venerdì, 28 settembre 2007

...la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all'anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell'otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell'ora di religione ("Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire", nell'opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c'è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all'ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell'ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un'inchiesta dell'Unione Europea per "aiuti di Stato". L'elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l'Ici (stime "non di mercato" dell'associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l'elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l'Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all'anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all'anno, più qualche decina di milioni.



La Chiesa cattolica, non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani come il sistema politico.


leggi articolo su La Repubblica

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venerdì, 28 settembre 2007

Global Corruption Report 2007



Notizia inviata da paolida (317) 22 min 24 sec fa


Presentato mercoledì a Londra e Berlino da Transparency International il Rapporto annuale internazionale sull’indice di percezione della corruzione in 179 paesi (erano 163 nel 2006). Finlandia, Danimarca e Svezia risultano le nazioni più virtuose. Ben collocate nella graduatoria, inversamente proporzionale all’indice di corruzione, Nuova Zelanda, Singapore, Islanda e Paesi Bassi. La Gran Bretagna si posiziona al 12° posto, seguono Germania al 16°, Giappone al 17°, Francia al 19° , Stati Uniti al 20°, Spagna al 25°, Italia al 41°, Turchia al 64° , Russia al 143°. Brasile e Cina sono classificate al 72° posto.



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domenica, 23 settembre 2007

Da luglio l’ UAAR e i cittadini italiani possiedono un nuovo strumento per combattere le battaglie per la difesa della laicità .


Cari amici,



la notizia non è recente, ma voglio proporla ora che tutti siamo ormai tornati dalle vacanze.



L'UAAR è stata riconosciuta come Associazione di Promozione Sociale ed iscritta nel relativo registro nazionale delle APS con decreto del Ministero della solidarietà sociale n. 155/II/2007 del 13 luglio 2007, a firma del Direttore generale della Direzione generale per il volontariato, l'associazionismo e le formazioni sociali.



Questo per noi rappresenta un traguardo importantissimo perché, nei casi di conclamata discriminazione nei confronti di chi non si allinea con la confessione cattolica, l'associazione può prendere le difese del singolo cittadino discriminato.



Si realizzerà così il primo scopo UAAR:



tutelare i diritti civili degli atei e degli agnostici, a livello nazionale e locale, opponendosi a ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto, nei loro confronti, attraverso iniziative legali e campagne di sensibilizzazione. (notizia pubblicata su : neroassenso.splinder.com)



Ecco l'annuncio dato nelle ultimissime uaar il 25 Luglio 2007:



L’UAAR è stata iscritta nel registro nazionale APS

Al termine di un iter lunghissimo, e dopo aver superato ostacoli (previsti e imprevisti) di cui avevamo già dato conto nelle Ultimissime, il 13 luglio l’UAAR ha finalmente ottenuto l’iscrizione al Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale. Le associazioni che vi sono iscritte non sono certo tantissime: 137, e tra di esse autentici colossi quali Arci, Acli, Codacons, Legambiente, Touring Club… L’UAAR è l’unica associazione laica a 360 gradi presente nell’elenco: le altre due, Arcigay e Luca Coscioni, hanno infatti obbiettivi più specifici. Maggiori informazioni su cosa significhi essere iscritti nel registro nazionale si possono trovare sul sito del ministero della solidarietà soci



A TALE PROPOSITO INVITO A SEGNALARE I CASI DI DISCRIMINAZIONE qui:



S.O.S LAICITA'

La vita sociale in Italia è costantemente caratterizzata da pesanti intrusioni religiose, nei più svariati modi e nei più disparati argomenti.



Spesso il cittadino si trova faccia a faccia con un’ingiustizia: pur riuscendo a percepirla chiaramente come tale, non sa che spesso la legge gli mette a disposizione diversi strumenti per opporvisi.



S.O.S. Laicità nasce per questo: è un servizio confidenziale e gratuito che l’UAAR mette a disposizione dei cittadini vittime o testimoni di prevaricazioni religiose o di violazioni della laicità dello Stato («supremo principio costituzionale»).



Qualsiasi sia la materia del contendere, spedendo un’e-mail allo sportello informatico soslaicita@uaar.it si avrà la garanzia di una risposta personale accurata da parte della nostra associazione.


notizia pubblicata su NEROASSENSO

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categoria:associazionismo, laicità, uaar
sabato, 22 settembre 2007

XV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 16 NOVEMBRE 2006


GRILLINI, PORETTI, BANDOLI, PETTINARI,

POLETTI e TURCO. — Al Ministro

della pubblica istruzione.— Per sapere

– premesso che:

il progetto « ora alternativa », recentemente

avviato dall’Unione degli Atei e

degli Agnostici Razionalisti – UAAR, ha

cominciato a raccogliere testimonianze in

merito all’applicazione della normativa

sull’insegnamento della religione cattolica

(IRC) e sulle attivita` alternative da parte di

genitori, insegnanti e studenti, testimonianze

pubblicate in internet alla pagina

http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-

ora-alternativa/ora-alt-lettere.html;

da tali testimonianze emergono con

chiarezza delle discriminazioni nei confronti

di chi non si avvale dell’insegnamento

dell’ora di religione cattolica: una

messa organizzata dal dirigente scolastico

in orario di lezione e la pretesa impossibilita`

di non svolgere alcuna attivita` per

chi decide di non avvalersi dell’IRC;

risulta che in alcune scuole pubbliche

la frequentazione dell’ora di religione

venga considerata come credito formativo

per gli studenti che se ne avvalgono, producendo

cosı` un’oggettiva discriminazione

fondata sulle convinzioni personali;

la laicita` dello Stato e` un supremo

principio costituzionale;

lo svolgimento di atti di culto nei

locali scolastici, in orario scolastico, non e`

consentito, come risulta da molte decisioni

dei giudici amministrativi (TAR Emilia

Romagna 250/1993, TAR Veneto 489/1995

e 2478/1999);

e` un diritto degli studenti non svolgere

alcuna attivita` , qualora decidano di

non avvalersi dell’IRC (Corte cost., sentenze

nn. 203/1989 e 13/1991);

il numero degli studenti che non si

avvalgono dell’insegnamento della religione

cattolica si aggira intorno a

650.000 –:

se intenda diramare una circolare

allo scopo di ribadire, a tutti i livelli

dell’ordinamento scolastico, l’illegittimita`

degli atti di culto del tipo summenzionato;

se intenda confermare il contenuto

della direttiva del Ministro, n. 2666 del 3

ottobre 2002, che al punto 2 stabilisce che

« ogni istituzione scolastica, nell’ambito

della propria autonomia e su delibera dei

competenti organi collegiali, rende disponibile

un apposito ambiente da riservare,

fuori dagli obblighi ed orari di servizio, a

momenti di raccoglimento e di meditazione

dei componenti della comunita` scolastica

che lo desiderino »; e in caso affermativo,

come intenda garantire tale

diritto all’universalita` degli studenti;

se intenda nel contempo ribadire che

l’assenza durante lo svolgimento dell’IRC,

senza che si svolga una attivita` formativa

alternativa, non influisce in alcun modo

sul monte-ore scolastico obbligatorio;

se intenda, esporre la sua opinione

sul decreto legislativo n. 59 del 2004, del

quale alcune autorita` scolastiche hanno

dato un’interpretazione palesemente incostituzionale,

sancendo de facto l’impossibilita`

di non svolgere alcuna attivı`ta` formativa;

se non ritenga che la pratica di

attribuire un credito formativo agli studenti

che frequentino l’ora di religione,

con la possibilita` di influenzare per questo

il credito scolastico e quindi la valutazione

finale degli studenti, non produca un intervento

discriminatorio sulla base delle

convinzioni personali e quindi contrario

all’articolo 3 della Costituzione italiana;

se intenda riaffermare con forza, di

fronte a tutto il mondo scolastico, che

l’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione

di religione, sancita dall’articolo

3 della Costituzione, deve essere applicata

in tutte le scuole della Repubblica di ogni

ordine e grado. (4-01678)

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categoria:interrogazioneparlamentare
venerdì, 21 settembre 2007
Ribellarsi ai tagli dei docenti di sostegno



Notizia inviata da alba (37) 1 giorno 2 ore fa



NESSUNO TOCCHI I DISABILI!



Ribellarsi ai tagli dei docenti di sostegno, attuata dal Ministro Fioroni, è naturale per un paese civile che non emargina chi già nasce emarginato.



Ridurre il numero di insegnanti di sostegno significa “cacciare” gli studenti disabili dalla scuola pubblica.



Noi siamo amareggiati e non siamo disposti a guardare la scure del Ministro che si abbatte sui posti di lavoro degli insegnanti di sostegno né siamo disposti a non avere le scuole, piacevolmente, invase da studenti disabili.



Noi vogliamo fermare queste scelte devastanti ma abbiamo bisogno di tutti coloro i quali non condividono queste decisioni ministeriali per fondare un movimento nazionale delle famiglie, degli insegnanti e di tutti quelli che credono nella solidarietà.



Sicuramente, un grande ed unitario movimento formato da insegnanti, famiglie, associazioni e sindacati può davvero fermare il Ministro Fioroni e può ottenere atti di civiltà reale.



Abbiamo, veramente, bisogno di tutti voi perché soltanto insieme potremo ottenere qualcosa mentre divisi saremo sempre deboli.



Abbiamo bisogno delle famiglie salernitane, di Palermo, Bari, Napoli, Genova, Roma, Trieste etc, degli insegnanti di sostegno, dei sindacati, delle associazioni e di tutti quelli che non ci stanno perché in uno Stato di diritto queste cose non dovrebbero succedere.



Vogliamo coinvolgere chiunque si riconosca nel nostro semplice ma efficace slogan: Nessuno tocchi i disabili!



Può una società che difende i diritti degli animali permettere il diniego del diritto allo studio delle persone disabili?



Noi non siamo disposti a fermarci però abbiamo bisogno di tutti per portare avanti una lotta che è, anzitutto, civile, culturale ed occupazionale.



Per aderire al suddetto movimento di lotta abbiamo aperto una ML pubblica alla quale chiunque può iscriversi se condivide le ragioni della nostra protesta.



La ML è: nessunotocchidisabili@yahoogroups.it



Napoli, 17/09/07



ANIEF SFIDA



Sito: http://www.anief.3000.it Sito: www.sindacatosfida.it



Collegio Nazionale di Presidenza



Prof. ssa Marcella La Monica : 3496685962



Prof. Ing. Andrea Ricciardi: 3384520976



Segretario Nazionale



Prof. Marcello Pacifico: 3384167107





Commenti

Nell’ attuale ordinamento

Inserito da paolida (311)

Nell’ attuale ordinamento scolastico lo Stato garantisce un insegnante per classe agli studenti che optano per l’insegnamento della religione cattolica. Se in una classe di 25 vi fosse un solo studente a richiederlo, egli avrebbe il diritto di avere un insegnante di religione cattolica solo per lui. Vale a dire gli studenti non possono essere “accorpati” nell’ora di religione, neppure in classi parallele. I dirigenti scolastici che hanno provato a farlo, per evidenti ragioni di risparmio, sono stati denunciati e hanno perduto la causa, sebbene questa regola contrasti con la legge che vale per tutte le altre materie di studio che vieta di formare classi al di sotto di un determinato numero di allievi. Questo privilegio garantito dallo Stato italiano alla Chiesa cattolica fa a pugni con il risparmio che lo Stato attua nei confronti degli studenti disabili ai quali viene negato, per ragioni di risparmio, il dovuto e costituzionalmente garantito supporto.



Quindi da un lato spreco di risorse pubbliche per garantirsi l’appoggio politico delle gerarchie ecclesiastiche, dall’altro negazione dei diritti fondamentali ai cittadini che pagano le tasse.



Quindi piena solidarietà alla vostra associazione
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categoria:scuola, disabili
martedì, 18 settembre 2007

Secondo Fioroni, non è compito della scuola garantire l'insegnante di sostegno ai bambini disabili, mentre lo è evidentemente garantire agli alunni l'insegnamento della religione cattolica ! Come trovare i soldi per gli insegnanti di sostegno se si devono già trovare per continuare ad immettere in ruolo quelli di religione ?


da IL Giornale.it  (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=207048)


Napoli - Proteste contro il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni, che ha inaugurato l’anno scolastico partecipando a una manifestazione in piazza del Gesù. Ad accoglierlo c’erano alunni di ogni ordine e grado, ma anche un centinaio di persone tra insegnanti precari e genitori di bambini disabili, che lo hanno contestato duramente. "Diritti per tutti", "Perchè non ci volete più?", ma anche un ironico "Peppe ’a bucia" ("il bugiardo" in dialetto napoletano), sono alcuni degli striscioni esposti ai lati della piazza e innalzati davanti al palco. È stato necessario l’intervento degli uomini del servizio d’ordine per fare indietreggiare i manifestanti e lasciare spazio ai bambini.



La protesta Prima dell’intervento del ministro, ha preso la parola dal palco il presidente dell’associazione "Tutti a scuola", Antonio Nocchetti, che raggruppa i genitori di alunni disabili. "Complimenti signor ministro - ha detto Nocchetti - per aver complicato la vita a milioni di italiani, per le originali intuizioni che avete inserito in finanziaria elevando il numero di alunni per classe e congratulazioni per aver reso sempre più complessa la certificazione della disabilità provando a far sparire i bambini disabili". Fischi anche da parte degli insegnanti precari, che chiedono un incontro pubblico con il ministro Fioroni e la pubblicazione delle graduatorie per gli incarichi annuali.



La replica "La scuola da sola non può garantire insegnanti di sostegno e operatori per il sostegno materiale, il cui impiego non compete il ministero". Questa la risposta che il ministro dell’Istruzione ha dato ai genitori dei bambini disabili che hanno protestato davanti al palco. "Il nostro obiettivo è e resta quello di garantire la continuità scolastica", ha detto Fioroni, esponendo la sua intenzione di limitare in dieci anni il periodo massimo in cui gli insegnanti possono svolgere la mansione di sostegno ai bambini disabili, "perché anche questo mestiere - ha detto Fioroni - è da considerarsi usurante".



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categoria:scuola, fioroni, disabili
lunedì, 17 settembre 2007
lunedì, settembre 17, 2007

Grillo: proteste, mai proposte



A mio parere, il successo travolgente di Beppe Grillo è un segnale al tempo stesso incoraggiante e angosciante. E’ incoraggiante perché conferma la vastità e profondità della protesta popolare contro l’attuale classe politica e la sua inconcludenza. Ma è angosciante perché rivela l’estrema facilità con cui la protesta, com’è già avvenuto in passato, può imboccare la strada della demagogia e delle rivoluzioni fasulle.



Quando Grillo annuncia di voler distruggere i partiti egli crede di levare un grido nuovo di libertà ma non fa altro che ripetere il grido di Mussolini e di Lenin, di Hitler e di Stalin, di Saddam Hussein e di Ahmadinejad. Ci vuole una dose incredibile di superficialità per non domandarsi neppure come mai, in 200 anni di storia democratica, nessuno (salvo appunto i tiranni politici o religiosi) sia mai riuscito o si sia mai proposto di eliminare i partiti. Certo il loro nome può essere cambiato e la loro formazione e organizzazione può e deve essere migliorata, ma non può esistere democrazia, cioè un sistema che esprima le diverse idee ed esigenze dei singoli e della gente, senza un certo numero di strutture politiche (partiti, movimenti, associazioni o comunque si voglia chiamarle) capaci di organizzare, interpretare e proporre quelle idee e quelle esigenze. Con le sue sparate contro tutto e contro tutti Grillo mostra di non aver neppure capito il messaggio di saggezza e d’ironia contenuto nella famosa battuta di Winston Churchill: “La democrazia è un pessimo sistema, ma non ne conosco uno migliore”.



Beninteso, molto si può e si deve fare per migliorare l’organizzazione e il funzionamento dei partiti ma non mi risulta che da Beppe Grillo, così scatenato nelle proteste, sia venuta una sola proposta, salvo quella (due volte patetica) di limitare il mandato parlamentare a due legislature e di estromettere dalle due camere i parlamentari condannati. E’ due volte patetica perché il parlamentare eventualmente animato da intenzioni criminali potrebbe facilmente farsi sostituire da un prestanome, nella candidatura e nell’attività parlamentare, e perché troppi nostri magistrati hanno già dato prova di usare l’indagine, l’incriminazione e la condanna come altrettanti strumenti di persecuzione contro i propri avversari politici.



Appunto, concentrando la sua critica solo sulla classe politica Grillo mostra di non aver capito gran che del blocco sociale che impedisce ogni serio cambiamento della società italiana. E’ un blocco che comprende tutta la burocrazia nazionale e locale, la magistratura, le Forze Armate e il mondo universitario: insomma tutte le dirigenze e le moltitudini degli apparati statali e parastatali che, nei politici, hanno solo i loro temporanei e impotenti comandanti. E’ un concetto espresso con chiarezza e sfrontatezza dal direttore generale d’un ministero a un ministro mio amico, che me lo ha riferito: “Vede Signor Ministro – aveva detto l’alto burocrate – voi siete solo i passeggeri del taxi-Italia. E come tutti i passeggeri, andate e venite. Ma il taxi resta nostro e a guidarlo siamo noi”.



Soprattutto, comunque, Grillo rivela la propria inconsistenza col vuoto totale di proposte che lo caratterizza al di fuori del campo della moralizzazione (prediletto da lui come da molti demagoghi). Certo, nelle sfuriate o nel blog di Grillo ci sono, su problemi spiccioli, spicciole denunce e proposte. Ma una proposta politica è quella che affronta un problema di portata nazionale o internazionale e ne indica una soluzione concreta. Niente del genere è reperibile nel “Grillo-pensiero”. Certo, la disonestà economica è un male endemico delle dirigenze italiane (e non solo italiane), ma i suoi danni sono molto modesti se vengono confrontati con quelli prodotti dall’opportunismo e dalla stupidità dei leaders o dalla chiusura ermetica delle burocrazie di partito alle idee e alle candidature innovative e indipendenti.



Basterà citare qualcuno di questi danni rovinosi. Penso anzitutto alla totale cancellazione della minaccia demografica e dei suoi rimedi, che tutti i leaders dei massimi partiti italiani (e non solo italiani) hanno imposto nei loro programmi e nelle loro campagne elettorali, per motivi di opportunistico servilismo verso le gerarchie ecclesiastiche. Ma qui il Grillo urlante, come i politici da lui odiati, diventa afono.



Oppure vorrei ricordare il vicolo cieco in cui, per stupidità e/o opportunismo, quei leaders hanno ficcato per cent’anni la vita politica italiana (e non solo italiana) creando due blocchi ibridi, quello progressista malato di burocratismo parassitario e sfruttatore, e quello liberista, malato di spirito conservatore e clericale, nei quali la maggioranza schiacciante della popolazione (cioè i lavoratori dipendenti e indipendenti del privato, affamati non solo di libertà economica, ma anche di modernizzazione culturale) ha potuto trovare sempre e solo temporanee illusioni e stabili delusioni. E anche qui il silenzio di Grillo è assordante.



O infine potrei segnalare il disastro d’una Scuola che riesce a sperperare risorse enormi per produrre, tra i giovani, solo disgusto per la cultura e per la ricerca attraverso una selezione sbagliata degli insegnanti che nessuno (e tanto meno Grillo) tenta o propone di cambiare. Ma è inutile continuare, perché mi sembra che l’inconsistenza di Beppe Grillo sia evidente per ogni persona di buon senso.

E tuttavia, credo che Grillo ci abbia insegnato una cosa importante: e cioè che i vecchi metodi di comunicazione, aggregazione, organizzazione ed azione politica sono ormai arrivati al capolinea. Grillo ci ha insegnato che una comunicazione internettiana gestita con vivacità e passione può diventare un’arma capace di contrapporsi validamente, nella raccolta del consenso, agli apparati dei partiti ed alla casta che li dirige. Ed è questo che egli sta facendo, con grande rapidità ed efficienza.



Il problema è che, quand’anche completasse al più presto quest’opera aggregativa e organizzativa, Grillo non avrebbe né un programma innovativo né una sola idea nuova cui ispirare il suo movimento. E la delusione dei seguaci sarebbe anche più fulminea dell’odierno entusiasmo.



posted by Luigi De Marchi @ 8:27 AM

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categoria:grillo, demarchi, societàbloccata
domenica, 16 settembre 2007

Il nemico in casa


di Sergio Romano


Che cosa faceva Beppe Grillo ieri alla festa milanese dell’Unità? Il comico genovese non è soltanto il fustigatore della politica italiana. A Bologna ha dichiarato che non vuole fondare un partito. Vuole distruggerli tutti. Nel suo sito e nelle sue performance non ha fatto distinzioni e non ha trattato gli esponenti dei Ds meglio di quelli di altri partiti. Che cosa faceva dunque, con un suo spettacolo, alla festa annuale di un organismo che è pur sempre, nelle ossa e nel sangue, l’erede del Pci, vale a dire di un partito che fu contemporaneamente, per i suoi fedeli, Dio, patria e famiglia? Un incidente di calendario? È possibile.

Gli organizzatori della Festa lo avevano invitato verosimilmente prima del V-day e hanno forse ritenuto che la cancellazione dell’evento sarebbe stata interpretata come una manifestazione di stizza o codardia. Beppe Grillo, dal canto suo, potrebbe avere deciso di accettare la sfida e stare al gioco. È un provocatore, conosce l’arte del palcoscenico, e ha scommesso con se stesso che avrebbe conquistato e sedotto persino i diessini milanesi. Un comico in tournée sceglie il suo itinerario secondo le dimensioni, l’acustica e la notorietà dei teatri in cui dovrà recitare. La Festa dell’Unità è stata per molti anni il Circo Massimo della politica italiana. Grillo ha scelto il teatro e il suo pubblico, non l’impresario. E ha vinto la scommessa. Eppure dietro l’invito dell’impresario potrebbero esservi motivi su cui vale la pena di spendere qualche riflessione.

Come tutti i partiti, anche i Ds sono preoccupati da un fenomeno che sta strappando al loro controllo una parte importante della società. Ma hanno un particolare motivo d’inquietudine. Fin dalla sua nascita, il partito da cui provengono si è considerato depositario di una grande promessa e titolare della opposizione al sistema politico ed economico. Quando un altro partito ha cercato di conquistare le masse, i comunisti hanno difeso il monopolio della protesta e hanno combattuto duramente i concorrenti. Il loro scontro con la socialdemocrazia e con il fascismo, negli anni Trenta, fu politico e strategico ancor prima che ideologico. Non potevano tollerare che un altro partito s’impadronisse delle piazze, delle fabbriche, del cuore delle ultime generazioni.

È probabile che non abbiano dimenticato la brutta esperienza della contestazione, alla fine degli anni Sessanta, quando temettero di perdere la federazione giovanile e i sindacati. Non vorrebbero che Grillo fosse, con nuovi ceti sociali, l’antesignano di un nuovo «sessantotto », e temono i suoi comizi più di qualsiasi altro partito. Ma i comunisti e i loro eredi hanno sempre dato prova di un robusto e spregiudicato realismo politico. In Germania, durante la Repubblica di Weimar, il partito comunista tedesco scese in piazza, soprattutto a Berlino, insieme al partito nazional- socialista. Da Mosca, quando si accorse che Mussolini, con la guerra d’Etiopia, aveva conquistato il consenso della grande maggioranza degli italiani, Togliatti lanciò un messaggio ai «fratelli in camicia nera». Alla fine del 1946, mentre il movimento dell’Uomo Qualunque sembrava destinato a grandi successi, lo stesso Togliatti esplorò la possibilità di una intesa con il suo fondatore, Guglielmo Giannini (teatrante, anch’egli, come Grillo).

E Massimo D’Alema, nel febbraio 1995, disse che la Lega era «una costola della sinistra». Vizio o virtù, il «dialogo con il nemico», quando il concorrente non può essere eliminato con altri mezzi, appartiene alla cultura politica dei comunisti. E sopravvive, a quanto pare, nel patrimonio genetico degli eredi.

16 settembre 2007



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categoria:grillo, democraticidisinsistra
giovedì, 13 settembre 2007

Sinistra con lingua di destra

GIANNI BAGET BOZZO


da "La Stampa" del 12/09/2007




La manifestazione bolognese di Beppe Grillo non è uno spettacolo che possa qualificarsi nella categoria dello scherzo, del gioco verbale, della rappresentazione fine a sé stessa. È un fatto politico, i motivi a cui si rifà hanno per oggetto la società occidentale, vista come insieme di strutture che sfruttano il popolo. Nel suo attacco diretto alla democrazia vi è qualcosa che ricorda più l’estrema destra che l’estrema sinistra, il «vaffà» evoca più il linguaggio dell’«aula sorda e grigia» che non quello della sinistra radicale. Vi è alla base quella critica della società borghese da cui può nascere sia l’estrema destra che l’estrema sinistra. Indica che vi è nel nostro popolo una disaffezione alla democrazia, inclusa in un quadro generale che riguarda tutto il sistema sociale. Nella sinistra vi è sempre una mediazione della ragione, anche quando termina con la violenza; qui vi è una protesta che riguarda la democrazia come procedura, l’essenza della politica occidentale. Non è un caso che il movimento preveda a settembre un incontro a Bologna contro Cofferati, in cui i cittadini dovranno indicare nomi alternativi alla candidatura a sindaco. Cofferati è un socialdemocratico e l’attacco alla socialdemocrazia è sempre il primo obiettivo dei movimenti antidemocratici di destra. Ma il movimento di Grillo nasce a sinistra, esprime la differenza tra un popolo e il sistema di potere in cui la sinistra è così insediata.



Ma la coalizione di sinistra ha accolto positivamente le parole della manifestazione, cercando d’includere il suo linguaggio antidemocratico nei temi del pd e dell’Unione. Grillo è stato compreso e legittimato da esponenti della maggioranza come Bertinotti e Rosy Bindi. Nel suo complesso quel linguaggio è stato accettato dalla cultura di sinistra, nonostante fosse diretto contro di essa. La sinistra ha occupato tutto il potere in Italia e moltiplicato i centri in cui collocare personale politico, si è radicata come partito nelle istituzioni. È a sinistra che è stato posto questo problema, con il libro di Cesare Salvi sul costo della democrazia. Ed è inevitabilmente rivolta a sinistra l’indicazione della «casta» nel libro di Rizzo e Stella, fondamento teorico di questo movimento del «vaffà». Ma perché la sinistra è silenziosa o benevola verso un movimento che vuole abolire i partiti e che è rivolto specificamente contro il suo personale politico? Perché è mancata una censura anche da parte diessina verso un così duro attacco al sistema dei partiti e alla democrazia?



La sinistra ha creato una linea di delegittimazione totale di Berlusconi che ha finito per dividere il Paese tra berlusconiani e antiberlusconiani. Le elezioni 2006 dovevano essere la rimozione morale dell’uomo criticato in tutto il mondo come un fatto antidemocratico perché emergeva fuori del sistema dei partiti, creando però una forma di partecipazione democratica che gli ha riunito attorno mezza Italia. Delegittimare Berlusconi ha finito con il delegittimare la parte quasi maggioritaria della società. Il Paese non era mai stato così diviso senza mediazioni. Ciò ha creato un problema alla democrazia: la sinistra deve accogliere in nome dell’antiberlusconi tutti i linguaggi che si pongono come sinistra anche se critici della democrazia. Deve bloccare attorno a sé tutte le posizioni anche le più diverse e costituire il fronte antiberlusconi, essenza della sua politica. Anche Grillo dev’essere incluso nel conto della sinistra anche se parla un linguaggio d’estrema destra. Certo anche il linguaggio di Grillo è un segnale della crisi della democrazia nata dalla delegittimazione di metà del Paese compiuta dall’altra parte.



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categoria:sinistra, destra, beppegrillo
martedì, 11 settembre 2007
Al Dirigente Scolastico dell’Istituto......di............



 TESTO DI RIFERIMENTO: O.M. 26_07 del 15 marzo2007 , art.8, commi 13 e 14





13 I docenti che svolgono l’insegnamento della religione cattolica partecipano a

pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti

l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento.

Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito

scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative

all’insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano

seguito le attività medesime





14 L’attribuzione del punteggio, nell’ambito della banda di oscillazione, tiene

conto, oltre che degli elementi di cui all’art.11, comma 2, del DPR n.323 del

23.7.1998, del giudizio formulato dai docenti di cui al precedente comma 13

riguardante l’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento della

religione cattolica ovvero l’attività alternativa e il profitto che ne ha tratto,

ovvero di altre attività, ivi compreso lo studio individuale che si sia tradotto

in un arricchimento culturale o disciplinare specifico, purchè certificato e valutato

dalla scuola secondo modalità deliberate dalla istituzione scolastica

medesima. Nel caso in cui l’alunno abbia scelto di assentarsi dalla scuola

per partecipare ad iniziative formative in ambito extrascolastico, potrà far

valere tali attività come crediti formativi se presentino i requisiti previsti dal

D.M. n. 49 del 24-2-2000



Sulla base di quanto stabilito dall’ O.M. 26_07 vengono individuate 3 differenti opzioni per lo studente che decide di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica:



1) Frequenza di un corso alternativo con valutazione quadrimestrale

2) Studio individuale mirato all’approfondimento e arricchimento culturale o disciplinare specifico con valutazione finale

3) Attività extrascolastica certificata e valutabile in sede scolastica.





                                        BIENNIO

1) Per gli studenti del biennio, in particolare della classe 1ª in considerazione dell’età e in accordo con gli indirizzi ministeriali che invitano le scuole a promuovere stili di vita positivi (rispetto dell’ambiente, della diversità di genere come valore, della cultura della legalità e della cittadinanza attiva), si ritiene più utile la frequenza di un corso settimanale con valutazione quadrimestrale.



Argomento del corso: La Dichiarazione dei diritti dell’uomo come punto di arrivo di un processo storico iniziato nel 1600 e recepito poi nella costituzione italiana e nelle delibere degli organismi internazionali.

La lotta alla discriminazione razziale, sessuale, religiosa con riferimenti alle vicende più significative del secolo.



Per la realizzazione di questo corso è necessario che i docenti interessati a realizzarlo diano la disponibilità di 1 ora settimanale nell’arco dell’intero anno scolastico o di almeno un quadrimestre.



2) Qualora vi fossero, invece, richieste per usufruire della possibilità di impiegare l’ora alternativa come ora di studio individuale, lo studente del biennio potrebbe essere guidato all’ approfondimento personale di questi temi attraverso una serie di letture e l’utilizzo di materiali presenti nella biblioteca scolastica con l’obiettivo di produrre entro la fine dell’anno un documento originale di sintesi dei testi esaminati, che sarà oggetto di valutazione.



3) Sulla base di quanto stabilito dall’OM 26_07 altri e specifici percorsi di approfondimento e arricchimento culturale personale potrebbero essere avviati su richiesta dei singoli studenti e sentita la disponibilità dei docenti dell’ambito disciplinare interessato.



Per l’organizzazione di percorsi di approfondimento personale, l’impegno richiesto ai docenti può essere contenuto nell’ambito di alcuni interventi di orientamento iniziale, di due o tre incontri nel corso dell’anno scolastico e nel momento della verifica finale (da decidere se quadrimestrale o annuale) 




                                      TRIENNIO



1) Per gli studenti del triennio, in considerazione degli indirizzi ministeriali volti a promuovere tra gli studenti il corretto utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito di una piena partecipazione alla vita sociale, si propone l’organizzazione di un corso, con valutazione quadrimestrale, mirato a rendere gli studenti consapevoli delle risorse offerte dalle nuove tecnologie, ma anche dei rischi connessi ai nuovi mezzi di comunicazione di massa.



Argomento del corso: La società digitale. Il passaggio dalla cultura orale a quella alfabetica e da quella alfabetica a quella digitale. Cambiamenti nella modalità della circolazione delle idee e dei saperi. Il problema dell’attendibilità e della certificazione delle fonti digitali. Imparare a selezionare le fonti.

Materiali utili possono essere tratti dalle opere di W.J.Ong, D.Ragazzini, E.Le Roy Ladurie, L.Tomassini ecc.



Per la realizzazione di questo corso è necessario che i docenti interessati a realizzarlo diano la disponibilità di 1 ora settimanale nell’arco dell’intero anno scolastico o di almeno un quadrimestre.



2) Percorsi individuali di approfondimento e arricchimento culturale o disciplinare specifico come previsto dall’OM 26_07. Per gli studenti del triennio che optano per lo studio individuale si propone, sentita la disponibilità e le competenze dei docenti interessati, la predisposizione di materiali che permettano allo studente di scegliere un percorso tra quelli proposti e realizzare un testo originale che possa costituire materia di valutazione, per esempio:



a) mettere a confronto differenti linguaggi, come il linguaggio letterario e quello cinematografico attraverso la comparazione tra un testo lettarario e la o le sue trasposizioni cinematografiche, corredati entrambi da materiale critico;

b) effettuare confronti tra paesi e aree geografiche sulla base documentata dei diversi indici di sviluppo (durata di vita media, tasso di alfabetizzazione, condizione femminile, tasso d’impiego ecc.) e riuscire ad individuare i principali fattori che ostacolano il pieno sviluppo;

c) Libertà scientifica e società. L’ethos dello scienziato e l’evoluzione dei diritti umani individuali nelle società occidentali; con l’obiettivo di conoscere e saper effettuare confronti tra le diverse opinioni in merito ai temi del progresso scientifico e della libertà di ricerca.



Per l’organizzazione dei percorsi di approfondimento personale, l’impegno richiesto ai docenti può essere contenuto nell’ambito di alcuni interventi di orientamento iniziale, di due o tre incontri nel corso dell’anno scolastico e nel momento della verifica finale (da decidere se quadrimestrale o annuale)



3) Attività extrascolastica certificata e valutabile in sede scolastica. In questo caso si propone agli studenti (preferibilmente delle classi 4ª e 5ª) la partecipazione ad un seminario interfacoltà (6 incontri pomeridiani della durata di 3 ore e mezza ciascuno a cadenza settimanale) tenuto presso l’ Università di Genova, con il patrocinio della Direzione scolastica regionale, che ha come tema “L’informazione e i diritti umani”.

La frequenza del corso, unita alla lettura di un testo tra quelli indicati dai docenti, permette alla scuola di effettuare una valutazione finale del profitto conseguito dal singolo studente.

Poiché l’organizzatrice di questo seminario è la Prof.ssa.......dell’Istituto........., gli studenti che scegliessero questa opzione potrebbero trovare all’interno della scuola un sicuro punto di orientamento e riferimento, che li potrebbe aiutare a superare l’impatto con l’ambiente universitario a loro ancora sconosciuto.



Si prevede per gli studenti che parteciperanno a questo corso un incontro preliminare con un docente della scuola (preferibilmente con la Prof.ssa.........) per ricevere tutte le informazioni necessarie sugli obiettivi del seminario, la sua metodologia e il suo funzionamento. Alla fine del corso verrà effettuato un test che permetterà di valutare il livello di competenze raggiunto.



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