lunedì, 31 dicembre 2007

Dal blog di paolida (505) - Lunedì, 31 Dicembre 2007


Sono morti tutti, uno dopo l’altro e non si sa se inserire la notizia in quale canale, quello dell’economia, del diritto, delle questioni sociali o della politica, mentre sui giornali impazzano Dini, Carla Bruni, Ratzinger, le rottamazioni e i sondaggi sui chili di panettone mangiato durante le feste.



Propongo a Fai Notizia di dedicare la giornata del 31 dicembre solo a commenti e segnalazioni sulla vicenda Thyssen



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categoria:morti sul lavoro, thyssen
domenica, 30 dicembre 2007
Un articolo segnalato da Franca Corradini (fainotizia.radioradicale) su  A Scuola di Bugie
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mercoledì, 26 dicembre 2007





Organizzatori: Gruppo Italiano dell'Internazionale Liberale

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categoria:laicità
lunedì, 24 dicembre 2007



Tre ragioni per abolire il Concordato  di  Mario Patrono


Oggi sono cinque i Paesi dell’Europa occidentale in cui è in vigore un Concordato: lo è in Germania, lo è in Austria, lo è in Spagna, lo è in Portogallo, e lo è in Italia.

L’attuale Concordato, in ciascuno dei cinque Paesi, ha il suo diretto ascendente in un primitivo Concordato che lo Stato totalitario stipulò con la Santa Sede nel periodo in cui era al potere in quei Paesi.

Si tratta:

- per la Germania, del Concordato con il Reich germanico e cioè con la Germania nazista, del 20 luglio 1933, successivamente “transitato” nell’ordinamento giuridico della Repubblica federale tedesca a seguito di una sentenza del Bundesverfassungsgericht del 1955, che ne proclamò ufficialmente la sussistenza e il valore;

- per l’Austria, del Concordato del 3 giugno 1933, concluso “in prevenzione” quando già si addensavano su quel Paese le nere nubi del nazismo, Concordato che aveva cessato di essere applicato negli anni dell’Anschluss, ma dichiarato reviviscente dal Governo austriaco nel 1957, e successivamente aggiornato e rivitalizzato attraverso consecutive convenzioni;

- per il Portogallo, del Concordato “salazariano” del 7 maggio 1940, successivamente aggiornato (ma non sostituito) dal nuovo Concordato del 18 maggio 2004;

- per la Spagna, del Concordato “franchista” del 27 agosto 1953, successivamente aggiornato per effetto di cinque diversi “Accordi” conclusi con la Santa Sede, nel periodo dal 1976 al 1979;

- per l’Italia, dei Patti lateranensi e cioè del Trattato e del connesso Concordato, stipulati tra il Governo fascista e la Chiesa cattolica l’11 febbraio 1929, tuttora vigenti in quanto ad essi continua a richiamarsi testualmente l’articolo 7, secondo comma, della Costituzione (e come del resto ha stabilito la stessa Corte costituzionale con la sent. n. 421/1993), benché nel 1984 sia intervenuto un “Accordo” che apporta modificazioni al Concordato del 1929.

l'articolo continua su Mondo Operaio

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categoria:abolizione del concordato
lunedì, 24 dicembre 2007



MANIFESTO 'LIBERTA' PER ELUANA



Dal blog di Sedemuro (18) - Sabato, 22 Dicembre 2007 - 1:53pm


Cari amici e compagni,



ieri pomeriggo alle ore 15,30 circa presso il Caffè Diaz in Piazza Diaz a Lecco si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del Manifesto ‘Libertà per Eluana’, documento che, partendo dalla elementare riaffermazione di un diritto sancito dalla Costituzione e da ben due documenti Europei di grande importanza Internazionale quali La Carta dei Valori e la Convenzione di Oviedo, vuole sensibilizzare e mobilitare sulla difesa della libera scelta in campo medico.



Il Manifesto, redatto dalla Cellula Coscioni Lecco, in collaborazione con il Prof. Pocar ed il Prof. Corbellini, vede quali promotori, oltre ai citati Professori, altri conosciuti studiosi di Bioetica quali la Professoressa Lalli, il Professor Neri ed il Professori Mori: si annovera ancora tra i promotori l’On.le Lucia Codurelli e L’On.le Marco Cappato, Mina Welby, Maria Antonietta Farina Coscioni, il Dott. Silvio Viale, il Segretario Generale della CGIL Lecco Alberto Anghileri e la Consigliera Provinciale Irene Riva, oltre ai due Coordinatori della Cellula Coscioni Lecco in rappresentanza di tutti i suoi componenti.



Cliccando qui



potrete leggerlo e, condividendolo, aderirvi inviando una mail dal link allegato, indicando Nome Cognome e città di provenienza ed eventualmente un messaggio che verrà pubblicato in una pagina dedicata.



Sergio De Muro



co-Coordinatore Cellula Coscioni Lecco.



MANIFESTO



‘LIBERTA’ PER ELUANA’



Sostenuti dal diritto alla libertà di scelta personale sulle cure e sulle decisioni in campo medico sancito dall’art. 32 della Costituzione Italiana, dall’art. 3 della Carta dei Diritti Fondamentali della Unione Europea e dalla Convenzione di Oviedo;



Forti della convinzione che, in questa fase della storia della nostra Repubblica, questo diritto, che dovrebbe essere intangibile e di naturale e ovvia applicazione, incontra, attraverso un’opera continua di delegittimazione e negazione, grandi difficoltà nella sua normale pratica attuazione;



Sconcertati dall’evidenza che siano proprio le istituzioni, che prima di tutti dovrebbero tutelarne il rispetto a livello giuridico, l’attuazione in ambiente medico e fornire gli strumenti per dispiegarne al meglio le loro funzioni a livello legislativo, a limitare, se non a ostacolare il godimento di tale diritto fondamentale;



Noi promotori del presente Manifesto ci impegniamo a mobilitare e sollecitare le forze politiche e culturali disponibili per



* fare in modo che cessi il persistere dell'inadeguatezza, della latitanza e dell'ostruzionismo da parte delle istituzioni preposte all'attuazione, alla tutela e al rispetto di questo diritto fondamentale volto alla difesa della dignità ed integrità della persona;







* agire affinché la discussione sullo strumento della dichiarazione anticipata di volontà in ambito sanitario e della nomina di un rappresentante, in caso di incapacità, (conosciuto come Testamento Biologico) riprenda il suo iter in Parlamento e, finalmente, metta a disposizione delle persone questo fondamentale strumento, oltre a quello del consenso informato, a tutela della volontà e della libertà di scelta di tutte le persone.

A tale scopo affermiamo di voler sostenere la richiesta della famiglia di Eluana Englaro affinché il diritto di libera scelta, chiaramente e palesemente da lei espresso quando era nel pieno possesso delle sue facoltà, sia rispettato.



Di conseguenza ci impegniamo a



* mantenere viva l'attenzione dell'opinione pubblica sulla vicenda di Eluana e di tutti coloro che, come Eluana, sono vittime di decisioni imposte e non volute;



* denunciare pubblicamente l'inaccettabile discriminazione cui è sottoposta Eluana per effetto della sua incapacità a pronunciarsi.

Sollecitiamo l’ adesione a questo Manifesto da parte di tutti coloro che hanno a cuore la vicenda di Eluana e, più in generale, il diritto all’autodeterminazione nel campo delle cure e della salute, componente essenziale del diritto alla libertà e alla dignità.

giovedì, 20 dicembre 2007

Alla Liguria il primato italiano dei matrimoni civili.


Ultimo sondaggio Istat: in Liguria il 50,6 % dei matrimoni è celebrato con rito civile (contro la media nazionale del 34,4). Sconfitto per la prima volta il primato dei matrimoni celebrati con rito religioso.


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categoria:liguria, matrimonio civile
mercoledì, 19 dicembre 2007

dal sito sindacale GILDA degli INSEGNANTI 


Brevi dal MPI. Incontro del 12 dicembre 2007

a cura di Franco Capacchione



" Finalmente entra nel vivo la mobilità, affrontando più questioni relative ai vari istituti contrattuali durante l' incontro che si è protratto fino a sera. La nostra delegazione comprende stabilmente il Segretario Generale dello SNADIR, fondamentale per tutte le questioni attinenti gli IRC, per i quali per la prima volta si sta regolamentando la mobilità definitiva. Ci è stata consegnata una bozza, frutto delle posizioni assunte dal MPI e da quanto emerso a tutt' oggi in sede di confronto. "







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categoria:irc , snadir, sindacato gilda
martedì, 11 dicembre 2007

L'ennesima violazione della Costituzione

La nostra Costituzione viene violata senza tregua da tutte le maggioranze per concedere alla chiesa cattolica denaro e privilegi inconcepibili in uno Stato laico, oltre che odiosi, in quanto concomitanti con il sempre più rapido aggravarsi delle condizioni economiche degli italiani.
L'Associazione Nazionale "Per la Scuola della Repubblica" e altre organizzazioni similari hanno presentato un ricorso al TAR del Lazio contro il Decreto Ministeriale del 21 maggio 2007, con cui il Ministro della Pubblica Istruzione, in violazione dell'articolo 33 della Costituzione, che riconosce il diritto di istituire scuole paritarie "senza oneri per lo Stato",  ha definito i criteri per l'assegnazione dei fondi statali a queste scuole. 
Come se non bastasse la pioggia di euro che impingueranno le loro casse, è stata riconosciuta loro la funzione pubblica, con l'obbiettivo di far passare i futuri finanziamenti come contributi finalizzati al sostegno della stessa funzione.
Per tutta risposta i beneficiari del provvedimento hanno già fatto sapere che sono pronti a denunciare che quei soldi non sono assolutamente sufficienti a pagare i nuovi corsi per il recupero dei debiti formativi alle superiori. 
Sembra assurdo che non si trova il modo di chiudere i contratti delle numerose categorie di lavoratori che stanno scioperando da settimane o di ripristinare le norme di sicurezza  sul lavoro, il cui mancato rispetto ha fatto perdere la vita a tanti operai, ma, se si tratta di fare nuove concessioni alla chiesa, il problema sparisce come per incanto.
Gli italiani sono stati abbandonati a se stessi, i problemi crescono giorno dopo giorno e nessuno si fa carico della loro soluzione, alla criminalità, alla droga, alla immigrazione selvaggia e alla TV spazzatura sembra non esserci rimedio. Il futuro dei giovani è sempre più incerto. La vita sociale e culturale non sono mai scese tanto in basso.
E' stato il servilismo nei confronti del clero a ridurci in queste condizioni. Gli uomini politici non desistono tuttavia dalla loro opera di clericalizzazione della società. Siamo arrivati al punto che le gerarchie ecclesiastiche dettano loro l'agenda politica e guai se non la rispettano. 
A questo punto gli italiani farebbero bene a chiedersi qual è la ratio di un comportamento così inesplicabile. 

trotzky.splinder.com

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lunedì, 10 dicembre 2007

L'articolo di Alessandro Dal Lago, intitolato Laicità : i cittadini e i diritti , apparso sull'ultimo numero di MICROMEGA, è stato ripreso e pubblicato dal quotidiano genovese "IL SECOLO XIX" ed è leggibile on line su sito:


http://rassegnaweb.comune.genova.it

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categoria:diritto, laicità, dallago
sabato, 08 dicembre 2007

 Una sfida vitale


 


 In occasione del 59° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il CEDU (1)  ha presentato, il 6 dicembre nella Sala Stampa della Provincia di Genova alle ore 11.30,  un’ anteprima del kit didattico “I diritti umani, l’educazione e la comunicazione”  e, in particolare il documentario d’inchiesta “Una sfida vitale”.


L’inchiesta è il risultato di un corso interfacoltà (2) tenuto nel maggio 2007 dal titolo “Informazione e diritti umani”, organizzato dal CEDU in collaborazione con il Centro per lo Sviluppo Istituzionale dell’Università di Urbino e con alcune Facoltà dell’Università di Genova,  con Amnesty International, la Provincia di Genova, l’Ordine dei Giornalisti della Liguria e l’Associazione Ligure dei Giornalisti.


 


Il kit didattico, che sarà presentato alle scuole della provincia di Genova il giorno 10,  è stato  realizzato allo scopo di fornire, anche a docenti e studenti degli istituti superiori, materiali d’informazione e riflessione in merito ai diritti dell’uomo. 


L’idea portante del progetto è che non sia sufficiente rivendicare il rispetto dei diritti umani da parte degli enti pubblici, dei governi, delle organizzazioni internazionali, ma che si debba educare gli individui al rispetto di questi diritti, perché, come ha scritto Yves Ternon, “sono degli uomini e non delle entità astratte a commettere i crimini” (2).


 


Denunciare in astratto la tortura, le persecuzioni o le discriminazioni per ragioni religiose, politiche o etniche è relativamente semplice, più complesso appare, invece, educare gli studenti ad accettare la diversità che rompe il quadro ordinario delle loro abitudini o credenze e renderli consapevoli che il concetto di  “normalità”, a cui così spesso la vulgata giornalistica fa riferimento, non fa che assolutizzare in un determinato tempo e luogo un semplice dato statistico.


 


Compito davvero arduo, se a fare confusione su questi temi talvolta sono anche i migliori, come si può constatare dalle parole di Giuseppe Tamburrano che, nella lettera pubblica inviata alla rubrica di Corrado Augias su “La Repubblica” (3) polemizza con Massimo D’Alema che ha dichiarato di essere contrario al matrimonio tra omosessuali perché “il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione” e anche perché “offenderebbe il sentimento religioso degli italiani [per i quali] è pure un sacramento”.  Scrive Tamburrano  “Sono anch’io contro il matrimonio tra omosessuali per rispetto delle leggi naturali. Ma non per il rispetto di pretese leggi religiose”..


A dire il vero stupisce in uno storico del calibro di Tamburrano questa confusione tra natura e cultura, perché se la riproduzione è un fatto naturale, in quanto conseguenza possibile e probabile di un accoppiamento eterosessuale, il matrimonio è un’istituzione del tutto culturale e pertanto soggetta come ogni istituzione culturale alle modifiche che nel tempo appaiano  necessarie o desiderabili.


 


Questo esempio ci permette di comprendere quanto il cammino da percorrere sia ancora lungo e difficile, in particolar modo per chi opera nella scuola, un’istituzione che risente più di altre del clima ideologico del momento e del suo storico ritardo nel recepire i mutamenti sociali: da quelli della plurietnicità, alle differenze sessuali e religiose. Tuttavia la lotta contro le discriminazioni e il pregiudizio non può che partire dall’educazione.


 


A sua volta l’educazione si fonda sulla conoscenza e la conoscenza non può prescindere dall’informazione. Allo stato attuale il nostro sistema scolastico si mostra del tutto inadeguato a fronteggiare la valanga di notizie, spesso contraddittorie o svianti, che quotidianamente si abbattono dallo schermo televisivo nelle nostre case. Il grand guignol delle guerre, degli attentati, degli omicidi efferati, paradossalmente inframmezzati da spot pubblicitari, quiz televisivi, reality e show di prima serata, frullano in un unico contenitore (la nostra testa) lacrime, sangue, agnizioni e vincite milionarie e poiché, come ha scritto qualcuno “il sangue si secca presto nella storia”, dopo qualche settimana non resta che un pallido ricordo del chi, del dove, del perché e di come è cominciata, mentre già una nuova tragedia incombe alle porte, più esotica, più cruenta, più spettacolare ancora.


E non è una questione di programmi che “non arrivano a…” o che “si fermano a…”,  è una questione più profonda, legata ad una scuola che non insegna a leggere il documento originale ma solo la sua interpretazione, che non trasmette il piacere della ricerca e della scoperta e che educa, invece, alla ripetizione e al conformismo , contribuendo così a ingrossare le fila degli spettatori passivi e dei fruitori ideali della pubblicità e della propaganda.


 


Ben venga, quindi, l’iniziativa del CEDU, che vuole promuovere la riflessione su come diffondere l’educazione ai diritti, su come avvalersi dei media in quanto veicoli dello sviluppo umano e della democrazia e su come contrastare la tendenza in atto ad usarli quali strumenti di disinformazione e di omologazione. Tutti i nostri auguri pertanto ai coraggiosi realizzatori di questa iniziativa.


 


 


note


 


(1) Il CEDU, Centro per l’ Educazione ai Diritti Umani,  è una Onlus nata nel marzo 2004, che aderisce al Centro per lo Sviluppo Istituzionale che ha sede presso la Facoltà di  Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.


(2) Tra gli argomenti del corso: la violenza contro le donne, i minori migranti detenuti, l’educazione ai diritti nell’epoca della guerra al terrore, il commercio delle armi, lo stato dell’informazione in Italia, la comunicazione e i diritti umani.


(3) Y.Ternon – Lo Stato criminale. I genocidi del XX secolo. – Casa ed. Corbaccio, Cuneo 1997, pag. 44


(4) La Repubblica, 5 dicembre 2007, pag.28


 


 


 


 


 


 


 


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categoria:scuola, diritti umani, cedu