giovedì, 31 gennaio 2008

Dopo le polemiche seguite alla lettera firmata dai 63 docenti, la candidatura di Maiani, uno dei firmatari, alla guida del CNR era stata messa in dubbio dalla componente cattolica del governo.


dal sito www.flcgil.it 


CNR: Maiani riceve l’o.k. come Presidente


Dopo la designazione del Consiglio dei Ministri, nelle giornate del 29 e 31 gennaio 2008 le Commissioni Cultura del Senato e della Camera hanno espresso parere favorevole alla nomina del Prof. Luciano Maiani a Presidente del CNR.

La FLC ritiene importante che tale nomina sia avvenuta a valle di una selezione effettuata da una commissione della comunità scientifica.

il metodo, già utilizzato per ASI e INAF, e ora reso obbligatorio dalla legge di riforma degli Enti di ricerca, segnala la volontà della politica di fare un passo indietro e viene valutato in modo estremamente positivo dalla comunità scientifica internazionale.

Ora ci aspettiamo che il più grande ente pubblico di ricerca venga rilanciato e possa tornare ad assumere quel ruolo centrale per la ricerca di cui il Paese ha urgente bisogno e che la professionalità e le competenze del suo personale, stabile e precario, gli permettono di avere.



Roma, 31 gennaio 2008

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categoria:cnr , maiani
mercoledì, 30 gennaio 2008

 La sensibilità dei laici nei confronti dei diritti umani e civili e delle minoranze sadicamente perseguitate dai fondamentalisti religiosi di ogni genere è in tumultuoso aumento. In poche ore infatti una petizione, lanciata per salvare la vita di due omosessuali iraniani,  ha raccolto seimila firme provenienti da ogni angolo del mondo. 
Dopo la petizione a sostegno dei sessantasette docenti della Sapienza, pesantemente ingiuriati per aver esercitato il loro diritto di dissentire da una decisione presa dal rettore, oggi si presenta loro un'altra occasione per compattarsi e dimostrare la superiorità della concezione laica della vita sulla barbarie delle religioni, che si ostinano a considerare l'omosessualità contraria ai piani di Dio e pertanto sanzionabile con le punizioni corporali e la lapidazione.
Hanzeh e Loghman sono due omosessuali iraniani, che, come Pegah - la giovane che ha rivolto un appello alle autorità del Regno Unito perchè le concedano asilo politico e non la consegnino ai suoi giustizieri - rischiano la vita perché l'ordinamento giuridico del loro Paese 
prescrive che l'uomo si deve piegare ai dettami della religione. 

Leggi la petizione per salvare la loro vita e firmala.  

http://www.petitiononline.com/irangay/petition.html

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mercoledì, 30 gennaio 2008

L'elenco dei docenti universitari sottoscrittori dell' Appello dei docenti in solidarietà con i colleghi e gli studenti della "Sapienza" di Roma  continua ad arricchirsi di nuove adesioni.


Alle ore 22 del 29 gennaio sono state raggiunte 1453 firme.


Per aderire inviare una email all'indirizzo : g.galilei2008@gmail.com

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lunedì, 28 gennaio 2008

da LA STAMPA del 27 gennaio, un articolo di LORENZO MONDO


Fiera del Libro e sciocchezze bipartisan



Per quanto screditati, esistono gruppuscoli che si accaniscono come tarli contro la Fiera del libro di Torino. Rodete, rodete, qualche cosa resterà. I responsabili della manifestazione sono accusati di sprovvedutezza o insolenza per avere invitato come ospiti d’onore, con l’assenso delle autorità garanti, gli scrittori israeliani. Il capo dei comunisti italiani in Piemonte, mobilitando esigue frange del mondo arabo, ha chiesto che fosse affiancata a Israele anche l’Autorità nazionale palestinese.



La pretesa, oltreché intellettualmente rozza, appare viziata, dietro l’ostentato buonsenso, da una inguaribile faziosità. Siamo ancora costretti a rammentare che la civiltà del libro (di questo in realtà si parla) non sopporta posizioni bipartisan, ma è universalmente inclusiva. Tutti sono chiamati a leggere tutto. La scelta come ospite, non di una nazione ma di una particolare letteratura, ubbidisce a ragioni contingenti che, oltre a tenere conto dello spessore di una cultura, si dichiarano aperte a una equanime rotazione (l’anno prossimo, ad esempio, toccherà all’Egitto).



Ma non si può neanche trasformare la Fiera in un deliberato arengo politico-ideologico, che soffocherebbe in partenza la voce pacata del libro a vantaggio della propaganda. Nessuno si nasconde che l’infiammata situazione del Medio Oriente troverà eco negli scrittori israeliani presenti a Torino. Tocca alla loro sensibilità fare buon uso della circostanza. Ma si dà il caso, a smontare ogni preconcetto livore, a rincuorare sulla nobiltà della letteratura, che gli autori più eminenti, come Yehoshua, Oz, Goldman, Appelfeld non lesinano critiche severe al loro governo proprio sulla questione palestinese.



A meno che ai contestatori, ai fautori di una paritaria presenza in Fiera, dia ombra il fatto che ricorre quest’anno il sessantesimo anniversario della nascita di Israele. Una nazione alla quale, nonostante gli addebiti politici che le si possono muovere, non si saprebbe negare, da queste parti, piena legittimità. In verità, non giova alla causa palestinese, alle sue condivisibili ragioni, la contrapposizione aspra tra libro e libro. Non ha nulla da guadagnare affidandosi alla promozione - figuriamoci - di personaggi come il torinese Vincenzo Chieppa o il suo capo Marco Rizzo.




L'invito agli scrittori israeliani ha aperto un dibattito in merito alla scelta della Fiera del Libro di Torino 2008 che ha coinvolto anche IL MANIFESTO  .  Giovedì 24 gennaio VALENTINO PARLATO si era pronunciato contro il boicottaggio lanciato da chi vede in questa presenza un implicito e diretto sostegno alla politica israeliana, con il seguente articolo:


Un boicottaggio sbagliato 




La Fiera internazionale del libro di Torino avrà il suo svolgimento dall'8 al 12 maggio, ma già sta scatenando discussioni e polemiche, che hanno investito anche il nostro, tenace e tollerante, collettivo. La fiera si apre nel 60° anniversario della fondazione dello stato di Israele e quindi, inevitabilmente, si riapre la questione palestinese. Dopo la seconda guerra mondiale e il massacro degli ebrei, riconoscere agli ebrei il diritto ad avere un territorio e uno stato era obbligatorio. Anche Stalin fu a favore della costruzione dello stato di Israele, contraria - e non è affatto secondario - fu l'Inghilterra la quale - è una mia memoria personale - per sostenere che il mondo arabo non avrebbe accettato uno stato ebraico favorì grandi manifestazioni di opposizione, e a Tripoli (dove allora abitavo) un sanguinoso pogrom antiebraico nella complice indifferenza delle autorità militari britanniche.


La polemica che si è aperta oggi, è sul boicottaggio di questa Fiera del Libro, che dà a Israele un posto d'onore con il rischio di una legittimazione letteraria della sua politica. Dico subito che non ho nessuna posizione di principio contro il boicottaggio, contro i bianchi razzisti sudafricani era più che giusto. C'è boicottaggio e boicottaggio e, quindi, sono del tutto contrario al boicottaggio di questa fiera del libro (il libro va sempre rispettato) e contro lo stato di Israele. Gli israeliani - che sono sempre ebrei - per quanti torti abbiano nei confronti del popolo palestinese non sono in alcun modo paragonabili ai razzisti sudafricani e poi - un poi che non possiamo dimenticare e sul quale noi europei e quelli di noi che si dichiarano cristiani e cattolici - c'è la storica persecuzione del popolo ebraico, ci sono i ghetti e i campi di sterminio. E qui mi torna buono ricordare quel che mi disse in un'intervista al manifesto il Rabbino capo di Roma. Nel ghetto di Varsavia l'ultimo canto che gli ebrei intonarono fu l'Internazionale. Poi furono massacrati dai tedeschi.


Quindi profittiamo di questa Fiera internazionale del libro di Torino per discutere, per criticare la politica dello stato di Israele, per difendere i diritti dei palestinesi, che in questi territori sembrano diventati i nuovi ebrei. Discutiamo, scontriamoci, ma mandiamo al diavolo il boicottaggio. Non solo perché gli israeliani sono ebrei e non afrikaner, ma anche perché il boicottaggio è muto. È un no senza argomenti. A Torino ci saranno scrittori ebrei di grande levatura e con loro dobbiamo discutere, ragionare, polemizzare, difendere i diritti del popolo palestinese. Mi rendo conto delle paure ancestrali della gente di Israele. Mi rendo conto della loro paura - me lo disse un bravo ambasciatore di Israele a Roma - di essere i nuovi crociati. Credo di capire, ma Israele deve essere più ebrea con i palestinesi. Li deve sentire parenti stretti. Ma proprio per tutto questo il boicottaggio serve solo a fare il danno dei palestinesi e degli israeliani.



L'articolo di PARLATO ha sollevato le proteste ( riportate dal  sito Informazione Corretta  e leggibili domani in chiaro sul Manifesto) di vari lettori del quotidiano, a cui è seguita ieri, sempre sul MANIFESTO ,la risposta di PARLATO:


La mia nota, sul manifesto del 24 gennaio, contro il boicottaggio alla Fiera del libro di Torino, ha provocato molte reazioni negative, tutte - schematizzo - concentrate su un punto: lo stato d'Israele perseguita i palestinesi e quindi è giusto e doveroso boicottare la sua presenza alla Fiera del libro. Le lettere sono molte. Non è possibile pubblicarle tutte e alcune ho dovuto tagliarle. Chiedo scusa e vengo alla risposta.

Innanzitutto ringrazio perché la discussione che si apre è seria e coinvolgente, e dovrebbe continuare. Certo l'attuale comportamento d'Israele porta acqua al mulino dei miei critici, ma possiamo destoricizzare la questione? Caro Michele la persecuzione degli ebrei in tutto il mondo non è un mito del recente passato.

La persecuzione è antica e noi cristiani siamo intervenuti con «il popolo deicida», responsabile della crocifissione di Gesù Cristo e poi, vado a memoria, la cacciata dalla Spagna a opera della cattolica Isabella e per ultimo (ma non definitivo) la Shoah . Insomma - penso io - che sarebbe un grave errore destoricizzare la questione ebraica e ridurla solo allo stato d'Israele, perché, peraltro, sempre a mio parere, contrasta con l'essenza dell'ebraismo, che è la diaspora. Insomma non possiamo ridurre la questione ebraica all'attuale stato d'Israele, che pure è un'espressione dell'ebraismo.

E poi - aggiungo - dovremmo sforzarci di una riflessione storica anche sui palestinesi, che - sempre a mio parere - sono gli ebrei del mondo arabo: intelligenti e perseguitati; dall'imperialismo occidentale e dalla feudalità araba. Tanto che io credo che la formula «due popoli uno stato», cioè uno stato ebreo-palestinese sarebbe la soluzione naturale, ma impossibile nel contesto dello scontro tra i poteri internazionali forti. Uno stato ebraico-palestinese (lo propone Gheddafi) sarebbe una grande innovazione di pace, ma nell'attuale contesto è impossibile.

In tutti i modi critichiamo Israele e la sua politica, ma rinunziamo all'arma del boicottaggio, che ci riporta indietro nei secoli e va contro gli scrittori israeliani che criticano aspramente in governo.



p.s. E poi se vogliamo complicare la cosa ancora di più rileggiamoci «Il problema ebraico» di Karl Marx.




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lunedì, 28 gennaio 2008

La Petizione Solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere iniziata alle ore 17 del 16 gennaio si è chiusa alle ore 19 del 25 gennaio, ha raggiunto 20.304 firme. Gli organizzatori, controllate ed eliminate le firme invalide, comunicheranno a breve il risultato definitivo.


Resta attivo il blog appellolaico.wordpress.com


Il 25 gennaio alle ore 23 l' Appello dei docenti in solidarietà con i colleghi e gli studenti della "Sapienza" di Roma  ha toccato quota 1253


Per aderire scrivere a: g.galilei2008@gmail.com


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venerdì, 25 gennaio 2008

La petizione Solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere ha raggiunto in questo momento 20.301 firme. Si può firmare la petizione tramite il sito: http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html


Fino ad oggi 1.154 docenti universitari hanno sottoscritto l' Appello di Solidarietà con i colleghi (e gli studenti) della "Sapienza" di Roma. Per aderire scrivere a: g.galilei2008@gmail.com



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categoria:appello, , petizione, laicità, università la sapienza
venerdì, 25 gennaio 2008

Boom. Splash. Eco di un suono sordo. È caduto il governo


Scritto da Alteredo


venerdì 25 gennaio 2008


Boom. Splash. È caduto il governo. È caduto quel governo che aveva promesso una legge sulle unioni civili: pacs o dico, o dimmi pure tu come chiamarli. È caduto il governo e a fargli lo sgambetto è stato quel centro cattolico tanto, troppo, a lungo rincorso.

Boom. Splash. È caduto il governo. È caduto quel governo che non ha fatto una legge sul testamento biologico e che ha fatto morire Piero Welby tra le polemiche invece che con la comprensione di un abbraccio fraterno. E che molto probabilmente sarà rimpiazzato da gente che a Welby gli avrebbe volentieri sparato nel cuore solo per non farlo più essere un simbolo di libertà.

Boom. Splash. È caduto il governo. E il governo che verrà sarà peggio, probabilmente. Perché non solo non farà – come questo – le leggi che noi laici chiediamo. Ma non discuterà nemmeno se farle. Perché oggi, il caso La Sapienza insegna, anche parlare è diventato contrario al buon costume.


continua su Alteredo



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categoria:cattolici, governo, laici
giovedì, 24 gennaio 2008

Mercoledì 30 gennaio il Circolo di Genova di LIBERTA' E GIUSTIZIA organizza  con il patrocinio del Comune di Genova  alle ore 17.30 presso l'auditorium di Palazzo Rosso (ex  Sala Garibaldi) l'incontro su


                       Bioetica e convivenza civile


discutono:  Maurizio Mori (Università di Torino) Franco Henriquet (Associazione Gigi Ghirotti)


conduce:   Silvia Neonato (Il Secolo XIX)


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categoria:genova, bioetica, libertà e giustizia
giovedì, 24 gennaio 2008

La petizione Solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere

ha raggiunto ad ora 19.287 firme


L'appello Solidarietà con i docenti (e gli studenti) dell'Università di Roma è stato sottoscritto fino a questo momento da 1.102 docenti


per firmare la petizione : http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html


per sottoscrivere l'appello : g.galilei2008@gmail.com

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mercoledì, 23 gennaio 2008

Solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere




a quest'ora sono state raggiunte 17340 firme




sostieni anche tu la petizione:




http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html




 






L'appello di solidarietà con i colleghi (e gli studenti) dell'università di Roma

 




 è stato sottoscritto fino a questo momento da 1015 docenti universitari



Per aderire scrivere, precisando nome, cognome, disciplina e sede istituzionale, all'indirizzo. La lista dei firmatari sarà via via aggiornata sul sito.




mailto:g.galilei2008@gmail.com






 


 

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