lunedì, 30 giugno 2008

Occasione radicale remunerata da non perdere.


Ricevi questa comunicazione perché hai avuto contatti con la nostra area radicale.


Cerchiamo sempre d'esprimere concreto apprezzamento per l'interesse che ci si dimostra perciò ti segnaliamo 4 occasioni, straordinarie, di collaborazione annuale e remunerata con l'area radicale nella sede di Via di Torre Argentina a Roma.



Si tratta di 29 posti, remunerati per 1 anno a 434 euro/mese, grazie ai progetti di Servizio Civile volontario che l'associazione radicale "Esperanto" ha avuto approvati e ai quali possono partecipare coloro che hanno compiuto 18 anni e non superato i 28 (se non li hai, segnala questa importante occasione a chi pensi possa rientrarci).



Dei 4 progetti approvati 2 riguardano i diritti linguistico-culturali dei popoli indigeni (progetto internazionale) e degli italiani in Italia, 1 gli archivi radicali, un altro (il Verde Stella), al quale collaborerà anche l'associazione Coscioni, per la messa in opera di una rete informativa e di ospitalità transnazionale per malati e malattie estreme.



Tutti i progetti partiranno dopo la pausa estiva, quindi ferie e/o vacanze sono al sicuro, ma non c'è tempo da perdere perché le domande di partecipazione dovranno giungere alla sede dell'ERA entro le ore 14 del 7 luglio.

Le schede dettagliate dei Progetti e ulteriori informazioni su http://www.democrazialinguistica.it, approfondimenti sul SCV si trovano sul sito http://www.serviziocivile.it e la domanda già precompilata la trovi all'indirizzo:



http://www.democrazialinguistica.it/4/DomandaSCV.rtf



Cari saluti,



Giorgio Pagano

Segretario dell'ERA

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Associazione radicale "Esperanto"

Via di Torre Argentina 76

00186 Roma

servizio.civile@democrazialinguistica.it



Tel. 0668979311

Fax: 0623312033



Cell. 3297473888 (Giorgio Pagano)



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venerdì, 27 giugno 2008

Una preziosa ricerca condotta da  ARTICOLO21


Classifica assoluta (tra i soggetti politici e sociali) degli interventi in voce nei Telegiornali. Periodo: 19 aprile 2005 - 14 gennaio 2008 edizioni principali (pranzo e cena)


Il (non) pluralismo religioso sui telegiornali della Rai


La presenza giorno per giorno della Chiesa cattolica sul TG1


Classifica delle presenze nelle edizioni principali dei TG Rai di Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Governo e Vaticano

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categoria:vaticano, rai , telegiornali
giovedì, 26 giugno 2008

Per chi avesse perduto a suo tempo il n. 7 di Micromega dedicato interamente ai temi della laicità , può trovare tutti gli gli articoli  liberamente scaricabili all'indirizzo:


 http://temi.repubblica.it/micromega-online/micromega-archivio-per-una-riscossa-laica-n%c2%b07-2007/

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categoria:laicità, micromega
martedì, 24 giugno 2008
Si legge sempre sui giornali che le famiglie italiane richiedono un numero crescente di badanti (Immigrati, 1 su 100 è allarme badanti per le famiglie, titola La Repubblica di oggi) e magari  nella pagina dopo che le famiglie non arrivano a fine mese ( Il declino globale degli stipendi in busta 5mila euro in meno l'anno, sempre su La Repubblica ).  Difficile stabilire quale delle due emergenze sia più pressante, visto il pathos che accompagna le due notizie. Una badante costa mediamente 1300-1500 euro, è uno strano "consumo" per una famiglia che non arriva a fine mese ! ma noi non siamo sciocchi e sappiamo benissimo che si parla di "famiglie" diverse anche se non è detto esplicitamente...ma l'emergenza badanti aiuta a contenere le spese nell'assistenza pubblica agli anziani, tanto ci sono le badanti...e chi non può permettersela, non importa, con grande probabilità all'età in cui avrebbe bisogno della badante, visto il reddito di cui gode durante tutta la sua vita , non ci arriverà nemmeno !
lunedì, 23 giugno 2008
Insegnanti di religione cattolica autorizzati a fare supplenze in altre discipline

pubblicato su FaiNotizia

23/06/2008 - 19:00



Nel più totale silenzio le centrali sindacali FLC-CGIL, CISL, UIL, SNALS, CONFSAL, GILDA-UNAMS hanno firmato il nuovo CCNI, che sostituisce quello siglato in data 06.06.2006. In base al nuovo accordo negli istituti di istruzione secondaria i docenti di religione che si trovino ridotte fino a un quinto le ore di insegnamento obbligatorio , se non completano l'orario nella scuola medesima (completare come ? insegnando qualche altra materia ?) sono utilizzati nell'ambito della scuola di titolarità, per le ore mancanti nelle attività specifiche della scuola e, prioritariamente, per lo svolgimento di supplenze temporanee. Vedi testo CCNI su http://www.edscuola.it/archivio/norm..._util_0809.pdf e nello specifico pag 5 art. 5 (TitoloI, Personale Docente, art. 2).

Non so cosa avranno da dire i precari in attesa di immisssione in ruolo nonché i docenti di tutte le discipline costretti a effettuare 18 ore di lezione frontale, perchè per ragioni di risparmio, a nessun docente è consentito di mantenere la titolarità con un orario inferiore da completare tramite ore a disposizione per supplenze.

La trasformazione della Repubblica italiana in colonia vaticana si sta completando. Spero che chi ha ancora una tessera dei sindacati summenzionati abbia la dignità di strapparla, per lo meno evitiamo di pagare distacchi sindacali a gente che non fa assolutamente nulla né per la scuola pubblica né per la categoria che pretende di rappresentare
.

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domenica, 22 giugno 2008
INTERCETTAZIONI E CONCORDATO

di paolida carli


Il fatto è stato passato sotto silenzio da gran parte della stampa nazionale. Una delle poche eccezioni è Il Manifesto
del 14 giugno che, parlando dell'approvazione del ddl Alfano in materia di intercettazioni, scrive "Tra le pieghe del decreto è spuntata una norma ad hoc per le intercettazioni che riguardano vescovi, e abati (poniamo per corruzione nella gestione di ospedali o scuole) il pubblico ministero deve inviare «l'informazione» addirittura «al Cardinale Segretario di Stato» presso la santa Sede. Mentre se si indagano semplici monaci e sacerdoti (per esempio per violenze sessuali ) si deve avvisare il vescovo diocesano."

L' articolo del ddl, battezzato dal Manifesto "norma salva vescovi", è l' art.12 che apporta alcune modifiche a quanto stabilito al comma 2 dell'articolo 129 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n.271 (Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale): Quando l'azione penale e' esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico, l'informazione e' inviata all'ordinario della diocesi a cui appartiene l'imputato.



In realtà il ddl Alfano, per quanto concerne le intercettazioni a carico di ecclesiastici, non fa che recepire le modifiche all' art. 129 già introdotte nell' art. 1 dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri del governo Prodi del 23 novembre 2006 su proposta dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella. Della modifica dell'art.129 si cominciò a parlare nel settembre 1998 con la costituzione di una Commissione Paritetica tra Italia e Santa Sede avente lo scopo di dare attuazione al punto 2, lettera b) del Protocollo Addizionale all'Accordo di modificazioni al Concordato del 1984, che assicurava che l'autorità giudiziaria desse comunicazione all'autorità ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici, ma non specificava né le varie “categorie†di ecclesiastici, né le autorità della Chiesa alle quali concretamente doveva essere inviata l'informazione. Le conclusioni della Commissione Paritetica portarono, dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri del 21 luglio 2006, ad un ' Intesa tecnica interpretativa ed esecutiva tra le parti contraenti dell'accordo del 1984, che trovò nella modifica dell'art.129 comma 2 lo strumento per adeguare le disposizioni di attuazione del codice di procedura penale al contenuto dell'Intesa .



Quindi le radici della "norma salva vescovi" non sono da ricercare semplicemente nel ddl Alfano, come si potrebbe supporre leggendo l'articolo del Manifesto, ma hanno origine nella legge 25 marzo 1985 n.121 (Ratifica ed esecuzione dell'accordo con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede) dove al punto 2, lettera b, si legge: "La Repubblica italiana assicura che l’autorità giudiziaria darà comunicazione all'autorità
ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici" e nella modifica dell'art.129 approvata dal governo Prodi


Ne consegue, dal punto di vista giuridico, che solo la messa in discussione e l'abolizione del Concordato può portare all'annullamento di questa norma che fa degli appartenenti al clero cattolico dei cittadini che rispondono prima alle autorità ecclesiastiche che a quelle civili.
Fare dell'opposizione a questo articolo un semplice strumento di battaglia partitica contingente, sinistra contro destra, significherebbe non aver capito la portata del problema e di conseguenza mancare l'obiettivo, che può essere raggiunto solo se si mette in discussione l'intero impianto dell'Accordo. Si tratta, dunque, di gettare le basi di una lotta politica di ampio respiro, che, pur partendo dall'anomalia giuridica dell'art.12, sia capace di sottolineare l'inutilità di un Concordato Stato-Chiesa in un paese democratico e riaprire la questione dell'art.7 della Costituzione italiana.



Va, implicitamente, in questa direzione, per la sua linearità e limpidezza, la presa di posizione della Tavola valdese. "Notizie Evangeliche" del 18 giugno riporta un durissimo editoriale della moderatora Maria Bonafede in risposta all'offerta del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta di estendere a tutte le confessioni religiose, che abbiano già sottoscritto o che sottoscriveranno in futuro un ' Intesa con lo Stato ai sensi dell'art.8 della Costituzione, i privilegi garantiti dall'art.12 del ddl Alfano alla Chiesa cattolica. Scrive Maria Bonafede: "Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse: e se non possiamo tollerare che lo Stato interferisca nella libera testimonianza della Chiesa o di qualsiasi altra comunità di fede, al tempo stesso non vediamo la ragione per la quale la Chiesa dovrebbe essere coinvolta nell’azione di un organo dello Stato quale la magistratura. Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche."
Con tutti i presunti "laici" che affollano il Parlamento, le Università e le redazioni dei giornali dobbiamo lasciare solo ai valdesi l'onere dell'opposizione ?




giovedì, 19 giugno 2008

Genova G8: lettera per il Presidente della Repubblica

Qui sotto c'è un testo che proponiamo a tutti di copiare (ed eventualmente modificare, integrare etc.) e sottoscrivere col proprio nome e cognome e di inviare al presidente della repubblica, attraverso il sito della presidenza della repubblica, a questo link https://servizi.quirinale.it/webmail/ E' importante esercitare il massimo delle pressioni affinché questo scempio non sia compiuto.

Grazie a tutti

Comitato Verità e Giustizia per Genova



On. Presidente Giorgio Napolitano,

il Parlamento sta per approvare una norma che bloccherebbe una serie di processi riguardanti fatti avvenuti prima del 30 giugno 2002. Fra questi vi sono i processi relativi ai fatti di Genova del luglio 2001, quando le garanzie costituzionali furono ripetutamente calpestate, come ormai accertato sul piano storico. La norma in questione bloccherebbe due procedimenti arrivati ormai alla vigilia della sentenza di primo grado. Nel primo, riguardante i maltrattamenti inflitti a decine di detenuti italiani e stranieri nella caserma di polizia di Bolzaneto, sono imputati 45 appartenenti alle forze dell'ordine: Secondo il calendario fissato dal Tribunale di Genova, la sentenza è prevista entro la fine di luglio. Nel secondo processo sono imputati 29 funzionari e dirigenti di polizia per i pestaggi, le falsificazioni, gli arresti arbitrari di 93 persone (fra le quali 75 di nazionalità straniera) all'interno della scuola Diaz: la sentenza è attesa per il mese di novembre. Centinaia di vittime dirette dei soprusi e tutti i cittadini democratici - io fra questi - guardano al tribunale di Genova con una sincera aspirazione alla giustizia. Bloccando i processi alla vigilia della sentenza, la fiducia mia e di tutti i cittadini nella legalità costituzionale sarebbe irrimediabilmente compromessa. A Genova lo stato di diritto fu sospeso e furono compiuti abusi inconcepibili per un Paese democratico: è inaccettabile - e pericoloso - che si impedisca alla giustizia di fare il suo corso. Per questo Le chiedo di intervenire, con tutti gli strumenti a sua disposizione, affinché nel nostro Paese non si compia un simile arbitrio.

Cordialmente, un cittadino democratico,

Nome e Cognome


A distanza di pochi giorni si susseguono sul blog due appelli, quello pubblicato il 16 per la liberazione di Emiliano, quello di oggi perché si arrivi alla sentenza per gli abusi commessi dalle forze dell' ordine durante il G8 di Genova. Gli appelli, le petizioni sono uno strumento "debole", esse rivelano l'assenza di una forza politica e sociale capace di garantire il rispetto dei diritti sanciti dalla costituzione e di proporne dei nuovi.  Proponiamo, sottoscriviamo appelli perché in questo momento solo le forme della democrazia diretta sembrano offrire al cittadino se non la possibilità di cambiare le cose, almeno quella di far sentire la propria voce. E' poco, è troppo poco di fronte a quello che sta avvenendo, ne sono/ne siamo consapevoli, ma fino a quando di fronte ad una legge liberticida non ci sarà un'onda immediata di rifiuto e di protesta le cose non potranno che peggiorare.

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categoria:genova, abusi, processo, g8 , napolitano, caserma di bolzaneto
lunedì, 16 giugno 2008
Molte cose sono state raccontate in questi giorni sull'università la Sapienza, molte cose non vere hanno preso il posto della verità. L'aggressione contro alcuni studenti ad opera di militanti del partito neofascista Forza nuova è stata trasformata in una rissa, una gioiosa manifestazione di oltre 2000 studenti (nonostante la pioggia) in un sequestro di persona. La verità sappiamo è un campo di battaglia e non sempre bastano i fatti a renderla inattaccabile.

In conseguenza a queste falsità si è dispiegato un singolare attacco nei confronti degli studenti e dell'università tutta. Gli studenti sono stati definiti responsabili di una degenerazione politica senza precedenti, figlia del '68, annus terribilis, secondo il Corriere della sera, da archiviare una volta per tutte; la Sapienza un'istituzione incapace di far parlare forze politiche che, nonostante facciano ripetutamente uso di ideologie xenofobe e razziste, oltre che negazioniste nei confronti della Shoah, abituate all'uso della violenza e dell'aggressione, sono legali e dunque meritano di essere ascoltate da studenti, ricercatori e docenti.

Questo attacco va respinto, perché porta con sé un'ostilità senza precedenti nei confronti del sapere critico, della democazia e dell'autonomia dell'istituzione universitaria. Un'ostilità che colpisce anche la Costituzione repubblicana, espressamente antifascista: pluralismo e tolleranza politica e culturale, in questo senso, non sono disgiungibili dal rifiuto di ideologie, linguaggi e pratiche dichiaratamente fasciste come quelle del partito Forza nuova. L'università è probabilmente un luogo anomalo nel paese, anomalo perchè all'interno di esso la pratica democratica del dissenso trova posto, anomalo perchè la critica può essere esercitata pubblicamente. Un'anomalia positiva, dunque, che tiene assieme la comunità scientifica tutta e che fa dell'università uno spazio democratico da proteggere.

Era inevitabile, infine, che all'interno di questa campagna politica di linciaggio, si collocasse una sentenza del Gip (giudice per le indagini preliminari) che ha imposto gli arresti domiciliari non solo a due attivisti di Forza nuova, gli aggressori, ma anche ad Emiliano, studente della Sapienza aggredito. Chiedere la libertà di Emiliano significa riconoscere la differenza tra aggressori e aggrediti, significa dire la verità sui fatti accaduti alla Sapienza.



Primi firmatari:

Nanni Balestrini (poeta e scrittore), Erri De Luca (scrittore), Valerio Mastrandrea (attore), Serge Quadruppani (scrittore e traduttore), Sandro Mezzadra (docente universitario, Bologna), Adalgisio Amendola (docente universitario, Salerno), Sergio Bianchi e Ilaria Bussoni (casa editrice Derive Approdi, Roma), Gianfranco Morosato (casa editrice Ombre corte, Verona), Ugo Cornia (scrittore), Valerio Evangelisti (scrittore), Benedetto Vecchi (giornalista de il manifesto), Matteo Pasquinelli (ricercatore universitario, Londra), Carlo Formenti (docente universitario e giornalista), Franco Berardi Bifo (saggista), Agostino Petrillo (docente universitario, Milano), Tiziana Terranova (ricercatrice universitaria, Napoli), Adelino Zanini (docente universitario, Ancona), Augusto Illuminati (docente universitario, Urbino), Angelo Mastrandrea (giornalista de il manifesto), Girolamo De Michele (scrittore), Roberto Gramiccia (medico e scrittore), Gabriele Porro (giornalista, la Repubblica), Alessandro Pandolfi (docente universitario, Urbino), Wu Ming (scrittori), Andrea Fumagalli (docente universitario, Pavia), Christine Ferret (responsabile Centre des Ressources - Ambasciata di Francia, Roma), Veronica Raimo (scrittrice), Luisa Capelli (casa editrice Meltemi), Marco Bascetta (casa editrice manifestolibri), Raffaella Battaglini (autrice teatrale), Elena Vanni (attrice), Marco Philopat (scrittore), Massimo Gaudioso (sceneggiatore), Elio Germano (attore), Ottavio Marzocca (docente universitario, Bari), Pino Marino (cantautore e musicista), Anna Pizzo (giornalista, Carta), Pierluigi Sullo (giornalista, Carta), Luca Casarini (attivista e scrittore), Lanfranco Caminiti (giornalista), Tano D'Amico (fotografo), Raul Mordenti (docente universitario, Roma), Alberto Gianquinto (docente universitario, Roma), Sandro Chignola (docente universitario, Padova), Anna Simone (docente universitaria, Bari), Paolo Vernaglione (Laboratorio filosofico, Liceo Manara, Roma), Francesco Careri (gruppo Stalker e docente universitario), Luca Montuori (architetto), Riccardo Petrachi (architetto), Mario Gamba (giornalista), Antonello Sotgia e Rossella Marchini (architetti), Franco Ghione (docente universitario, Roma)



Nuove adesioni:

Daniela Bendoni (pittrice), Roberto Iovino (Coordinatore nazionale Unione degli studenti), Chicco Funaro (giornalista), Radio Kairos (Bologna), Anna M. Borghi (professore associato, università di Bologna), Francesco Zanotelli (docente universitario a contratto, Siena), Rita Ramberti (assegnista di ricerca in filosofia, Bologna), Claudia Scorolli (dottoranda, università di Bologna) Alessia Mariotti (geografia economico-politica, Università di Bologna), Luca Tornatore (dipartimento di astronomia, univ. di Trieste), Alessandro Arienzo (assegnista di ricerca, Napoli), Luca Tomassini (ricercatore, Roma), Alfredo Bertocchi (ricercatore Enea, Frascati), Cristina Centioli (ricercatrice Enea, Frascati), Claudio D'Aguanno (Enea Casaccia), Aldo Nunzi (tecnico Enea Casaccia), Lucia Pierlorenzi (architetto, Roma), Sergio Vaccaro (ricercatore Enea Casaccia), Agostino Letardi (entomologo Enea Casaccia), Arsen Palestini (dipartimento di Scienze Economiche, universita' di Bologna), Sandro Bellassai (Università di Bologna), Christian Picucci (attivista antirazzista), Paola Liberto (Arci Solidarietà Lazio), Carlo Moccaldi (giornalista Metropoli-Repubblica), Luca Leuzzi (ricercatore a TD, Roma) Giovanni Bazzocchi (tecnico-laureato, università di Bologna), Matteo Montanari (assegnista, università di Bologna), Francesca Scandellari (assegnista, università di Bologna), Vittorio Morandi (CNR, Bologna), Loredana Erra (dottoranda di Chimica, università di Salerno), Rossana De Simone (delegata CUB Bologna), Maria Cristina Sordilli (studentessa universitaria, Roma), Parsifal Reparato (studente specializzando in antropologia alla Sapienza), E-RETICOLETTIVO (Orbassano, provincia di Torino), Adriana Marafioti (biblioteca di filosofia della Statale di Milano), Giuseppe Panella (docente universitario, scrittore, Pisa), Riccardo Bellofiore (docente universitario, Bergamo), Domenico Fiormonte (ricercatore universitario, Roma Tre), Francesco Gnerre (scrittore, docente universitario, Roma Tor Vergata), Lothar Knapp (docente universitario, Osnabruck, Germania), Giuseppe Aragno (storico, Napoli), Alberto Pedro Di Santo (graphic designer, Cerenova), Marco Albertaro (storico, Torino), Alice Sotgia (ricercatrice, Parigi), Lelio La Porta (insegnante Liceo, Roma), Silvio Antonini (segretario e portabandiera ANPI, Viterbo), Ascanio Bernardeschi (Consigliere provinciale, Pisa), Andrea Fioretti (Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti_CUB, Roma) ...



Per firme e adesioni: roma@uniriot.org

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categoria:forza nuova, aggressione, università la sapienza
domenica, 15 giugno 2008




E’ arrivato Prontoperaio, l’operaio usa e getta!

 



BASTA CON GLI SCANSAFATICHE, CON I PIANTAGRANE, CON I SINDACATI, CON I CONTRIBUTI E LE FERIE PAGATE, CON L’ARTICOLO 18, CON LA 626, CON QUELLI CHE MUOIONO INVECE DI LAVORARE! DAI UN TAGLIO A LACCI E LACCIUOLI, USA PRONTOPERAIO, L’OPERAIO USA E GETTA! LAVORA SEMPRE E NON SI LAMENTA MAI! PER VOI NELLE CONFEZIONI “PRONTO ALL’USO”, GRAN RISPARMIO” E “GRAN RISERVA”, PER INTENDITORI!





Le nostre confezioni per voiprontop



Vuoi vedere i testimonials di questa campagna  e leggere i commenti ? vai  su:  Anagnirossa
martedì, 10 giugno 2008

In effetti è strano e preoccupante che del corteo romano del Gay Pride la Tv di Stato non abbia praticamente dato notizia, sebbene per la prima volta sia stata negata la storica Piazza San Giovanni, sebbene un gruppo di picchiatori abbia cercato di insinuarsi nel corteo per provocare disordini, sebbene in contemporanea sia accaduto l'ennesimo pestaggio di due omosessuali. E' strano, perché i media in passato hanno abitualmente trasmesso immagini del corteo anche solo per fare "colore" e questa volta, in più, c'era la novità della mancata sponsorizzazione del Ministero delle Pari Opportunità e il mancato appoggio del Comune di Roma, tutti fatti che nel clima politico dell'immediato dopo-elezioni romane e del nuovo governo avrebbe reso la notizia sufficientemente ghiotta, secondo gli standard giornalistici, da dedicarle qualche minuto con l'inevitabile corollario di interviste a uomini della vita politica e civile.  E' preoccupante  perché sappiamo che ignorare un evento nel palinsesto televisivo è come negare che quell'evento sia accaduto e condannare al silenzio chi con un corteo vuole portare all'attenzione pubblica la rivendicazione di un diritto. Quello che oggi è accaduto con il Gay Pride, domani può accadere con qualunque iniziativa che disturbi i grandi manovratori, pensiamoci prima che sia troppo tardi.


segue comunicato di Facciamo Breccia



ROMA PRIDE 2008:

IL VATICANO OCCUPA L’ITALIA,

FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO



Si è svolto il 7 giugno a Roma il Pride a cui hanno partecipato oltre 200.000 persone.

Alla manifestazione era stata negata Piazza San Giovanni, storica piazza dei movimenti, con la scusa che all’interno della chiesa doveva esibirsi un coro di preti cattolici. Una decisione istituzionale che ha confermato la volontà di negare agibilità politica a chi non si piega ai diktat del governo di

destra e del Vaticano, oggi più che mai alleati. Per questo durante il Pride il coordinamento “Facciamo Breccia-No Vat” ha reagito occupando simbolicamente piazza San Pietro, nel territorio dello Stato del Vaticano (Santa Sede).

Sono stati aperti degli striscioni con scritto: “San Giovanni negata, occupiamo San Pietro”, “No Vat”,  “Facciamo Breccia”.

La polizia italiana è intervenuta fermando e identificando 13 attivisti di Facciamo Breccia-NO VAT, nonché dei fotografi professionisti a cui sono state cancellate le foto, ed addirittura dei turisti che avevano le macchine fotografiche.

Contemporaneamente, l'azione veniva rivendicata dal palco del Pride in piazza Navona. Immediatamente alcune agenzie di stampa avevano pubblicato la notizia, che però è stata poco dopo oscurata, con una logica di censura da regime.



Facciamo Breccia denuncia la deriva autoritaria e fascista italiana. E’ da qui che nascono le aggressioni sempre più frequenti contro gay, lesbiche e trans, ma anche la violenza sulle donne e le persecuzioni contro i/le rom e sinti e contro chi arriva da paesi impoveriti.

Proprio mentre era in corso il Pride romano, sulla linea circumvesuviana nei pressi di Napoli due ragazzi venivano aggrediti e massacrati in quanto gay. Un mese fa a Verona un ragazzo è stato ammazzato da estremisti di destra solo perché aveva i capelli troppo lunghi. Le aggressioni alle trans e alle/i migranti sono ormai gli effetti quotidiani della (in)cultura dell’odio per chiunque sia identificato come ‘diverso’.

In questo quadro abbiamo scelto di diffondere la notizia e il video sulla nostra azione di protesta come un piccolo ma significativo atto di resistenza in un paese dove il rafforzarsi del legame tra repressione istituzionale, violenza squadrista e integralismo cattolico stanno aprendo definitivamente la strada ad un regime autoritario.



Un video con le immagini dell’azione con la radiocronaca in diretta curata da “Radio Onda Rossa" è presente sul web e vi si accede dalla prima pagina del nostro sito
www.facciamobreccia.org



Coordinamento Facciamo Breccia









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categoria:facciamo breccia, groma pride 2008