il ministro ha proposto un paragone tra i calciatori (ai quali viene pagato il premio partita solo se vincono) e i professori, i quali, a suo dire, non vincono perché "non formano, non preparano, non producono" visto che quella italiana è "la peggiore scuola d' Europa, se non del mondo". Presentare così la scuola italiana offende l'intelligenza, le capacità, i meriti della stragrande maggioranza degli operatori " scolastici.
Delle boutades di Brunetta ce ne ricorderemo quando qualche ministro, magari della sua stessa area politica, lamenterà ancora una volta lo scarso numero di studenti stranieri interessato a proseguire gli studi in Italia. Se i politici-professori sono questi figuriamoci gli altri che non hanno alle spalle tal giubilata carriera !