venerdì, 09 maggio 2008

Da La Repubblica ed. genovese del 9 maggio:



"La sala concessa dal Celivo all' Arcilesbica genovese per il proprio convegno annuale scompare alla vigilia dell'arrivo del Papa...[racconta Lilia Mulas dell' Arcilesbica genovese]..Tutto stava andando come gli anni scorsi, quando abbiamo comunicato la nostra adesione alla
manifestazione del "Pride laico" che si svolgerà a Genova per l'arrivo di Papa Ratzinger, da quel momento il Celivo ha cominciato a temporeggiare fino a rifiutarci la sala senza giustificazioni ufficiali..."



continua su :
rassegnaweb.comune.genova.it/utility/imgrs.asp


Per sapere che cos'è il Celivo e quali rapporti intrattiene con l'amministrazione locale e i finanziamenti pubblici di cui gode vedi:



http://www.celivo.it/chisiamo/celivo.php



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categoria:manifestazione, ratzinger, arcilesbica, celivo, pride laico
martedì, 06 maggio 2008
Newsletter n. 185 



25 Aprile - Ai laici rimangono soltanto fischi?



Pomeriggio 25 aprile 2008: il cardinale Bagnasco attraversa, scortato, il lembo della piazza (transennata) che lo porta al Ducale per la cerimonia solenne dedicata alla Liberazione. Parte un fischio, poi un "buu" poi un altro. Si sa come vanno certe cose che basta cominciarle che subito prendono piede. Lui, il cardinale presidente della CEI (Conferenza episcopale) non fa una grinza: saluta con la mano e sorride. L'episodio riferito dai quotidiani locali è stato ripreso da Repubblica del 27 aprile che ha riportato la testimonianza di una fischiante e di un "esperto", nel caso un professore di sociologia. Questi ha detto che i modi e i tempi delle contestazioni sono raramente quelli giusti ma ciò è dovuto al fatto che la gente protesta nelle occasioni che ha. E che i modi di tutti saranno più urbani quando le autorità, Chiesa compresa, apriranno finalmente l'ufficio reclami.



Pochi giorni prima lo stesso Bagnasco era andato in visita prima alla scuola elementare e poi alla media di Pieve Alta. Su Repubblica del 23 aprile 2008 la cronaca dell'avvenimento. Il cardinale che racconta in modo semplice e sorridente la sua vita di bambino, la famiglia povera, la vita nel Centro storico, le inquietudini della mamma, la vocazione "Ho visto una piccola luce da bambino e sono diventato sacerdote". Alla fine se n'è andato senza benedire ma solo facendo ciao ciao con la mano.



La visita del cardinale ha prodotto anche qualche guasto: ci sono famiglie che non hanno gradito che il consiglio di Istituto fosse messo di fronte a una decisione presa altrove e non hanno fatto partecipare i figli. L'impressione, ha detto un genitore, è che in Italia i rapporti tra stato e chiesa siano ormai ridotti ad una sorta di "fai da te" nell'ignoranza completa della Costituzione. Lo ha fatto notare in un comunicato (23 aprile 2008) anche Giancarlo Giovine, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche della Liguria e del Piemonte meridionale.



Il cardinal Bagnasco - ha scritto - svolge "in qualità di presidente della CEI un ruolo di apripista degli altri vescovi italiani nell'attacco alla laicità dello stato, con ritorno a prassi e a comportamenti tipici dell'episcopato italiano prima del Concilio Vaticano II. Se non stupisce la compiacenza strumentale che nei confronti di questa nuova linea hanno i politici in cerca di legittimazione, la stessa cosa non può dirsi della sudditanza manifestata nel corso di queste visite da molti dirigenti scolastici, che hanno aperto gli spazi pubblici e educativi della scuola a visite di carattere essenzialmente religioso (pastorali appunto) in contrasto con la loro funzione di garanti della laicità dell'istituzione che dirigono...".



Ai laici è rimasta solo la possibilità di fischiare?



(Manlio Calegari)







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categoria:protesta, 25 aprile, visita pastorale, bagnasco, pieve ligure
lunedì, 05 maggio 2008

"Ognuno, nel limite della libertà e del rispetto di tutti, penso che abbia la possibilità di esprimere le proprie opinioni, ripeto, nel rispetto e nella civiltà delle forme, dei modi e dei tempi" sono le parole dell'arcivescovo Angelo Bagnasco riportate dall'edizione genovese di Il Giornale del 3 maggio, in merito alle manifestazioni indette da varie associazioni e centri sociali genovesi in occasione della visita a Genova di Benedetto XVI.


Adesso che, in quanto laici, abbiamo ottenuto l'autorizzazione vescovile a parlare di laicità, ci sentiamo tutti più tranquilli, perché, se qualcuno non lo avesse ancora capito, è la Chiesa in Italia a stabilire cosa si può dire, il quando e il come e anche in questo caso non ha perduto l'occasione di ricordarcelo, ripresa prontamente, come un solo uomo, da tutta la stampa locale e nazionale.


Siamo più tranquilli anche perché, subito dopo la conferenza stampa che ha annunciato le manifestazioni del 17 maggio, qualcuno in città ha invocato l'uso del randello contro chi il 25 aprile ha osato fischiare il cardinal Bagnasco: "Propongo di armarci di randelli, anche perché non sono genovesi quelli che hanno fischiato. I genovesi, pur nella diversità di alcuni, amano il loro pastore e gli vogliono bene." argomenta tal Adriano Garavini su Il Giornale del 1 maggio.



Sarà per smentire il buon Garavini e informarlo sulle origini tutte genovesi della protesta contro Bagnasco che un buontempone in vista della visita di Benedetto XVI, ha scritto su un muro del centro cittadino "Via il Papa da Zena "?



I soliti laici, anzi laicisti, hanno pensato quindi che
la manifestazione del 17 maggio non servirà solo a rivendicare la 194, il matrimonio omosessuale, i pacs, i dico, il testamento biologico, la pillola del giorno dopo, la laicità della scuola e di tutte le istitzioni pubbliche, cioè tutto ciò che costituisce norma nella grande maggioranza dei paesi aderenti alla UE, e a protestare contro l'esenzione dall'Ici della Chiesa e i finanziamenti a pioggia alle scuole cattoliche, ma anche a difendere e ad affermare il diritto a manifestare prima che qualcuno pensi che comprare una partita di olio di ricino possa diventare l'affare del decennio.

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categoria:genova, manifestazione, bagnasco, 17 maggio
venerdì, 02 maggio 2008

"Scritta anti Papa in centro"


"Una scritta che si riferisce alla prossima visita del Papa a Genova, che  recita "Via il papa da Zena", con la "a" cerchiata, è stata vergata in piazza Fontane Marose, in pieno centro cittadino, su un muro di sostegno del vicolo lastricato che dalla piazza porta in via Luccoli. La scritta è stata tracciata nottetempo e scoperta a inizio settimana. La Digos ha effettuato un sopralluogo." (da Il Corriere Mercantile del 01-05-2008)


La notizia bomba è corredata da una bella foto con tanto di scritta incriminata stagliantesi sul muro. Secondo fonti ben informate gli esperti sono attualmente impegnati a capire se attribuire maggior importanza, ai fini delle indagini,  all'uso della forma dialettale "Zena" o alla famigerata A cerchiata. La tesi più accreditata è che la scritta sia un segno lampante dell' avvenuta alleanza tattica tra l' MCA (Movimento Clericale Antiromano) che vorrebbe tenersi l' 8 per mille raccolto in città e qualche frangia anarchica che non vorrebbe dare l'8 per mille alla Chiesa tout court. Da osservare che, nonostante la scritta sia stata scoperta a inizio settimana, fino ad ieri non ne è stata data notizia, né è trapelato il nome della persona che ha gettato l'allarme né si conoscono per ora i risultati dell'effettuato sopralluogo. Ma noi cittadini genovesi siamo vicini alle nostre forze dell'ordine impegnate a districare questo difficile rebus.

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categoria:genova, papa, scritte murarie
giovedì, 01 maggio 2008
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categoria:1 maggio, montaretto
mercoledì, 30 aprile 2008
 

Perché il PRIMO MAGGIO?

                                                        

Festeggiare il 1° maggio è una contraddizione: lo riconosciamo come un giorno di festa ma non ricordiamo perché. Da giorno di solidarietà internazionale per il conseguimento delle 8 ore di lavoro diventa giorno di scampagnata collettiva, quando non subisce una vera e propria usurpazione di significato, vedi san Giuseppe lavoratore.

                                                        

Era il 1886 e le lotte dei lavoratori in America, anche grazie all'immigrazione europea, erano l'avanguardia del movimento operaio internazionale. A Chicago per le otto ore svariate manifestazioni erano state attaccate e represse da polizia e pinkerton, una polizia privata di cui si servivano i capitalisti.

 

Ad Haymarket Square si era indetta una manifestazione di solidarietà ai lavoratori duramente repressi nei giorni precedenti. Sindaco e capi della polizia presenti abbandonano la manifestazione, senza che vi fossero stati incidenti. Poco dopo una bomba scoppia tra i poliziotti, che iniziano a sparare sulla folla, uccidendo molti manifestanti. La paternità della bomba viene da subito attribuita a lavoratori che militavano in area anarchica ed anarcosindacalista. Otto verranno arrestati e processati.

 

In seguito verranno tutti dichiarati innocenti, peccato che 4 fossero già stati impiccati, uno si suicidò e 3 tornarono liberi solo dopo parecchi anni di carcere. Dal 1893 il 1° maggio è la festa internazionale del lavoro e del riconoscimento della giornata lavorativa di 8 ore. Lucy Parson, moglie di uno dei condannati a morte, assieme ai compagni di lotta riuscì a far conoscere la verità in tutto il mondo e proprio da questa determinazione ed unione di intenti si poterono ottenere le agognate 8 ore giornaliere.

 

Oggi, nel 2008, sulla carta le 8 ore le abbiamo. Sapere da dove vengono è senz'altro importante, ma dobbiamo tenere ben presente che oggi quello che ci viene invece chiesto è di lavorare e produrre sempre di più per poter sopravvivere sempre meno dignitosamente, (la detassazione dello straordinario va in quella direzione); noi non dovremmo limitarci a chiedere stipendi base equi e dignitosi lavorando solo le insanguinate 8 ore e NON DI PIU', dovremmo capire e far capire CHE NON INTENDIAMO PIU' DELEGARE NULLA A NESSUNO, CHE VOGLIAMO, UN PASSO DOPO L’ALTRO, RIPRENDERCI IN MANO LA NOSTRA VITA, LIBERARCI DALLE CATENE DEL LAVORO E LIBERARE IL LAVORO E OGNI ATTIVITA’ UMANA DALLA SCHIAVITU' DEL PROFITTO!

 

Collettivo Libertario Arti e Mestieri

U.S.I. Genova

VOLANTINO..
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categoria:1 maggio
sabato, 26 aprile 2008

Tutti i giornali hanno riportato la selva di fischi che ha accolto il cardinal Bagnasco alla cerimonia di celebrazione del 25 aprile. Quasi tutti i giornali hanno fatto riferimento alle minacce ricevute in passato da Bagnasco, messe in relazione con le sue dichiarazioni contro i Dico.

Perché si continua a parlare delle minacce a Bagnasco come fossero state minacce di matrice politica, quando l'autore, ormai identificato e denunciato, è stato identificato come uno squilibrato che voleva far ricadere le colpe del suo gesto su dei suoi conoscenti di cui aveva persino imitato la firma in calce alla lettera ? Possibile che i giornalisti non si ricordino più dei fatti di cronaca da loro stessi raccontati o bisogna pensare che preferiscano accreditare la storia del cardinale perseguitato dall' "intolleranza laicista" ?



sull'autore delle minacce: Proiettili e minacce a Bagnasco,trovato l'autore: è un ex carabiniere


In questi giorni  è stato presentato per la ricorrenza del 25 aprile  un libro "L'ultima guerra. testimonianze dalla Resistenza" in cui l'autore, Alberto Piccini, ricostruisce la storia attraverso la raccolta di testimonianze orali di alcuni partecipanti ancora in vita. Sono testimonianze che parlano del prima, del durante e del dopo. Nel racconto del "prima" le voci narranti ricordano quando vedevano portare via per qualche giorno padri e vicini di casa in occasione delle visite in città di Mussolini, perchè il regime temeva che gli antifascisti potessero manifestare il loro pensiero anche solo con parole. Peccato per la Chiesa e i suoi accoliti che, per ora, non si possa ancora impedire alla gente di fischiare o di scrivere su di un muro un innocuo "Bagnasco Vergogna", ma siamo sicuri che se si continua così, stampa aiutando, arriveremo presto a misure come quelle prese in occasione delle visite di Mussolini.


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categoria:mussolini, giornalisti, laicità, bagnasco
giovedì, 24 aprile 2008

La vicenda dei genitori che hanno protestato contro la visita pastorale del cardinale Bagnasco alla scuola media di Pieve Ligure continua.


Poiché la visita pastorale rientra tra gli atti di culto la cui celebrazione è vietata per legge durante l'orario scolastico, i genitori potrebbero chiedere alla suola un risarcimento per "danni morali". Per saperne di più cliccare sul seguente link:


Rassegna web del Comune di Genova

mercoledì, 23 aprile 2008

Dichiarazione del presidente FCELP all'agenzia stampa NEV





DICHIARAZIONE STAMPA Da parecchio tempo le visite pastorali del vescovo cattolico di Genova avevano perso il carattere di invasività degli spazi pubblici che aveva dato loro il cardinale Giuseppe Siri. Il cardinal Bagnasco, che da quella scuola proviene, vuole ribadire lo stile del suo maestro, svolgendo in qualità di presidente della CEI un ruolo di apripista degli altri vescovi italiani nell'attacco alla laicità dello stato, con ritorno a prassi e a comportamenti tipici dell'episcopato italiano prima del Concilio Vaticano II. Se non stupisce la compiacenza strumentale che nei confronti di questa nuova linea hanno i politici in cerca di legittimazione, la stessa cosa non può dirsi della sudditanza manifestata nel corso di queste visite da molti dirigenti scolastici, che hanno aperto gli spazi pubblici e educativi della scuola a visite di carattere essenzialmente religioso (pastorali appunto) in contrasto con la loro funzione di garanti della laicità dell'istituzione che dirigono. A preoccupare ulteriormente è che tali visite abbiano avuto luogo, nonostante da parte di docenti e di genitori, si sia manifestato tutto il disagio per tali iniziative. L'attacco alla laicità di fatto si è tradotto in attacco alla libertà di insegnamento dei docenti, privati di alunni nel corso delle visite pastorali, e alla libertà educativa dei genitori non cattolici.


Giancarlo Giovine Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche della Liguria e del Piemonte meridionale


Genova, 23 aprile 2008

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categoria:scuola, concilio vaticano ii, laicità, cei , bagnasco, fcelp
martedì, 22 aprile 2008

Ricominciamo da quelle 8 famiglie e da quei docenti della scuola media di Pieve Ligure che hanno protestato per la visita del cardinale Bagnasco, trovando il coraggio di opporsi ad una consuetudine che viola sistematicamente la laicità delle istituzioni scolastiche pubbliche.


Questo blog è nato 1 anno fa, poco dopo l'uscita dell'ordinanza del ministro della Pubblica Istruzione Fioroni che, con un colpo di mano, ripristinava i crediti scolastici per gli alunni frequentanti l'ora di religione. Da allora sono successe tante cose, è cresciuto l'attacco del Vaticano all'autonomia dello Stato italiano attraverso un quotidiano ricatto rivolto a tutte le forze politiche, una presenza ossessiva in ogni telegiornale e trasmissione televisiva, l'indizione di giornate come il Family Day volte a bloccare il processo di modernizzazione del paese, il boicottaggio sistematico della legge 194, della pillola del giorno dopo, del testamento biologico e di quant'altro si richiami alla libertà individuale del cittadino.


Nel frattempo, però, nell'assenza e nel silenzio di tutte le principali forze politiche, sono nate anche tante iniziative volte a contrastare quest' ingerenza, dalle manifestazioni alternative al Family Day alla protesta dei professori e studenti della Sapienza di Roma contro la proposta del Rettore di fare inaugurare l'anno accademico da Ratzinger, alle manifestazioni per la difesa della 194, alla nascita di blog e siti laici che crescono con un ritmo direttamente proporzionale alla crescente presenza clericale nella vita quotidiana dei cittadini e delle istituzioni italiane.


E queste 8 famiglie fanno pensare e sperare che quest'anno non sia trascorso invano. Per questo blog non ci poteva esser miglior regalo di compleanno.

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categoria:protesta, bagnasco, pieve ligure